Cud 2013 e modello ObisM disponibili ANCHE per e-mail

A dire il vero per ora non saprei dire se a tormentare parte dei cittadini (quindici milioni di pensionati circa) sono più i problemi legati alle difficoltà economiche, finanziarie e sociali o quelli legati alle nuove forme di rilascio, da parte dell’Inps, della Certificazione Unica dei Redditi (Cud) e del modello ObisM, che rappresenta per il pensionato uno strumento utile per leggere il proprio cedolino di pensione.

Una cosa è certa: l’Inps sembra stia navigando “a vista” e mano a mano (così come tra l’altro avevo anticipato nel mio precedente post sull’argomento Cud e certificato di pensione (ObisM). Dal 2013 l’Inps adotta nuove modalità di recapito) che si presentano gli inconvenienti, lamentàti da più parti, cerca di correre ai ripari, non abbandonando però l’ormai intrapresa acquisizione del Cud per via telematica!

Infatti, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha integrato la sua iniziale circolare esplicativa della procedura telematica, la n. 32 del 26 febbraio 2013, con quella più recente del 13.03.2013 avente n. 4428, (che, constatata la brevità, trascrivo integralmente):

Direzione Centrale Organizzazione

Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici

Roma, 13-03-2013

Messaggio n. 4428     

OGGETTO: Integrazione alla Circolare n. 32/2013- Richiesta del CUD tramite posta elettronica ordinaria- Rilascio del CUD da parte dei professionisti abilitati all’assistenza fiscale.

Si fa seguito alla Circolare n. 32 del 26 febbraio 2013, intitolata “Nuove modalità di rilascio del CUD”, per dare notizia dell’attivazione di nuovi strumenti di richiesta e trasmissione del CUD e per fornire alcuni ulteriori chiarimenti al riguardo. 

Cittadini  in possesso di un indirizzo di posta elettronica ordinaria

Gli utenti dell’Istituto potranno trasmettere la richiesta del proprio CUD, indirizzandola a richiestaCUD@postacert.inps.gov.it, utilizzando anche la posta elettronica ordinaria.

All’email di richiesta dovranno essere allegate l’istanza (debitamente firmata e digitalizzata) e la copia (digitalizzata fronte/retro) di un documento di riconoscimento valido del richiedente, in conformità a quanto previsto dal terzo comma dell’art. 38 del DPR. N.445/2000 in ordine alle modalità di invio e sottoscrizione delle istanze.

Ricevuta la richiesta nella modalità sopra descritta, il CUD verrà trasmesso all’indirizzo di posta elettronica indicato dal richiedente.

Professionisti abilitati all’assistenza fiscale

Per ottenere la certificazione in parola il cittadino interessato ha facoltà di avvalersi, previo conferimento di specifico mandato, oltre che di un Centro di assistenza fiscale, di uno degli altri soggetti (professionisti) compresi tra quelli abilitati all’assistenza fiscale, di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, che abbia stipulato con l’Istituto la convenzione per la trasmissione dei modelli RED, in corso di validità.

Il mandato, unitamente a copia di un documento di identità del cittadino, deve essere conservato dal professionista ed esibito a richiesta dell’INPS.

Il Direttore Generale  

Nori

Con essa indica, sempre per avere la Certificazione Unica dei Redditi, oltre alle modalità telematiche già espresse (l’accesso tramite proprio codice Pin, il ritiro presso determinati Uffici postali, le richieste ai Centri di Assistenza Fiscale o la telefonata al numero verde gratuito 800.434.320), anche quello della trasmissione via e-mail, ordinaria e non solo PEC (Posta Elettronica Certificata); se invece si tratta di un professionista, cioè di un consulente che si trovi però in possesso dei requisiti stabiliti con la medesima circolare Inps (il quale solo ora ha ampliato l’assistenza fiscale anche ai professionisti), i cittadini sono tenuti a conferire uno specifico mandato, operazione quest’ultima che si spera non debba incidere sulla somma da corrispondere per l’eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi.

Ora, non per essere polemica ma, pur apprezzando gli sforzi che sembra stia facendo l’Istituto, penso personalmente che già il solo parlare di “digitalizzazione” confonda un avvezzo ai sistemi informatici, figuriamoci una persona che già nel leggere “codice Pin” entra in crisi!

Per non sentirmi molto sola in questa mia considerazione finale, vorrei riportare qui di sèguito parte del Comunicato Stampa del 13/3/2013 della Federconsumatori “CUD: ecco le istruzioni per i pensionati che non riceveranno più il CUD per posta. Buoni gli intenti del provvedimento, discutibile l’attuazione”, che così conclude:

[…] Nei casi di difficoltà, inoltre, sono previste delle procedure per la richiesta del CUD a domicilio tramite il numero verde 800.43.43.20 (che, vista forse la grande richiesta, al momento non risulta pienamente operativo).

Quel che è certo, in ogni caso, è che un cambiamento così importante avrebbe richiesto tempi di introduzione più graduali: legiferare a dicembre e rendere operativa tale modifica già dal febbraio successivo ha avuto effetti di disorientamento e suscitato un grande malcontento tra i pensionati, che, tra l’altro, non sono stati adeguatamente informati.

Chi ha bisogno di essere assistito va rispettato e non caricato di ulteriori difficoltà.