Caldaia sicura? In regola entro il 31 dicembre 2012

Dopo una calda estate, ecco la tanta attesa frescura autunnale, ma per i freddi invernali siamo preparati e, soprattutto, abbiamo predisposto i controlli e le dovute manutenzioni ai nostri impianti termici?

Siamo ormai talmente assuefatti ai nostri elettrodomestici, ai nostri congegni, ai nostri impianti, che li attenzioniamo solo quando ci abbandonano, ovvero quando smettono di funzionare. Solo che qualche volta il danno all’apparecchio, oltre ad essere una dolenza per le nostre tasche – in quanto costretti a sostituirlo –, potrebbe rivelarsi nocivo non solo per noi ma anche per chi, inconsapevole, abita nei dintorni o, nel più comune dei casi, nel medesimo condominio, e tutto questo magari perché abbiamo sottovalutato che alcuni di questi dispositivi, così utili ed indispensabili per il nostro benessere, necessitano di una costante e inderogabile manutenzione. La nostra caldaia ne è un esempio.

Avevo già letto di una “Campagna obbligatoria di dichiarazione avvenuta manutenzione. Accertamento ed Ispezione degli Impianti Termici” intesa a garantire la sicurezza domestica e, ovviamente, anche quella dell’ambiente e così, nel chiedere ad un tecnico abilitato di effettuare un intervento di controllo e regolazione al mio impianto, mi sono documentata meglio.

Si tratta intanto di un preciso obbligo di legge (Decreto Legislativo n. 192 del 19 agosto 2005 modificato ed integrato da Decreto Legislativo 29 dicembre 2006) che considera il titolare dell’impianto (privato o condominiale) e chi dovrebbe essere preposto alle manutenzioni e controlli responsabili di quanto potrebbe accadere se fossero omesse le rituali operazioni di conservazione che, comunque, cambiano:

  • in base al numero di abitanti per Comune;
  • in funzione delle indicazioni riportate sul libretto d’uso e manutenzione dell’impianto;
  • in base al tipo di installazione (se interna o esterna);
  • con riferimento anche alla potenza dell’impianto stesso se inferiore o meno a 350kW e a tanti altri fattori che saranno messi in luce da chi eseguirà la manutenzione, necessariamente affidata a chi ne ha i requisiti tecnico-professionali stabiliti dal D.P.R. n. 37 del 22/01/2008.

Tutto questo sarà seguìto dal rilascio, previa compilazione e sottoscrizione, di un rapporto di controllo tecnico che il titolare dell’impianto, per mettersi in regola con i propri adempimenti verso la Provincia Regionale di appartenenza (nel mio caso Messina), dovrà inviare entro il 31 dicembre 2012, unitamente alla ricevuta di pagamento secondo delle tariffe già predisposte dall’Ente stesso e che, comunque, saranno rese note al momento anche dal tecnico manutentore. Se l’impianto termico è nuovo, entro 30 giorni dalla sua installazione bisogna inviare alla Provincia la “scheda identificativa” dell’impianto, corredata del rapporto di controllo tecnico compilato alla prima accensione.

Malgrado l’osservanza della norma, la Provincia potrebbe effettuare dei controlli (sarebbe tenuta a farlo su almeno il 5% degli impianti installati nel territorio), ispezioni che dovranno essere eseguite con preavviso scritto di almeno 20 giorni all’utente, inviato con raccomandata con ricevuta di ritorno nella quale è indicata la data e l’ora della visita. Sono previste sanzioni in caso di accertate irregolarità.

A questo punto, indipendentemente dalle sanzioni, ormai imposte sia per le negligenze che per le ristrettezze dell’utente/consumatore, senza distinzione alcuna, vessato sempre e comunque, credo sia opportuno, con un piccolo accorgimento, rendere sicura la nostra casa assicurando la nostra e l’altrui incolumità.

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