Prestito Fino A € 15.000 Per Avvocati. Domanda Entro Il 31 Ottobre 2017

Chi frequenta dei corsi di studio, solitamente, lo fa per conseguire il cosiddetto “pezzo di carta” che possa in seguito consentire l’accesso alla professione, al mondo del lavoro, a una qualsiasi attività che ne preveda il possesso.

Pochi studiano per una conoscenza personale, ma non si può biasimare chi sostiene di farlo senza trasporto e partecipazione: purtroppo è il sistema scolastico che dovrebbe essere rivisto, ma questa è un’altra storia!

Soventemente, il passaggio da studente a potenziale lavoratore non è sempre costellato di buone notizie e di percorsi agevolati, anzi: direi che abbonda di percorsi accidentati.

Il futuro lavoratore professionista, dipendente o autonomo che sia, è stato preparato alle difficoltà che lo attendono già nell’aver affrontato le segreterie scolastiche e/o universitarie, delle vere e proprie palestre di vita: disagi, disinformazione, prepotenza, indolenza, giochi di forza e di potere, forti della loro posizione e consapevoli della loro assoggettante tracotanza, senza per questo generalizzare.

Quella è l’età e la posizione di chi non prende mai alcun provvedimento di tutela. Non può farlo per svariati motivi, tutti evidentemente legati a quella sorta di livello di inadeguatezza in cui lo studente viene confinato.

Chi prova a reagire, civilmente e legittimamente, rischia l’isolamento da parte dei compagni di corso e di buona parte del corpo docente giudicante. La sola parola “giudicante” già di per sé è inibitoria.

In quei momenti senti di aver sbagliato indirizzo di studio, ti senti impreparato, vorresti sapere e capire cosa implichi difendersi e soprattutto saperlo fare senza conseguenze da inesperienza in materia: vorresti aver studiato giurisprudenza.

Ecco, se lo hai fatto e ora sei un giovane avvocato, questo è il momento giusto per avviare o potenziare il proprio studio legale.

Ecco come e di cosa si tratta.

Sul sito CassaForense.it (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense) viene riportata la notizia di un Bando prestiti agli iscritti under 35 per il 2017.

Riassumendo in breve il testo del Bando di concorso servizio di prestiti agli iscritti, per beneficiare di questa agevolazione sono necessari alcuni requisiti.

L’avvocato, e non anche il praticante, alla data della presentazione della domanda non deve aver compiuto i 35 anni; dev’essere iscritto alla Cassa Forense da almeno due anni (compresi i  periodi di praticantato) e per tutta la durata del prestito non ci si può cancellare, pena l’annullamento del beneficio di cui trattasi; il reddito professionale che dev’essere denunciato regolarmente con il cosiddetto modello 5 (per determinare l’autoliquidazione dei contributi) non deve superare € 40.000. Addirittura, se il reddito professionale è al di sotto di € 10.000, al professionista viene anche concessa una garanzia fidejussoria.

Con questa iniziativa, la Cassa Forense intende dare una mano ai giovani avvocati, suoi iscritti, per avviare o migliorare il loro studio professionale.

Le istanze vanno presentate immancabilmente entro e non oltre il 31 ottobre 2017. Bisogna farlo solo telematicamente collegandosi al sito Cassaforense.it e accedendo alla propria area personale.

Considerato che lo stanziamento delle somme non è illimitato – tra l’altro la durata dell’iniziativa è biennale (1/12/2016 – 30/11/2018) – e che «le richieste verranno evase in ordine di data di presentazione della domanda e fino ad esaurimento dei fondi stanziati per ciascun anno solare», sarebbe opportuno, per chi è interessato, inoltrare domanda il più presto possibile per evitare di arrivare troppo tardi vanificando lo spirito di questo progetto.

Dopo una prima verifica istruttoria, la Cassa Forense invia tutto alla Banca Popolare di Sondrio, alla quale è stato affidato il servizio prestiti e che decide, a suo insindacabile giudizio, la fattibilità o meno di tale operazione. L’importo erogabile può andare da un minimo di € 5.000 ad un massimo di € 15.000.

Il prestito va restituito nell’arco di cinque anni, mentre i relativi interessi passivi saranno a totale carico della Cassa Forense, che provvederà al loro versamento direttamente all’Istituto di Credito.

Se dovesse essermi sfuggito qualcosa, visto che i destinatari di questo mio post sono potenzialmente degli avvocati, non mancherà loro la capacità di colmare le mie lacune leggendo attentamente il già citato Bando di concorso servizio di prestiti agli iscritti al cui art. 4 sono dettagliatamente spiegati l’importo erogabile e le caratteristiche del prestito.

L’accesso al credito, purtroppo, nella quotidianità non è consentito a tutti. A volte stride ciò che si pubblicizza sui siti delle banche, negli spazi pubblicitari televisivi e in altre forme propagandistiche.

Ci fanno credere che basta varcare la soglia di un istituto di credito per ottenere, addirittura in pochissimo tempo, prestiti, mutui e linee di credito di ogni tipo.

Ci si affaccia a queste “offerte” con grande speranza, soprattutto se si versa in stato di necessità o anche solo se si ha in programma di realizzare qualcosa per il proprio futuro e per quello della propria famiglia.

Una speranza che di lì a poco, a meno di non avere già di tuo una notevole disponibilità economica (e a quel punto c’è da chiedersi il perché di quella visita in banca), svanirà in men che non si dica lasciando il posto al disincanto, alla delusione e all’imbarazzo.

Sì, imbarazzo, perché quegli stessi proclami che ti infondevano aspettativa, nel momento in cui si materializzano su persone, assumono toni schernevoli e di monito, facendoti sentire un accattone… ma dignitosamente ricco.

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