Pignoramento Conto Corrente Dal 1° Luglio 2017 Per Debiti Fiscali

Il 1° luglio sembra essere una data come un’altra, per alcuni più importante, per altri meno. La si può ricordare per una ricorrenza, un anniversario, una festa, l’inizio delle tante agognate ferie (per chi ha ancora la fortuna di avere un lavoro) e tanto altro.

Quest’anno, però, il 1° luglio 2017 lo ricorderemo tristemente tutti i contribuenti poiché segnerà l’inizio di una nuova attività “predatoria”.

Entra in vigore la nuova, calcolata e mirata modalità di recupero crediti da parte di quella che fino a oggi abbiamo conosciuto col nome di “Agenzia delle Entrate” e che, dal prossimo mese, si arricchirà nel nome e nelle sue funzioni: l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, ente strumentale dell’Agenzia delle Entrate sotto il controllo diretto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Certo, l’Agenzia delle Entrate sicuramente non ci stava simpatica nemmeno prima, ma ancora meno si poteva dire delle Società di recupero crediti a essa correlate: Equitalia e, per la Sicilia, Riscossione Sicilia.

Un paio di mesi fa ci era stata prospettata, come la conquista del secolo, la dismissione di Equitalia, e tutti ci siamo sentiti meno il fiato sul collo dal fisco, provando una nuova sensazione di liberazione dall’oppressione a cui eravamo soggetti. Favole!

Purtroppo, anche in questa circostanza, dobbiamo prendere atto che Robin Hood esiste solo nelle favole. Nessuno sottrae lecitamente qualcosa ai ricchi per darla ai poveri e, in questo caso, nessuno mette al sicuro o prova a tutelare i contribuenti dalle rappresaglie dello Stato e delle sue estese appendici.

Quello stesso Stato che delle nostre tasse tutto fa, tranne che garantire servizi alla collettività per i quali rimangono sempre e solo briciole. I risultati sono sotto gli occhi di chi può e vuole vedere.

Con questo non voglio giustificare gli evasori o chi non contribuisce con regolarità al pagamento delle tasse, ma reputerei quanto meno necessario un doveroso distinguo tra chi vive di parassitismo, vivendo a spese degli strati sociali attivi e produttivi, e chi, invece, pur disposto a pagare quanto dovuto, non ha la possibilità materiale per poterlo fare con puntualità.

Tanto per rimanere in tema fiabesco (anche se l’argomento di “favoloso” ha poco e niente)… tutto ebbe inizio il 22 ottobre 2016 quando, con decreto legge n. 193 (successivamente convertito nella Legge 225/2016), si stabilivano le Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

Riassumo la parte che ci occupa:

A decorrere dal 1° luglio 2017 le società del Gruppo Equitalia sono sciolte […]. Al fine di garantire la continuità e la funzionalità delle attività di riscossione, è istituito, a far data dal 1° luglio 2017, un ente pubblico economico, denominato «Agenzia delle entrate-Riscossione», (ente strumentale dell’Agenzia delle entrate) […].

Ma l’articolo di legge più significativo è il 3°, Potenziamento alla riscossione.

A decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate può utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale […]. Ai medesimi fini previsti dai commi precedenti, l’Agenzia delle entrate acquisisce le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale […]. L’Agenzia delle entrate-Riscossione è autorizzata ad accedere e utilizzare i dati di cui al presente articolo per i propri compiti di istituto.

Alla luce di quanto appena detto, è chiaro che il nuovo Ente risulta essere meno accomodante e soprattutto proceduralmente più veloce ed efficace di Equitalia. Ciò in quanto ha acquisito tutti gli strumenti di verifica per mettere il contribuente “moroso” con le spalle al muro, non appena quest’ultimo non paga per tempo o non chiede la rateizzazione della cartella di pagamento iniziando a versare le rate.

Prima l’iter da seguire per un eventuale pignoramento per debiti fiscali era un po’ più farraginoso, poiché l’accesso alle banche dati non era agevole per chi si occupava di recupero crediti, stante che doveva procurarsi le informazioni presso terzi e, per procedere, doveva rivolgersi al giudice.

Ora, invece, per l’Agenzia delle Entrate-Riscossione risulta tutto più semplice e mirato poiché non solo ha mantenuto la facoltà di accertamento ma, avendo anche la prerogativa di conoscere fino in fondo le nostre disponibilità economiche e patrimoniali mediante l’Anagrafe Tributaria, oltre ad avere la possibilità di assumere informazioni sui nostri rapporti di lavoro, pensioni, indennità di disoccupazione, ecc., ove ricorrano i presupposti può procedere al pignoramento immediato bloccando, prima ancora di farlo sapere al contribuente, le somme lì dove sa essere custodite e acquisendole, fino al soddisfacimento del credito, trascorsi 60 giorni dal mancato pagamento.

Insomma, avendo acquisito tutti i poteri previsti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973 n. 602, con riferimento all’Articolo 72 bis – Pignoramento dei crediti verso terzi, ha la possibilità di metterci a nudo e di farci rimanere.

Rimane nelle facoltà (fumose) del cittadino-contribuente, laddove si dovesse ritenere illegittima l’esecuzione forzata (errore dell’Agenzia nei termini e procedure di notifica della cartella, ecc.), rivolgersi al giudice ordinario per impugnare il pignoramento, non dimenticando, però, che non si può disporre di quelle somme bloccate sul conto corrente almeno fino alla decisione del giudice, ecco perché ritengo che tale “facoltà”, alla luce dei nuovi poteri conferiti al fisco, sia fumosa!

Come avevo già avuto modo di scrivere in precedenza (120 buoni motivi per … rivalutare Equitalia! – post dell’8.11.2013, sul quale tornerò per alcuni necessari aggiornamenti), esiste la possibilità di rateizzare il debito col fisco presentando domanda su moduli predisposti dallo stesso Ente entro e non oltre i 60 giorni dalla notifica dell’atto di pagamento (cartella esattoriale).

La cartella esattoriale diventa ora immediatamente esecutiva come fosse un atto di precetto.

Di solito, l’istanza di rateazione viene accolta e, seppure gravata di interessi, sanzioni, more, compensi di riscossione e quant’altro, già dal pagamento della prima rata impedisce qualsiasi attività di recupero da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e consente l’eventuale sblocco del conto corrente se la procedura è già stata avviata.

Non voglio fare ironia funesta ma, considerando che il nostro (si fa per dire) Stato è avvezzo a inventarsi sigle e slang di ogni tipo, al solo fine di confonderci ulteriormente le idee, ho potuto notare che in questa occasione non mi pare di aver letto negli atti ufficiali l’acronimo AdE-R (Agenzia delle Entrate – Riscossione), forse perché rievoca quell’Ade implacabile ed inflessibile che nella mitologia greca era il padrone degli inferi?

Ebbene, Ade regnava sui morti; la nostra AdE-Riscossione, purtroppo, regna sui vivi e, portando avanti i suoi poteri incontrastati, forse continuerà a prevalere solo sui sopravvissuti.

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