Fondo di Solidarietà per i mutui. Dal 27 aprile 2013 consentita altra sospensione

 

Il 10 febbraio 2013 ebbi modo di scrivere un post dal titolo “Entro il 31 marzo 2013 si può chiedere la sospensione del mutuo per 12 mesi”.

Ebbene, considerato che le difficoltà già evidenziate in quella circostanza sembra non siano mutate (anzi, la mattanza dei più deboli sembra non arrestarsi per nulla), dopo aver fruito della moratoria dell’Abi  – accordo firmato tra l’Associazione Bancaria Italiana e tredici Associazioni dei Consumatori (la cui proroga si è conclusa il 31 marzo scorso, consentendo a molti titolari di mutuo sulla prima casa di poter attingere a quel fondo di cui ho già scritto) – interviene ancora una volta il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), rifinanziando con ulteriori 20 milioni di euro il Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa che consentirà la sospensione dell’intera rata del proprio mutuo fino a 18 rate.

Questa nuova opportunità, prevista dal decreto n. 37 del 22 febbraio 2013 (in Gazzetta Ufficiale n. 86 del 12.04.2013), sarà operativa dal 27 aprile 2013 e vi potranno accedere solo quelle persone che rientrano in determinate categorie e che siano in possesso di specifici requisiti meglio riportati nel Comunicato Stampa N° 56 del 18 aprile 2013 del MEF, all’oggetto: “Mutui prima casa, con il Fondo Solidarietà del MEF dal 27 aprile è possibile richiedere la sospensione delle rate”.

Sinteticamente riporto i passaggi più importanti (requisiti e modalità di richiesta):

 
  • potranno usufruire i titolari di un mutuo fino a 250 mila euro senza pagare somme aggiuntive dovute a commissioni o spese di istruttoria;
  • potranno chiederlo anche coloro che hanno usufruito di altre forme di sospensione come quelle sopra citate (moratoria dell’Abi), a patto che entrambe le agevolazioni rientrino nel periodo previsto di 18 mesi;
  • il reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del titolare del mutuo dev’essere minore di 30 mila euro annui;
  • la sospensione durerà 18 mesi;
  • le difficoltà a pagare le rate del mutuo devono essere la conseguenza della perdita del lavoro – che non sia dipesa dalla propria volontà (dimissioni) – o di un decesso o del riconoscimento di non autosufficienza (handicap grave di cui alla legge 104/1992 ovvero invalidità civile non inferiore all’80%) del mutuatario (o di uno dei cointestatari), ma solo se tali eventi si sono verificati dopo aver contratto il mutuo e comunque se avvenuti nei tre anni precedenti alla domanda.

La domanda potrà essere presentata direttamente alla Banca o a chi ha erogato il mutuo (che gestirà la fattibilità e l’iter dell’istanza fino al rilascio del nulla osta alla sospensione del mutuo), non prima del 27 aprile 2013 utilizzando una modulistica che sarà reperibile a quella data sia sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), sia su quello del gestore del Fondo, la CONSAP.

La sospensione non può invece riguardare i mutui che:

  • risultano in ritardo con i pagamenti da oltre tre mesi o che siano già gravati di procedure esecutive sull’immobile;
  • godano di agevolazioni pubbliche;
  • abbiano una copertura assicurativa dei rischi che si verifichino gli eventi di cui sopra, purché tale assicurazione garantisca il rimborso almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia efficace nel periodo stesso di sospensione.

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169 commenti
  1. Salvo says:

    Buona sera, volevo sottoporle una domanda, avendo usufruito prima della sospensione abi (12 mesi) e ora di quella della consap (6 mesi) della quale mi rimane l’ultimo mese, ad oggi non sono riuscito a trovare lavoro è non ho altri redditi per poter pagare la rata del mutuo, lei è ha conoscenza di altra forma di eventuale sospensione o di aiuto? Nonostante io abbia fatto una proposta di riduzione o rinegoziazione della rata con eventuale protrarsi della durata del mutuo, la banca mi ha chiuso la porta in faccia
    (importo finanziato €.140.000 rata mensile di 768€ per 25 anni tasso fisso)
    grazie in anticipo

    • Ciao Salvo, riesco ad avvertire il tuo sconforto e questo mi fa sentire inutile; purtroppo, che io sappia non ci sono al momento altre forme di sostegno che possano alleviare anche questa tua condizione di disagio. Era inevitabile che i 18 mesi sarebbero stati pochi e veloci, il tempo nelle difficoltà di solito trascorre lento così da sfinirci, quando c’è un barlume di speranza, questo si consuma in fretta così come il tempo concesso per la sospensione delle rate dei mutui.

      L’unica cosa che posso suggerirti, anche se a quanto pare hai già richiesto la riduzione o rinegoziazione della rata, è quella di rivolgerti ad un’associazione di consumatori della tua città, di solito si occupano di rinegoziazione (Federconsumatori che io sappia lo fa), potrebbe essere utile un loro eventuale intervento (sempre che sia fattibile). Potrebbero anche darti qualche consiglio in merito alla possibilità di rivolgerti all’Arbitrato Bancario Finanziario (ABF) così come spiega anche questa pagina Web.

      D’altronde, può accadere che si renda necessario modificare i termini di un mutuo precedentemente sottoscritto, per vari motivi: malattia, perdita di lavoro, condizioni diverse, ecc. ecc., purtroppo però, che io sappia, l’eventuale rinegoziazione è una facoltà dell’istituto di credito che, in totale autonomia e senza alcun vincolo o obbligo, può accettare o rigettare la richiesta.

      So che non è confortante la mia risposta ma spero tu possa avere il sostegno che ti serve rivolgendoti ad un’associazione che ti possa aiutare in tal senso.
      Intanto, ti auguro un buon proseguimento di serata.

  2. adriano says:

    Buongiorno

    Prima di tutto grazie dell’articolo molto informativo.

    Ho un mutuo di prima casa acceso 11/2008.

    Mi trovo all’estero per motivi di lavoro, utilizzando un contratto che viene rinnovato di 6 mesi in 6 mesi. Il contratto e’ verso una societa’ dicui sono l’unico proprietario e azionista – mi dicono che e’ equivalente ad un idraulico o un altro professionista che ha la partira IVA in italia.

    A novembre scorso il contratto non e’ stato rinnovato, e’ sono tuttora senza lavoro.

    Mi chiedevo se posso usufruire di questa sospensione, e se affermativo, in base a quale opzione nel modello
    “Cessazione del rapporto di lavoro subordinato 6 , con attualità dello stato di disoccupazione
     In caso di contratto a tempo indeterminato si allega la lettera di licenziamento ovvero documentazione
    attestante le dimissioni da lavoro per giusta causa 7 ;
     In caso di contratto a tempo determinato si allega copia del contratto, nonché eventuali comunicazioni
    interruttive del rapporto (nel caso di dimissioni per giusta causa si veda la nota 7).

    O
    “Cessazione del rapporto di lavoro di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile
    con attualità dello stato di disoccupazione
     si allega copia del contratto, nonché eventuali comunicazioni interruttive del rapporto (nel caso di
    recesso per giusta causa si veda la nota 7).”

    Ringrazio anticipatamente.
    Adriano

    • Ciao Adriano, a dire il vero non ho capito bene il tipo di contratto di cui parli. Più che di un rapporto subordinato sembra si tratti di un lavoro autonomo (non avrebbe senso altrimenti la partita Iva).

      Tra i documenti indicati per fruire della sospensione delle rate del mutuo, le informazioni sono tutte riferite a cessazioni o dimissioni per giusta causa di rapporti di lavoro subordinato “con attualità dello stato di disoccupazione” e, nel caso della “… cessazione del rapporto di lavoro di cui all’art. 409 numero 3 del c.p.c., con attualità dello stato di disoccupazione” è previsto che si debba produrre la “copia del contratto nonché eventuali comunicazioni interruttive del rapporto …”.

      Solo per opportunità riporto quando recita l’art. 409 comma 3 del codice di procedura civile:

      “Articolo 409 – Controversie individuali di lavoro
      Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a:
      … 3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato …”

      Ebbene, stante la delicatezza dell’argomento e non avendo io capito bene il tipo di contratto di cui parli, per evitare di sbagliare creandoti un danno, suggerirei l’opportunità di discuterne direttamente con la banca che, nell’acquisire la documentazione prevista, dovrà verificare anche la completezza e la regolarità formale prima dell’inoltro alla Consap e potrà senz’altro essere più precisa.
      Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  3. adriano says:

    Grazie Pina.

    Si, si tratta praticamente di lavoro autonomo, penso sia quella la definizione in italia.

    Sono in pratica il direttore e solo dipendente di una compagnia (LTD inglese) che prende lavoro da altre compagnie come consulente. L’unico contratto che avevo e’ terminato, la compagnia e’ in fase di chiusura e non ho un altro lavoro.

  4. Giovanni says:

    SALVE A TUTTI.. MI RIVOLGO A TUTTI VOI..
    QUALCUNO HA GIA TERMINATO LA SOSPENSIONE ED HA RICOMINCIATO A PAGARE??
    SE E’ SI, QUANTO VI HA CHIESTO LA BANCA PER IL REINTEGRO DEGLI INTERESSI? E IN CHE MODO??
    GRAZIE A TUTTI….

    • Ciao Giovanni, ho tardato a rispondere poiché speravo che qualche altro lettore potesse darti delle informazioni più dettagliate in merito alla domanda che poni. Per quanto mi riguarda, su questo argomento posso solo dirti ciò che ho già risposto in precedenza e, più esattamente nella risposta che ti linko qui dove, tra le altre cose, c’è anche un link postato dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana).
      Spero comunque che nel frattempo tu possa ricevere ulteriori e più specifiche risposte.
      Ti auguro una buona giornata.

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