2013. Fasce di Reperibilità per Lavoratori Assenti per Malattia

Per chi ha ancora la fortuna di avere un lavoro e dovesse capitare di non potervisi recare per l’insorgenza di uno stato di malattia che ne determina l’incapacità lavorativa, bisogna rispettare alcune regole basilari, sia nei confronti del datore di lavoro che dell’Inps, che ne eroga la relativa indennità.

Per informazioni più recenti sull’argomento, leggi qui: VISITE FISCALI 2015. NOVITÀ PER IL SETTORE PRIVATO.

Questa indennità è riconosciuta alla maggior parte dei lavoratori, anche per specifiche categorie (apprendisti, disoccupati, sospesi, ecc., pur se nel rispetto di alcuni criteri), con esclusione dei collaboratori domestici (colf e badanti – la cui malattia è gestita direttamente dal datore di lavoro e con precise disposizioni e limitazioni), impiegati dell’industria, dirigenti e portieri.

È relativamente recente la trasmissione telematica all’Inps da parte del medico curante che emette il certificato che attesta la malattia; questa novità, mentre da un lato ha sgravato il lavoratore dall’obbligo di provvedere lui stesso all’invio del suo certificato sia all’Inps che al datore di lavoro – fermo restando però che, se per motivi tecnici questa trasmissione telematica non dovesse essere possibile, il dovere di recapitarlo rimane al lavoratore –, dall’altro ha fornito all’Istituto, così come al datore di lavoro, la possibilità per il primo di effettuare i controlli sullo stato di salute del lavoratore in tempo reale, e per il secondo l’occasione di richiederli altrettanto rapidamente, tanto che la verifica può essere fatta già dal primo giorno di malattia, così come stabilito dalla legge n. 111 del 15 luglio 2011.

Ho iniziato con questa introduzione per entrare ora nel merito dell’argomento che desidero trattare e che riguarda le fasce di reperibilità previste dalla suddetta legge, durante le quali il lavoratore deve farsi trovare al proprio domicilio per essere sottoposto a visita di controllo (la cosiddetta visita fiscale), così che un medico non di parte possa verificare la veridicità di quanto dichiarato come motivo impeditivo al prosieguo lavorativo.

È bene intanto ricordare che chiunque, per un motivo o per un altro, dovesse decidere di cambiare domicilio durante il periodo di malattia, è tenuto a darne tempestiva comunicazione all’Inps di pertinenza con strumenti che ne possano attestare la trasmissione e non certo con una mera telefonata. Ciò in quanto l’assenza a visita medica di controllo, se non debitamente giustificata, può determinare delle sanzioni e anche dei provvedimenti.

Esistono al riguardo delle fasce di reperibilità durante le quali il lavoratore in malattia è obbligato a rimanere nel proprio domicilio, così da consentire al medico fiscale di poter accertare ed eventualmente confermare e/o confutare la diagnosi comportante l’incapacità lavorativa. Queste fasce di reperibilità si differenziano in base alle categorie lavorative distinguendo i lavoratori in pubblici e privati.

Per questi ultimi (dipendenti lavoratori privati), le fasce di reperibilità alla visita medica di controllo domiciliare sono state fissate, per l’anno in corso (2013): dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00 di tutti i giorni compresi nella certificazione di malattia, inclusi i festivi, i prefestivi, il sabato, la domenica e tutte le festività nazionali.

Per i lavoratori pubblici invece (dipendenti degli Enti locali, provinciali, regionali, statali, amministrazioni finanziarie, sanitarie, Forze dell’Ordine, pubblica istruzione, ecc.), dal 4 febbraio 2010, le fasce di reperibilità per la verifica della malattia sono più restrittive e infatti, sempre per il corrente anno (2013), sono state modificate così come segue: dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00. Anche in questo caso sono da considerare inclusi tutti i festivi, prefestivi, sabato, domenica e le festività nazionali. Nel settore pubblico ci sono delle deroghe all’obbligo di reperibilità, eccezioni specifiche e ben individuate. Tra queste: le gravidanze a rischio, le patologie che necessitano di terapie salvavita, infortuni sul lavoro e altre malattie invalidanti.

In ordine agli orari delle visite fiscali per malattia, ulteriori precisazioni si possono desumere da quanto l’Inps, con suo messaggio n. 4344 del 12.03.2012 (“Chiarimenti su circolare n. 118 del 12.09.2011. Istruzioni operative”), rende noto sia ai datori di lavoro che ai lavoratori pubblici e privati.

Chiunque non sia stato trovato al proprio domicilio nel corso di una visita di controllo da parte dell’Inps, sa che il medico fiscale lascerà un invito a presentarsi presso l’Asl di appartenenza per giustificare l’assenza. Se il motivo giustificativo addotto dovesse risultare insufficiente, ai sensi dell’art. 5 del D.L. 12/9/1983, nr. 463 convertito con modificazioni nella legge 11/11/1983, n. 638, il lavoratore perde il diritto a qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia e nella misura del 50% per i rimanenti giorni per tutta la durata della malattia, esclusi i periodi di ricovero ospedaliero o di quelli già oggetto di precedente visita di controllo.

Prima però di procedere alla trattenuta dello stipendio, al lavoratore è data comunicazione della decisione ultima adottata dall’Inps contro la quale può difendersi proponendo ricorso al Comitato Provinciale dell’Istituto di Previdenza, entro i termini indicati nella medesima missiva, ciò al fine di scongiurare la decurtazione di parte dello stipendio e dei relativi contributi.

Capita pure che il lavoratore, in forma di autotutela, presenti, prima ancora di inoltrare ricorso al Comitato Provinciale dell’Istituto, direttamente alla sede dell’Inps quelli che ritiene documenti utili a giustificare la sua assenza a visita fiscale; ma non sempre questo intervento ha successo, costringendo il lavoratore ad andare oltre.

I motivi che di solito determinano tale assenza dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale sono prevalentemente:

  • quelli riferiti a visite ambulatoriali presso i propri medici di base, che a volte hanno orari coincidenti con quelli delle fasce orarie di cui trattasi;
  • il protrarsi della permanenza nello studio medico nell’eventualità che quest’ultimo ritardi il rientro in ambulatorio dalle sue visite domiciliari;
  • se si è soli, la necessità di recarsi in farmacia per l’acquisto di un farmaco indispensabile;
  • l’illeggibilità del nome sul proprio citofono;
  • il mal funzionamento del campanello o addirittura il non averlo sentito affatto o, ancora, pur avendolo percepito, non si è potuto rispondere in quanto non si è riusciti ad alzarsi dal letto perché febbricitanti e quasi in uno stato di incoscienza, e così via.

febbreIn merito a quest’ultimo aspetto, che potrebbe rappresentare un vero e proprio punto di diritto, è di recente pronuncia la sentenza n. 620 del 9 novembre 2012 del Tribunale di Perugia, che ha accolto il ricorso di un lavoratore al quale era stata negata dall’Inps l’indennità di malattia in quanto ritenuto assente dalla visita fiscale, perché non era riuscito ad alzarsi dal letto e a rispondere al citofono poiché da solo a casa e con una febbre da cavallo.

Che poi si pretenda, così come disciplina la norma, che il comportamento del dipendente assente per malattia debba essere improntato a diligenza, che consisterebbe nel consentire la visita di controllo (aggiungerei io sempre e comunque anche a costo di rimanere incollato – nelle fasce di reperibilità – ad una finestra e con un orecchio alla porta per permettere la verifica fiscale), mi sembra proprio l’esercizio di un eccesso di potere, così come mi sembra assurdo che una persona con patologia “manifesta e lampante”, come potrebbe essere una frattura, un intervento e similari, debba essere sottoposto a periodiche ri-visite di controllo, come se esistesse la possibilità di miracolarsi!

Per informazioni più recenti sull’argomento, leggi qui: VISITE FISCALI 2015. NOVITÀ PER IL SETTORE PRIVATO.

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2013. Fasce di Reperibilità per Lavoratori Assenti per Malattia
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commenti

336 Responses

  1. francesco russo scrive:

    chiedo alla s/v di essere informato una volta per tutte con PRECISIZIONE l’orario della reperibilita’ di caso di assenza per malattia ( dipendente del pubblico impiego) dove le visite sono effettuate dai rispettivi medici dell’ INPS –
    Tengo a precisare che io come tanti sapevo l’orario 9.00/13.00 – 15.00/18.00 ma il medico dell’inps venuto a controllo mi ha riferito che gli orari attualmente per i lavoratori dipendenti pubblici sono : 10.00/12 – 17.00/18.00
    CHIEDO LA GENTILEZZA DI FARMI CHIAREZZA . ANTICIPO I RINGRAZIAMENTI – VIA EMAIL

  2. Ciao Francesco, mi permetto di darti del tu (pretendendo identico trattamento!).

    Comprendo benissimo il tuo disorientamento, ma la confusione in realtà non è la tua o quella di chi è a conoscenza degli orari di reperibilità che, confermo, per il pubblico impiego è la fascia oraria 9.00/13.00 – 15.00/18.00; mentre per il privato è rimasta quella delle 10.00/12.00 – 17.00/19.00 e non le 18,00 come sembra ti abbia riferito il medico.

    Forse, il dottore che ha effettuato il controllo si riferiva al Messaggio dell’Inps n. 4344 del 12-03-2012 (linkato nel mio post) che, già nella prima parte, in un passaggio testualmente scrive:

    “E’ opportuno precisare che la suddetta modalità di richiesta – che regolamenta unicamente il servizio offerto da Inps – è offerta ai datori di lavoro nel rispetto della normativa già esistente che riconosce all’Inps la titolarità all’effettuazione dei controlli medico legali ai lavoratori assenti per malattia anche nel caso in cui si tratti di soggetti non tenuti al versamento della relativa contribuzione all’Istituto. Resta ferma naturalmente la possibilità per i datori di lavoro pubblici di far riferimento alle ASL territorialmente competenti, secondo le modalità previste da tali Strutture. L’obiettivo, infatti, della circolare in questione è unicamente quello di disciplinare le modalità di richiesta del servizio nel caso in cui, invece, il datore di lavoro pubblico opti per l’utilizzo della prestazione fornita dall’Inps. Appare utile puntualizzare, inoltre, con particolare riferimento ai lavoratori del settore pubblico, che il servizio fornito dall’Inps non potrà coprire – allo stato attuale – l’intero orario di reperibilità previsto dalle disposizioni vigenti per tali lavoratori (9.00-13.00/15.00-18.00) essendo possibile infatti effettuare le visite mediche di controllo unicamente nelle fasce di reperibilità relative ai lavoratori del settore privato (10.00-12.00/17.00-19.00).”

    Questo non significa però che le fasce di reperibilità per il settore pubblico siano ridotte a quelle del privato (queste ultime comunque temporalmente collocate già dentro quelle del settore pubblico), ma esplicita solo che “allo stato attuale” l’Inps non riesce a coprire con i propri controlli certe fasce orarie mentre continua a garantire quelle del settore privato.

    Se leggi attentamente ciò che nella circolare Inps risulta sottolineato, è chiaro che, se il datore di lavoro pubblico dovesse rivolgersi non all’Inps per il controllo a visita bensì all’ASL territorialmente competente, la fascia oraria entro la quale bisogna che il lavoratore sia reperibile rimarrebbe comunque invariata per il settore pubblico (9.00-13.00/15.00-18.00).

    Spero di non averti ingenerato altra confusione! Buona serata.

  3. elya scrive:

    Vivo da sola e soffro di depressione ansiosa, le medicine che prendo mi fanno dormire sempre e ho paura che non sento campanello , , c’è qualcosa tipo un certificato che mi po permettere di essere assente?

  4. Ciao Elya, intanto permettimi di esprimerti la mia solidarietà per il tuo stato di salute che spero vivamente possa tornare presto come prima.

    In merito invece alla domanda che mi poni, avrai avuto certamente modo di leggere di quella sentenza del 9 novembre 2012 (riportata nel mio post) che ha accolto il ricorso di un lavoratore al quale era stata negata dall’Inps l’indennità di malattia in quanto ritenuto assente dalla visita fiscale, perché non era riuscito ad alzarsi dal letto e a rispondere al citofono poiché da solo a casa e con una febbre da cavallo.

    Ebbene, tu non hai la febbre da cavallo ma, da ciò che riferisci, hai senz’altro gli effetti tipici di chi fa uso di farmaci che favoriscono stati di sonnolenza tali da non sentire, essendo peraltro anche sola, se o meno suonano al campanello.

    Questo in linea di massima. Ma, per quanto riguarda l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità, è appena il caso di ricordare che i motivi che potrebbero giustificare eventuali esoneri da tale rispetto sono per patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie per le quali è stata riconosciuta una causa di servizio o stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. Per tutti gli altri casi, gli orari della visita fiscale sono da rispettare.

    Non conoscendo il livello della tua patologia, ti consiglio di parlare col medico di base: dovrà essere lui a diagnosticare eventuali malattie e terapie che rientrino in quelle sopra menzionate, magari supportato da relazione medico-specialistica (neurologo, psicologo, ecc.).

    Spero che ti riprenda presto e che possa esserti stata di aiuto. Colgo l’occasione per augurarti una buona serata.

  5. marco scrive:

    Buongiorno,
    ho un dubbio e spero mi possiate aiutare.
    Mi sono assentato per malattia 2 gg : lunedi e martedi ( da contrattp CCNL COMMERCIO FACCIO 39H), …generalmente distribuite in 6 gg, con orari da 5 /6/7) a secnda del turno.
    Mi chiedevo…se entro il mercoledi è possibile il mio datore mi faccia fare 34 ore di lavoro===???grazie

  6. Ciao Marco, scusa la mia perplessità, ma a dire il vero non credo di aver capito pienamente la tua domanda. Pertanto, se dovessi leggere da parte mia una risposta … avventata (spero non farneticante), mi auguro tu mi possa risparmiare e magari pazientemente spiegare meglio.

    Partiamo dai tempi: mercoledì era ieri, dunque sarai già rientrato al lavoro; le presunte 34 ore su 39 di lavoro settimanali a cui dovrebbe sottoporti il datore di lavoro immagino tu intenda possano essere distribuite su mercoledì, giovedì, venerdì e sabato. Qual è il problema? Che si tratta di straordinario che tu non intendi effettuare o altro?

    Preferirei avere qualche altra informazione; viceversa, rischierei di vanificare ogni tentativo di aiuto e anche di incrementare i tuoi dubbi.

    Se ritieni opportuno, fammi sapere qualcos’altro. Intanto, ti auguro un buon pomeriggio.

  7. Beppe scrive:

    Sono un dipendente di un ente locale, e la mia amministrazione ha richiesto alla ASL la visita fiscale ma per un indirizzo differente da quello indicato nel certificato di malattia.
    Solo per un caso fortuito ho potuto sapere della visita ed entrare in possesso della comunicazione lasciata dal medico ASL, che mi fissava un appuntamento per il giorno successivo.

    Posto che sono certo si tratti di un “errore” voluto, in quanto sono in corso più azioni volte a screditarmi da parte di dirigenti neoassunti, volevo chiederti a quali conseguenze sarei andato incontro qualora non mi fossi presentato alla visita il giorno seguente ed avessi avuto contezza dell’avvenuta visita a distanza di settimane.

    Inoltre, altro errore, sul certificato rilasciato dal medico ASL era stampato un periodo di malattia ben più lungo di quello attribuitomi dal mio medico ed indicato sul certificato; ho posto il quesito al medico ASL chiedendo come fosse possibile che l’INPS trasmettesse informazioni errate ma questi mi ha risposto che lNPS non comunica nulla alla ASL ma è il datore di lavoro a farlo; di conseguenza entrambi gli “errori” sono stati commessi dal ufficio del personale della mia amministrazione.
    Per questa seconda svista mi conviene effettuare delle richieste di rettifica ?

    Infine, inquadrando questa vicenda in un quadro che mi vede in lite per demansionamento, ecc. pur trattandosi di mie illazioni non supportabii da prove oggettive, questi “errori” che mi avrebbero potuto danneggiare parecchio potrebbero risultare elementi a mio favore in caso di un’azione legale ?

    Grazie mille e complimenti, anche per il design assai gradevole del sito !

  8. Marco scrive:

    Pongo meglio la domanda….
    Se un lavoratore con ccnl commercio lavoro a tempo pieno su 6 gg da lunedì a sabato con orari a secondo dei turni che variano dalle 6/ 7 h al giorno.
    Se lo stesso lavoratore si assente per malattia nei giorni di lunedì e martedì ( come da orario per un monte ore di 12) i restanti giorni della settimana quante ore devo fare per arrivare alle mie 39h??? È possibile che faccio (ho fatto) 34 ore nei gg restanti? Come se mi avesse calcolato che nei gg malattia avessi lavorato in totale 5 ore!?!
    Ho la sensazione che mi faccio il furbo.
    Per favore fatemi sapere. Un saluto dalla solare Roma.

  9. Ciao Beppe, inizio subito col dirti che non dev’essere distensivo riuscire a lavorare in un ambiente ostile o, quanto meno, troppo attento a focalizzare e puntualizzare eventuali defaillances. La cosiddetta pace armata in alcuni ambienti lavorativi è quasi diventata una prassi; l’effetto pressing psicologico, malgrado la legge lo condanni, è difficile da dimostrare e alcuni datori lo sanno bene.

    Come anche tu stesso affermi, certe azioni vanno dimostrate, viceversa potrebbero tramutarsi solo in delle illazioni. Pertanto, suggerisco sempre di crearsi, possibilmente a piccoli e legittimi passi, quei presupposti (scritti) che possano lasciare spazio ad un’eventuale tutela sindacale e/o giudiziaria che dovesse malauguratamente presentarsi, maggiormente se ci rendiamo conto di subire delle vessazioni “in pillole” ma non per questo meno destabilizzanti.

    Passiamo al problema che hai esposto. Sai anche tu che il lavoratore è obbligato a comunicare al momento della dichiarazione di inizio malattia un indirizzo dove essere reperibile durante la malattia che può essere anche diverso da quello di residenza. È importante, come dice il messaggio Inps n. 4344 del 12.03.2012 che:

    “Per consentire il controllo medico legale domiciliare, è di fondamentale importanza che il lavoratore verifichi, con la massima attenzione e precisione, l’inserimento nel certificato telematico dei dati riferiti all’indirizzo per la reperibilità. Anche per tale aspetto, infatti, nulla è innovato rispetto al passato e, pertanto, la responsabilità circa la correttezza delle informazioni riportate ricade unicamente sul lavoratore che ha il diritto e l’onere di controllare i suddetti dati al momento dell’inserimento da parte del medico o successivamente visualizzando la copia stampata del certificato stesso. Su tale problematica, di conseguenza, si invitano le Strutture territoriali a richiamare l’attenzione dei lavoratori, mediante utilizzo di tutti i canali ritenuti idonei, circa l’importanza – ai fini della indennizzabilità dell’evento di malattia – di garantire la massima diligenza nel fornire anche gli elementi utili di dettaglio per consentire il suddetto reperimento, elementi che il medico certificatore dovrà inserire nel campo specifico della reperibilità. Ciò risulta essere determinante soprattutto nei casi in cui l’indirizzo per la reperibilità, seppur corretto, è insufficiente a consentire al medico di lista la possibilità di rintracciare il lavoratore – es. contrade di notevole vastità, frazioni, complessi comprendenti più palazzine ma con un unico numero civico.”

    Inoltre, quando i certificati medici venivano recapitati brevi manu o per raccomandata, per motivi di fattibilità la visita fiscale poteva essere richiesta solo un paio di giorni dopo la dichiarazione dello stato di malattia da parte del lavoratore. Oggi, con la comunicazione telematica, è attivabile immediatamente, pertanto è possibile ricevere la visita fiscale già dal primo giorno di malattia, sia che la richieda il datore di lavoro sia che la disponga il medico Inps (pratica per ora sospesa).

    La tua supposizione in merito ai rapporti controversi con la tua amministrazione non mi sorprende, e ciò anche alla luce di quanto è stato stabilito per i dipendenti pubblici dall’art. 16 commi 9 e 10 della legge 111/2011, che elimina l’obbligatorietà dell’accertamento della malattia, obbligatorietà lasciata a discrezione del dirigente (discrezione che mi pare non venga esercitata nei tuoi confronti) che può valutare se richiedere il controllo o meno.

    Tale valutazione dovrebbe basarsi su elementi oggettivi (tenendo conto non solo della condotta complessiva del dipendente, ma anche dei costi a carico dell’Amministrazione per l’effettuazione della visita) prescindendo da considerazioni personali. Per cui la visita non è più obbligatorio chiederla sin dal primo giorno di assenza. Resta fermo, invece, l’obbligo di richiedere la visita sin dal primo giorno nel caso in cui l’assenza si verifica prima o dopo una giornata non lavorativa.

    Se non ti fossi presentato il giorno dopo a visita di controllo per giustificare l’assenza con un ragionevole impedimento, avresti continuato il tuo periodo di malattia ignaro di quanto accaduto, avresti senz’altro ricevuto qualche altra visita fiscale per accertare ancora il tuo stato di salute e, con tutta probabilità, considerato che la tua assenza sarebbe stata carente o manchevole di giustificazione, entro i quindici giorni successivi l’Amministrazione avrebbe proceduto, dandone comunicazione anche a te, a trattenerti lo stipendio, ovvero saresti incorso nella perdita del diritto a qualsiasi trattamento economico per i primi dieci giorni di malattia (che rappresentano il periodo massimo per i quali è possibile operare la trattenuta della retribuzione) e nella misura del 50% per i rimanenti giorni per tutta la durata della malattia, esclusi i periodi di eventuale ricovero ospedaliero o già accertati da precedente visita di controllo. Se le assenze per malattia fossero perpetrate per più volte e per più periodi senza giustificazione valida, potrebbero anche portare a sanzioni disciplinari e licenziamenti con preavviso per giusta causa o giustificati motivi.

    Mi sembra di capire, da ciò che scrivi, che recandoti a visita di controllo il giorno successivo nulla sia stato eccepito in merito al periodo di malattia che ti avrebbe concesso il medico di base e nemmeno sulla prognosi che immagino sia stata confermata, dunque hai potuto continuare la malattia. Sbaglio?

    Mi chiedi se o meno sarebbe opportuno che facessi rilevare le “sviste” alla tua amministrazione. Penso proprio di sì, non certo per pignoleria ma, come ti ho anticipato prima, per poter gettare le basi per un eventuale motivo di tutela. Sono sempre stata fermamente convinta che ad ogni azione avversa posta in essere nei nostri confronti, che sia riconducibile ad uno scritto o ad una cosiddetta prova, sia necessaria una smentita o una puntualizzazione. In quel momento potrebbe sembrare ultronea, ma in sèguito, ove ve ne fosse necessità, potrebbe risultare indispensabile.

    Questo comportamento di solito non si adotta se l’ambiente lavorativo è pacifico e i rapporti sono improntati sulla fiducia reciproca ma, nel momento in cui si manifestano artate avvisaglie, meglio correre ai ripari, pur mantenendo una condotta “da buon padre di famiglia”.

    Resta inteso che gli strumenti di tutela ci sono, sia sindacali che giudiziari, spero però che tu non debba averne bisogno.

    Sarò stata tediosa, ma mi auguro di aver evaso nel miglior modo possibile la tua domanda. Una buona giornata.
    PS. Grazie a te per l’apprezzamento al mio sito!

  10. Ciao Marco, partiamo dal presupposto che i contratti collettivi nazionali di lavoro nel settore commercio sono molteplici e, non conoscendo nello specifico il tuo, mi attengo ad una linea di massima.

    Che io sappia, riguardo al rinnovo del contratto di Commercio ci sono state importanti novità anche per la malattia, infatti prima era considerata così come segue: 100% della retribuzione giornaliera per i primi tre giorni; 75% della retribuzione giornaliera dal 4° al 20° giorno e 100% della retribuzione giornaliera dal 21° giorno in poi (integrazione a carico dell’Inps).

    Il rinnovo consiste nel cambiamento relativo ai primi tre giorni di malattia che non sono sempre pagati al 100% ma solo per le prime due malattie dell’anno solare (dall’1 gennaio al 31 dicembre). Alla terza malattia, nei primi tre giorni spetta il 66% della retribuzione, che nella quarta malattia durante l’anno si riduce al 50% della retribuzione. Dalla quinta malattia invece i primi tre giorni non si percepirà nessuna retribuzione.

    Questo nuovo regolamento, relativo alla retribuzione dei primi tre giorni di malattia, non si applica nel caso di: ricovero ospedaliero, Day Hospital ed emodialisi; malattia certificata con prognosi iniziale non inferiore ai 12 giorni; sclerosi multipla o progressiva e qualsiasi patologia grave e continuativa con terapie salvavita; tutte le malattia a partire dall’accertamento dello stato di gravidanza della lavoratrice.

    Fatta questa premessa, supponendo che il tuo periodo di malattia rientri in quelli in cui hai percepito la retribuzione, intera o parziale che sia, della restante parte della settimana tu dovresti effettuare degli orari regolari, come se quei giorni di malattia tu fossi stato al lavoro. Non comprendo il motivo per il quale tu dovresti “compensare” nei giorni residui della settimana quelli che “mancherebbero” (perché eri in malattia) e che servirebbero al raggiungimento dell’intero ammontare lavorativo settimanale.

    In sintesi tu, alla fine del mese, dovresti percepire una retribuzione che sia riferibile alla reale tua prestazione lavorativa comprensiva di malattia (se o meno retribuita come sopra ho spiegato), eventuale straordinario (se effettuato) e quant’altro. Non mi risulta che si debbano “recuperare” le ore o i giorni in cui si è stati ammalati!

    Per complessive 39 ore settimanali su 6 giorni lavorativi, l’orario giornaliero medio dovrebbe essere di circa 6 ore e 30 minuti. Ebbene, mentre è plausibile l’effettuazione di una prestazione lavorativa superiore al consentito (che dovrebbe chiamarsi straordinario), mi sembra di poter affermare, senza ombra di dubbio o di smentita, che meno verosimile possa essere uno “sconto” lavorativo proprio nei giorni in cui si è stati ammalati, prassi che non avrebbe motivo di esistere né di essere supportata.

    Se ritieni ancora una volta che sia andata “fuori tema” e non sia riuscita a darti l’informazione che richiedi, per favore, fammi sapere meglio il tipo di contratto e forse ne verremo a capo!

    Intanto, anche dall’assolata Sicilia … un saluto. A presto.

  11. Beppe scrive:

    Gentilissima Pina,
    si, la visita ha confermato la prognosi del mio medico e ti confermo anche che avevo regolarmente indicato l’indirizzo di reperibilità che è stato peraltro correttamente riportato sul certificato INPS. Il medico ASL infatti non ha avuto dubbi nel constatare l’errore.

    Le mie “illazioni” trovano fondamento in più questioni e fatti, per il momento non del tutto dimostrabili, ma sostanzialmente mi è stato chiesto, non potendo impormelo, di allontanarmi volontariamente ovveri di fare domanda di trasferimento ad altro incarico “non essendoci più spazio per me” nel posto dove da oltre vent’anni sono capoufficio e responsabile di un importante servizio (senza peraltro aver mai avuto valutazioni inferiori al buono/ottimo dai vari dirigenti che si sono avvicendati negli anni ed avendo collezionato si e no 15 giorni di malattia -meno di uno all’anno- sino a questa ultima di cui ti ho raccontato).
    Il mio diniego, non ritenendomi IO fuori luogo, ha comportato una lunga serie di azioni ai fianchi per indebolirmi e sminuire il mio ruolo e la mia figura, sino a giungere ad un recente riassetto organizzativo che ha rimescolato le carte attribuendo nel mio specifico caso un nuovo responsabile neoassunto all’ufficio che ho diretto per 4 lustri, che è peraltro divenuto mio responsabile.

    Insomma, per farla breve devo ammettere che dopo oltre un anno di “guerre” mi sono veramente depresso, e quest’ultimo siluro mi ha proprio colpito. Tant’è che il medico fiscale non ha avuto dubbi a confermare la diagnosi che oltre al mio medico è stata anche diagnosticata da uno specialista di un ospedale pubblico.
    Il problema è che domani non me la sento proprio di andare al lavoro (la prognosi è terminata) ma mi vergogno ad andare dal mio medico di famiglia a spiegare come mi sento, che faccio incubi e non dormo, ho extrasistole notte e giorno e che soprattutto i farmaci che mi sono stati prescritti mi fanno star ancora più male (era previsto nelle prime settimane, ma non immaginavo così tanto).
    Ma nel contempo pensare di rimanere recluso altro tempo, di non poter camminare all’aria aperta durante il giorno è un pensiero che in altro modo mi angoscia: che posso fare ? Ci sono vie d’uscita ??
    Potessi permettermi di stare senza stipendio prenderei 6 mesi di aspettativa, ma già si fatica così ….

    Ora sono io a tediarti, scusa lo sfogo e grazie tante per questo tuo spazio

  12. Buonasera Beppe, la finalità di questo “spazio” era e vuole essere proprio questa: la condivisione e lo scambio di esperienze ed informazioni che rendano più partecipativa la collettività, lasciando meno spazi vuoti che possano essere appannaggio di chi ha un unico scopo: colmarli di demotivazione e oscurantismo.

    Certo, leggere gli effetti devastanti che può avere un ambiente lavorativo insalubre non è piacevole e rende rabbiosi, ma sappiamo pure che a certi sistemi si risponde con adeguato pragmatismo, quasi in modo tattico ed è quello che ti suggerisco.
    Immagino il tuo sconforto alla sola idea di rientrare in una pseudo fossa di leoni, dai quali stare guardingo tutto il tempo, ma questa decisione spetta solo a te prenderla.

    Solo tu sai come realmente stai e, se proprio non ti senti di affrontare una simile pressione, non temere il giudizio del tuo medico, sii chiaro e sincero manifestando il tuo malessere fisico e psicologico; un bravo medico lo capirà.

    Peccato che non ci sia alcuna soluzione per l’esonero dalle cosiddette fasce di reperibilità (eccetto casi particolari); è un argomento che ho già avuto modo di affrontare con una lettrice, la sig.ra Elya il 6 maggio scorso. Non ci sono scappatoie e, col fiato sul collo della tua amministrazione, non credo sia salutare un comportamento “ribelle” alle regole!

    In quanto allo “sfogo” fai pure, come e quando vuoi, farò tesoro di ogni tua parola, anche se mi farebbe e mi farà senz’altro piacere leggere di una prossima immediata distensione nei rapporti con la tua amministrazione.
    Un saluto.

  13. domenico scrive:

    Buongiorno Sig.ra Pina, vorrei sottoporle qualche quesito: una lavoratrice del settore privato che inizia una gravidanza, a parte l’astensione obbligatoria per i cinque mesi a “cavallo” del parto (ossia 2 mesi prima e 3 dopo), ha anche la possibilità di richiedere, se mai ce ne fosse bisogno, l’astensione dal lavoro anche prima di questo periodo se sussistono problematiche varie, la cd. “gravidanza a rischio”? Se si, durante il periodo di astensione per gravidanza a rischio, ha l’obbligo di rimanere presso il domicilio per ricevere la visita fiscale nelle fasce orarie di reperibilità? Il certificato medico che attesta lo stato di gravidanza a rischio dev’essere redatto dal ginecologo di fiducia oppure da struttura pubblica (ospedale)? Esistono differenze tra questi due certificati? Il certificato del medico di fiducia, per sortire gli stessi effetti in termini di concessione di benefici previsti per legge, dev’essere integrato o sostituito da quello della struttura pubblica, oppure è sempre preferibile rivolgersi a strutture pubbliche per farsi certificare lo stato di gravidanza a rischio? La ringrazio anticipatamente per le informazioni che vorrà gentilmente fornirmi. Domenico

  14. Ciao Domenico, il tu va benissimo per entrambi ritengo!

    In merito al quesito, piuttosto articolato, vediamo se riesco a sintetizzare cercando di non fare confusione.

    Dal 1° aprile 2012 è in vigore la nuova disciplina delle interdizioni dal lavoro delle lavoratrici in gravidanza, introdotta dal decreto semplificazioni; sono cambiate le procedure per la richiesta di astensione anticipata dal lavoro per complicanze della gravidanza (la cosiddetta gravidanza a rischio), che non dovrà più essere inoltrata alla Direzione Territoriale del Lavoro ma direttamente all’Azienda sanitaria allegando, tra l’altro, anche la certificazione medica attestante il rischio in originale.

    Al riguardo, anche l’Inps, con suo messaggio n. 6141 del 5 aprile 2012, ha reso noto che:

    “Dal 1° aprile 2012, i provvedimenti d’interdizione anticipata dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o preesistenti forme morbose [ex art. 17, co. 2, lett. a), D. Lgs. 151/2001] sono rilasciati dalla ASL e non più dalle Direzioni territoriali del lavoro, così come previsto dall’articolo 15 del Decreto Legge n. 5/2012.”

    È assodato, da ciò che scrivi, che hai le idee chiare sull’astensione obbligatoria (periodo dai 2 mesi prima della data presunta del parto fino ai 3 mesi successivi alla data del parto) che, trattandosi di settore lavorativo privato, va presentata all’Inps e non al datore di lavoro.

    Se si hanno problemi di salute o se si svolgono lavori pericolosi o faticosi, si può ricorrere, previa valutazione e decisione del proprio ginecologo, all’astensione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio, che può essere appunto o per motivi di salute o per motivi di lavoro.

    Per poter ottenere il certificato di gravidanza a rischio, la lavoratrice potrà recarsi dal ginecologo libero professionista (in tal caso la lavoratrice si dovrà poi recare presso il Servizio individuato dall’Azienda Sanitaria per l’accertamento da parte di un medico di struttura pubblica – Ospedale e/o Consultorio familiare – perché il certificato venga convalidato) o da un ginecologo del Servizio Sanitario (al quale a questo punto è preferibile rivolgersi a priori) senza che vi sia la necessità di fare la suddetta trafila. Ottenuto il certificato di gravidanza a rischio, basta presentare domanda per ottenere il provvedimento di astensione anticipata dal lavoro all’Azienda Sanitaria di residenza e, delle tre copie, una va trattenuta, una andrà all’Inps per la richiesta dell’indennità di maternità e l’altra al datore di lavoro.

    Durante il periodo di astensione per gravidanza a rischio, che è ben diverso da uno stato di malattia (poiché la gravidanza, anche se a rischio, non è assolutamente una malattia), la lavoratrice non può essere sottoposta a controlli perché non è obbligata a rimanere in casa per tutto il periodo di gestazione.

    Tra l’altro, per la sua astensione, riconosciuta e accertata da un ginecologo del Servizio Sanitario Pubblico, esistendo tutta una documentazione provata del suo stato di gravidanza a rischio, la visita fiscale dovrebbe non essere effettuata perché il controllo potrebbe risultare infruttuoso e dunque antieconomico per chi lo dispone, ricorrendo le condizioni per l’esenzione dalla reperibilità.

    Mentre nel settore pubblico le eccezioni specifiche per la deroga all’obbligo di reperibilità sono state individuate (tra queste anche le gravidanze a rischio [art. 2 del Decreto 18 dicembre 2009, n. 206 – Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia], le patologie che necessitano di terapie salvavita, infortuni sul lavoro e altre malattie invalidanti), nel settore privato qualche lacuna c’è ancora. Ma proprio la gravidanza a rischio non dovrebbe rappresentare un problema.

    Mi auguro di essere riuscita a fornirti qualche chiarimento, così come da te richiesto.
    Buona serata.

    PS: I riferimenti normativi, laddove avessi voglia di cimentarti, sono i seguenti:

  15. Domenico scrive:

    Buongiorno Pina, si il tu va benissimo!
    Risposta precisa e puntuale, chiarissima e di grande aiuto. Adesso ho la possibilità di rispondere con precisione e riferimenti normativi alla mano se si dovessero presentare dubbi e/o inesattezze con l’applicazione di questi benefici di legge.
    Grazie e buona domenica
    Domenico

  16. Buongiorno Domenico, sono contenta di esserti stata utile.

    Spero tu non debba averne necessità; sappi comunque di poter contare su di me per qualsiasi altra informazione.

    Grazie per aver contribuito, col tuo intervento, a darmi la possibilità di puntualizzare alcuni diversi aspetti relativi all’argomento.

    Buona domenica anche a te.

  17. teresa scrive:

    salve vorrei un chiarimento riguardo la mia patologia,da quasi 1 mese soffro di crisi depressive diagnisticate da visita specialistica pischiatrica,sono in malattia è vorrei sapere se con questa patoligia deve rispettare gli orari di visita medica oppure no,purtroppo quando mi prendono gli attacchi di ansia ho bisogno di stare all’area aperta ,passeggiare e respirare aria in zone aperte..mi dice a cosa vado incontro se il medico fiscale non mi trova in casa?..grazie

  18. Buongiorno Teresa, ho già avuto modo di affrontare l’argomento che riguarda, purtroppo, anche il tuo caso e, così come ho risposto sia ad Elya che a Beppe (domande e risposte che puoi trovare in calce al mio post), un dipendente del settore privato o pubblico (tu non hai specificato a quale delle due categorie appartieni), quando usufruisce dei giorni di malattia, per legge ha l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità nelle quali deve essere a disposizione per eventuali controlli del medico fiscale che dovrà accertare lo stato di salute del lavoratore.

    I soli dipendenti pubblici sono esclusi dall’obbligo di reperibilità se l’assenza dal lavoro dipende da patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie per le quali è stata riconosciuta una causa di servizio o stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. Per tutti gli altri casi, gli orari della visita fiscale sono da rispettare.

    Se il medico fiscale non dovesse trovarti all’indirizzo comunicato al momento della dichiarazione dell’inizio malattia, ti lascerà un avviso con indicato il giorno, l’orario e l’Ambulatorio dell’ASL dove dovrai presentarti per giustificare l’assenza in modo oggettivo, cioè con un ragionevole impedimento. Se dimostrerai di avere avuto un giustificato motivo dell’allontanamento dal suo domicilio, il diritto all’indennità di malattia non lo perdi.

    Alla visita ambulatoriale (così come a quella domiciliare se dovesse andare a buon fine – ovvero se fossi presente), il medico potrà confermare la prognosi o modificarla in caso di miglioramento e nel caso accerti la mancata sussistenza di sintomi tali da impedire la ripresa dell’attività lavorativa. Nel caso non dovesse convalidare il periodo di malattia concesso dal medico di base, il dipendente dovrà rientrare al lavoro.

    Se non dovessi avere una plausibile e legittima giustificazione alla tua assenza durante le fasce orarie di reperibilità, perderesti il diritto al relativo trattamento economico per i primi dieci giorni di assenza e nella misura del 50% per i rimanenti giorni per tutta la durata della malattia, esclusi i periodi di ricovero ospedaliero o di quelli già oggetto di precedente visita di controllo. Se l’assenza ingiustificata si prolunga per diversi giorni anche non consecutivi superiori a tre nell’arco di due anni, o comunque per più di sette giorni nell’arco temporale degli ultimi 10 anni, è previsto il licenziamento con preavviso per giustificato motivo soggettivo.

    I dieci giorni rappresentano il periodo massimo per i quali è possibile operare la trattenuta della retribuzione.

    Anche a te, non conoscendo il livello della tua patologia, suggerisco di parlare col tuo medico: dovrà essere lui a diagnosticare eventuali malattie e terapie che rientrino in quelle sopra menzionate, magari supportato da relazione medico-specialistica (neurologo, psicologo, ecc.).

    Ti auguro una pronta ripresa e una buona giornata.

  19. antonio scrive:

    Buongiorno Pina,
    sono un dipendente del servizio elettorale di un comune in cui nei prossimi giorni si voterà per l’elezione del sindaco. Oggi, venerdì, sono a casa in malattia. Trattandosi di malore di lieve entità, il mio medico ha prescritto un giorno di riposo. Vorrei sapere se nei prossimi due giorni, sabato e domenica, non lavorativi, potrò recarmi in ufficio per svolgere il lavoro straordinario che in questi giorni sta impegnando l’amministrazione. Oppure i due giorni vanno comunque inclusi nel periodo di malattia? Nel caso sia consentito tornare al lavoro per effettuare lo straordinario, come devo regolarmi se nel frattempo non ho ancora ricevuto la visita fiscale che l’ufficio ha richiesto? Spero di essere stato chiaro e ringrazio per l’attenzione.

  20. Ciao Antonio, da ciò che scrivi è chiaro che stiamo affrontando la malattia di un dipendente nel settore pubblico.

    Questa premessa è fondamentale in quanto per i dipendenti pubblici il tema subisce delle varianti.

    Con la manovra finanziaria, il comma 9 dell’art. 16 del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito nella Legge 111 giorno 16 luglio), ha eliminato l’obbligatorietà dell’accertamento della malattia per i dipendenti pubblici, che così diventa a discrezione del dirigente. Tu addirittura parli di un solo giorno che, di per sé, non esclude che nella medesima giornata (oggi) tu possa essere sottoposto a visita di controllo da parte del medico fiscale, ma devi sapere che essendo la tua Amministrazione a richiederla (per di più a proprie spese), a meno di non essere ai ferri corti, di solito non la dispone, maggiormente se il lavoratore non è avvezzo a simili comportamenti (come per esempio frequenti brevissime malattie a ridosso del fine settimana), che potrebbero anche dare adito ad interpretazioni.

    L’articolo sopra citato, per meglio comprenderci, si esprime come segue:

    “Il comma 5 dell’articolo 5-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è sostituito dai seguenti: “5. Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Il controllo à in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. 5-bis. Le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, à tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione. 5-ter. Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.”

    Stante quanto appena detto, è pacifico che la tua Amministrazione – a parte che da te informata tempestivamente della tua assenza per malattia (anche di un solo giorno) -, non appena il certificato di malattia viene emesso dal tuo medico, consentendo così che l’informazione sia visibile a tutti i soggetti che possono richiedere o effettuare la visita fiscale (INPS, INAIL, ASL o ASP, datore di lavoro), se solo volesse richiedere il controllo ne avrebbe la possibilità da subito.

    Tra l’altro, richiamo la tua attenzione sulla frase che ho trascritto sopra “Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative”, questo però varrebbe se il tuo periodo di malattia si protraesse anche per i prossimi giorni.

    Avendo fruito solo di un giorno, se entro le ore 18,00 di oggi (la tua fascia oraria di reperibilità è dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00) non sarai sottoposto ad alcuna visita fiscale, dalle 18,01 tu sei libero di fare e di andare dove ti pare, anche di fare lo stacanovista domani e dopodomani in ufficio.

    A parte gli scherzi, la malattia è solo quella che viene indicata nella prognosi del medico che ne rilascia attestazione, con data di inizio e durata finale (a meno di non continuare successivamente per cause contingenti). Gli altri giorni non sono contemplati e dunque, volendo, potrai recarti al lavoro.

    Tu sei comunque stato chiarissimo nell’esposizione, spero di aver fatto altrettanto io con la mia risposta.

    Ti auguro un buon pomeriggio e … buon lavoro per i giorni a seguire!

  21. Antonio scrive:

    Gentilissima Pina, ti ringrazio per la tempestività e l’esaustività. Buon pomeriggio anche a te.

  22. Emanuela scrive:

    Buongiorno,sono dipendente di un centro commerciale,e sono stata operata al’asportazione della colecisti e dovrò stare a casa in malattia per un mesetto .mi era giunta voce che non dovrei essere soggetta ad orari e a visita fiscale! Sarà vero?

  23. Buongiorno Emanuela, la tua reperibilità durante le visite fiscali va inquadrata in un rapporto di lavoro nel settore privato.

    Questa premessa è fondamentale in quanto per i dipendenti privati il tema subisce delle varianti importanti.

    Infatti, è noto che un dipendente del settore privato o pubblico, quando usufruisce dei giorni di malattia, per legge ha l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità nelle quali deve essere a disposizione per eventuali controlli del medico fiscale che dovrà accertare lo stato di salute del lavoratore.

    Al momento però, in base a quanto previsto dal D.M. 18 dicembre 2009, n. 206, entrato in vigore il 4 febbraio 2010, solo i dipendenti pubblici sono esclusi dall’obbligo di reperibilità se l’assenza dal lavoro dipende da patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie per le quali è stata riconosciuta una causa di servizio o stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. Per tutti gli altri casi, gli orari della visita fiscale sono da rispettare sia per il pubblico che per il privato.

    Addirittura, sempre per i dipendenti pubblici, il comma 9 dell’art. 16 del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito nella Legge 111 giorno 16 luglio), ha eliminato l’obbligatorietà dell’accertamento della malattia, che così diventa a discrezione del dirigente.

    Certo è che una volta ricevuta la visita fiscale che conferma la prognosi, seppure legittimo, sarebbe veramente un gesto persecutorio e vessatorio se il tuo datore di lavoro ne richiedesse delle altre (che sarebbero comunque a sue spese, dunque non se ne capirebbe il motivo, a meno che non si sia ai ferri corti); mentre è da escludere che possa essere un’iniziativa dell’Inps tornare a disporne una nuova, stante che al momento anche l’Istituto previdenziale tende al risparmio e, andare a riverificare uno stato di malattia che risulta assolutamente documentato e anche visibilmente chiaro, renderebbe il controllo fiscale infruttuoso e anche antieconomico per chi lo dispone.

    Se invece si fosse trattato di un dipendente pubblico, questo, una volta ricevuta la visita fiscale che conferma la prognosi, non è più tenuto a rispettare alcuna fascia di reperibilità in quanto già sottoposto a controllo.

    Voglio sperare che il buon senso, anche se non previsto per il dipendente privato, possa estendersi anche a questo.

    Ti auguro una pronta ripresa e una buona giornata.

  24. leonardo Doliana scrive:

    Salve sono Leonardo e volevo sapere se con una patologia che non debilita la deambulazione come per esempio la rottura di un tendine della spalla comunicando all’INPS l’indirizzo di una una stazione balneare, potrei andare al mare restando sempre reperibile nelle fasce stabilite?
    Grazie e complimenti per il sito molto utile per il singolo cittadino

  25. Ciao Leonardo, grazie a te per le parole carine espresse nei confronti del mio sito. Il suo intento voleva e vuole essere proprio questo: di utilità. E mi fa piacere che tu l’abbia colto.

    In merito alla tua domanda, inizio subito col dirti che allo scopo di rendere possibile il controllo dello stato di malattia, il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile, nelle fasce orarie previste, presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale indicato nel certificato medico e per tutta la durata della malattia, comprese le domeniche ed i giorni festivi.

    Saprai già, anche perché ho scritto in merito più volte, che tra i dipendenti del settore pubblico e privato ci sono delle differenze sostanziali e non so a quale dei due appartieni tu.

    Comunque, in linea di massima posso dirti che nei casi in cui si verifichi l’effettiva necessità per il lavoratore di dover cambiare il proprio indirizzo di reperibilità, durante il periodo rientrante nella prognosi del certificato, egli dovrà darne tempestivamente e con congruo anticipo comunicazione sia al datore di lavoro che all’Inps di appartenenza, e ciò in quanto l’assenza a visita medica di controllo potrà comportare l’applicazione di specifiche sanzioni.

    Dovrai avere l’accortezza di specificare oltre che il nuovo indirizzo dove ti trovi, anche il periodo esatto di tale variazione oltre il quale tornerai ad essere reperibile al precedente domicilio.

    In merito al potenziale “domicilio” da te indicato: una stazione balneare, devo dire che trattandosi di una struttura turistica, potrebbe ingenerare nel tuo datore di lavoro una sorta di pregiudizio, maggiormente se si tratta di un lavoro nel settore privato e, se i rapporti non sono dei migliori, si potrebbe innescare un meccanismo “persecutorio”. E’ una congettura ma a pensar male non si sbaglia mai!

    L’unico conforto è dato dal fatto che, così come nulla potrebbe essere eccepito se un lavoratore già in ferie (magari in località balneare), in presenza di uno stato di malattia indica il domicilio per la sua reperibilità nella località e/o nella sede dove l’evento si verifica (albergo, ecc.), altrettanto dovrebbe essere per un lavoratore che – usando le cautele di cui sopra – si trova in una stazione balneare.

    Ti auguro una buona serata.

  26. leonardo Doliana scrive:

    Grazie tante per la Tua tempestiva risposta molto esauriente e precisa.
    Buona serata

  27. franca scrive:

    salve ho un certificato di malattia scadenza 01 06 lunedi 03 nn potrò rientrare al lavoro causa ancora forte dolore spalla domani domenica 02 06 sono sottoposta ugualmente alla reperibilità o no? grazie della cortesia

  28. Ciao Franca, non mi dici se sei dipendente del settore pubblico o privato né se sei già stata sottoposta a visita fiscale.

    Comunque, tout court posso dirti che, se il tuo certificato sarà di continuazione, avrai l’obbligo della reperibilità, sempre nelle fasce orarie di tua pertinenza, anche domani che è festivo.

    Ti auguro un buon fine settimana.

  29. francesco scrive:

    complimenti per il sito e per la precisione e la tempestività delle risposte

  30. Ciao Francesco, volevo ringraziarti per le tue parole. Mi fa piacere che l’intento con cui ho dato vita a questo sito stia emergendo e che la sua efficacia venga colta anche da chi … correggimi se sbaglio, non mi pare abbia mai avuto una mia risposta (ma solo perchè non hai posto domande!).

    Grazie per il sostegno e, con l’occasione, ti auguro una buona serata.

  31. Irene scrive:

    Buonasera. Lavoro nel privato, sono all’8 settimana di gravidanza e sono casa in malattia per complicazioni. Ho la visita dal ginecologo privato in orari concomitanti alla visita fiscale e non posso rimandarla per le liste d’attesa di questo studio. Cosa devo fare?

  32. Ciao Irene, come avrai già avuto modo di leggere, questa benedetta reperibilità va sempre e comunque rispettata, a maggior ragione nel settore lavorativo privato.

    Mi sembra di capire da ciò che leggo che non hai chiesto l’interdizione dal lavoro per lavoratrice in gravidanza (e a dire il vero ti auguro vivamente di non doverla chiedere e di goderti questo bellissimo momento della tua vita), pertanto, se dovessi essere costretta a doverti recare per la visita specialistica di cui parli, potresti adottare qualche accorgimento.

    Tra questi, dovresti decidere:
    – se comportarti com’è previsto per i lavoratori del settore pubblico, ovvero comunicare preventivamente al tuo datore di lavoro e all’Inps la necessità di doverti assentare dal tuo domicilio, in quel determinato giorno e durante le fasce di reperibilità, per iscritto o anche a mezzo telefono;
    – se recarti dal tuo ginecologo e, prima di andar via, farti rilasciare un’attestazione in cui lo stesso dichiara che gli orari di studio da lui osservati sono quelli e solo quelli (che indicherà analiticamente) e che tu ti sei presentata per visita dalle ore alle ore per i motivi che lui riterrà opportuno segnalare.

    Se rientrando a casa dovessi avere la brutta sorpresa di aver ricevuto il controllo del medico fiscale, pazienza, il giorno dopo ti recherai nel luogo e nell’ora citati nell’invito che ti avrà lasciato il medico e, con la certificazione rilasciata dal ginecologo, potrai giustificare la tua assenza che a quel punto non sarà ingiustificata.

    Un po’ farraginosa come prassi ma vale la pena non rischiare.

    Spero di esserti stata utile.
    Buonanotte e ancora auguri per la tua maternità.

  33. francesco fusco scrive:

    Buongiorno,
    io lavoro come magazziniere di una ditta privata,sono in malattia fino al 22 giugno per infarto e dopo essere stato sottoposto a coronagrafia e 5 angioplastiche in 10 giorni.
    il mio medico mi ha dato 30 giorni di riposo iniziali, ma secondo lui non bastano,un eventuale visita fiscale può contestarlo, ci sono dei parametri,tabelle di valutazione,grazie per la risposta.

  34. Ciao Francesco, intanto sento il dovere di dirti che mi dispiace molto del tuo stato di salute, non dev’essere stato semplice affrontare tutto ciò che hai patito e, come se non bastasse, dobbiamo pure fare i conti con la “burocrazia”!

    Non sono un medico, ma penso che veramente i 30 giorni iniziali siano pochi e credo lo sappia bene sia il medico che te li ha prescritti (che è giusto che la prognosi la verifichi di volta in volta in base alla sua valutazione professionale e alla sussistenza o meno dei sintomi), che quello che eventualmente effettuerà la visita fiscale.

    Comunque, sappi che il medico incaricato per effettuare il controllo al tuo domicilio durante le fasce di reperibilità, non farà altro che prendere atto della prognosi indicata dal medico che ha rilasciato il certificato di malattia e, se non dovesse ritenerlo veritiero (sfido però a mettere in discussione la diagnosi e la prognosi di un altro collega e, tra l’altro, sulla scorta di elementi talmente evidenti da non dare adito ad alcuna diversa interpretazione), l’unica cosa che può fare, nel dubbio di una ripresa miracolosa o di un’evidente complicità tra medico e paziente, è disporre una visita specialistica per ulteriori accertamenti alla quale il lavoratore non può sottrarsi.

    Credo tu non corra rischi di questo tipo, anzi, potresti pure vederti prolungare la prognosi!

    Stai tranquillo e cerca di riprenderti, al momento mi sembra la cosa più importante.
    Ti auguro una pronta guarigione e una buona giornata.

  35. Franco scrive:

    Buongiorno, chiedevo una delucidazione: sono un poliziotto, devo usufruire di due settimane continuative dal lunedi’ al venerdi’ per delle terapie in reparto di anestesiologia per dei trattamenti “elettrici” causa cervicali seri. Dovro’ usufruire dell’art. 16 della legge 98 del 2011.. Volevo chiedere se posso venire impiegato in servizio al sabato e la domenica compresi nelle due settimane del trattamento.
    Spero di essere stato chiaro; ringrazio in anticipo e auguro buon lavoro.
    Franco De Carli

  36. Ciao Franco, scusa ma non mi è chiara una cosa: questo periodo di terapie è accompagnato da certificato medico o cosa? Ti faccio questa domanda poiché non comprendo come tu potresti essere impiegato in servizio nei due giorni “compresi” nelle due settimane del trattamento se ci troviamo in presenza di un periodo di assenza per malattia (uno stato patologico ovviamente accertato e documentato da un medico).

    Mi sfugge qualcosa?

    La legge che citi è quella che per i dipendenti pubblici ha eliminato l’obbligatorietà dell’accertamento della malattia, che così diventa a discrezione del dirigente che è tenuto a considerare, oltre alla spesa, anche la condotta complessiva del dipendente. Quella che ha affrontato il tema del cosiddetto assenteismo, i termini della visita fiscale, ecc., ma non riesco a collegare la tua domanda in merito alla prestazione lavorativa.

    Però, trattandosi di una specificità che riguarda il Corpo a cui appartieni e del quale la mia conoscenza si ferma a quanto ho scritto sopra, non saprei cos’altro aggiungere, maggiormente se non mi è chiara l’esistenza o meno di un certificato medico sul quale potremo discutere poiché assume diversa rilevanza, ma così come stanno le cose non vorrei darti informazioni errate.

    Se per te non è un disturbo mi piacerebbe avere qualche altro dettaglio per riuscire a darti una risposta corretta e pertinente.
    Ti auguro una buona giornata.

  37. Franco scrive:

    Vedo se posso essere piu’ chiaro: devo effettuare 5 gg di terapie “elettriche” in un reparto di anestesiologia, dal lunedi’ al venerdì ….poi sabato e domenica nessuna terapia..riprendo subito dal lunedi’ al venerdi’…Il tutto accompagnato da un regolare certificato cumulativo della struttura ospedaliera dove mi sottopongo alle terapie, dove si dichiara che io dal…al…e dal …al…ho effettuato le seguenti terapie…
    Credo che fin qui’ nessun problema..giusto?…comma 5 tre dell’art.55 septies del d.lgs n. 165 del 2001 (nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza e’ giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prevenzione).
    Ora, ed e’ qui che ti chiedo un parere..nei due giorni che non effettuo le terapie, il sabato e la domenica (dove l’ospedale non mi sottopone a terapie) compresi tra i due cicli di cinque giorni…mi possono impiegare a svolgere qualsivoglia attivita’ lavorativa (se dovesse servire?).
    Se non ti e’ chiaro dimmelo.
    Nel frattempo un grazie grande grande.
    Franco

  38. Franco scrive:

    Aspetta…probabilmente il periodo di assenza per malattia che citi tu…non e’ continuativo continuativo poiche’ ci sono 2 giorni di non terapie compresi, e il certificato non sara’ continuativo…verra’ citato in un unico certificato che sono stato sottoposto a terapie nei giorni .x y z s r…poi h p m w q …una settimana dopo l’altra ma saltando il sabato e la domenica compresi…. se vogliamo essere precisi…

  39. Buongiorno Franco, ineccepibile, sei stato chiarissimo.

    Però, se prestiamo attenzione al contenuto dell’art. 5-ter, contestualizzandolo all’intero comma 9 dell’art. 16 del più volte citato decreto, possiamo notare che il tutto gira intorno all’assenza che, laddove fosse dovuta per l’espletamento (nel tuo caso) di terapie, sarebbe giustificata mediante la presentazione di attestazione ecc..

    Questo, almeno dal mio punto di vista, significa che se dovesse essere disposta la visita di controllo e tu non ti trovassi al domicilio indicato in certificato, la tua assenza durante le fasce di reperibilità, che ricordiamo per il settore lavorativo pubblico sono più restrittive, sarebbe giustificata proprio dalla terapia che stai facendo che, ovviamente, presuppone tempi tali da non consentire che tu possa farla al di fuori delle fasce di reperibilità, ecco da cosa muove la giustificazione per terapie, prestazioni specialistiche, ecc.

    Inoltre, non dimentichiamo che nel momento in cui la tua amministrazione conosce i motivi per i quali sarai in malattia, perché documentati dal medico che indicherà la necessità di un ciclo di terapie, se disponesse una visita di controllo (scelta discrezionale da parte del dirigente che dovrebbe giustificare i motivi di tale operato e anche i motivi di spesa in quanto saprebbe già che l’esito della visita fiscale sarebbe infruttuoso) sarebbe una forzatura.

    Per quanto attiene invece ai due giorni in cui potresti o meno essere impiegato al lavoro, devo dire che mi è nuova questa cosa.

    La terapia a cui ti dovrai sottoporre ritengo sia stata disposta dal medico poiché avrà ritenuto tu ne avessi bisogno. Che poi questa, per problemi logistici del Centro medico che offre le prestazioni, non si possa effettuare il sabato e la domenica, facendo riprendere le sedute dal lunedì successivo, non credo che stia ad indicare che tu i due giorni in cui il Centro è chiuso ti “miracoli” e torni iperattivo e pronto per il lavoro e la successiva settimana torni ad avere problemi di salute! Siamo certi che una ripresa lavorativa tra un ciclo e l’altro, peraltro a distanza di due giorni, non possa pregiudicare il buon esito della terapia?

    Non sono medico ma penso che se una terapia si articola su ben dodici sedute e non solo su sei, un motivo ci sarà pure!

    Ti ripeto, per me è una cosa nuova e, pertanto, non posso escludere che una cosa simile possa verificarsi.

    Se ritieni che ancora mi sfugga qualcosa o che stia interpretando male ciò che vuoi dirmi, non esitare a farmelo sapere.
    Intanto ti auguro un buon fine settimana.

  40. Franco scrive:

    Grazie mille della tua “dottrinalita’”.
    Non e’ la visita fiscale il punto (..ho il certificato medico di un anestesiologo di un ospedale civile!..)..e’ il possibile impiego nella pausa delle terapie (sab e dom) che mi sembra a dir poco grottesco…ma come sappiamo la “discrezionalita’” operativa delle leggi e’ a dir poco un’ulteriore legge..
    La mia era solo una curiosita’ (non ho problemi con il mio vice questore..anzi..abbiamo interessi privati in comune che ci rende molto affiatati, ma c’e’ un responsabile della nostra segreteria che a volte applica le sue “discrezionalita’” a leggi poco chiare come questa.
    Cio’ nonostante ho conosciuto una persona di livello superiore..e non e’ male.
    Buone cose anche a te.
    franco

  41. Lungi da me il voler insegnare qualcosa a qualcuno!

    La mia pedanteria, se ve n’è stata, è mossa dalle stesse perplessità che osservi tu. Inoltre, la discrezionalità a cui mi riferivo era proprio di chi è preposto a disporre le richieste di visita fiscale, a quella delle leggi ormai non si fa più caso, sono talmente tante da non riuscire a tenere il passo!

    Pur non avendo mai supposto il contrario, sono comunque felice di leggere che i tuoi rapporti sul posto di lavoro sono congeniali alle tue esigenze, non è una cosa da poco.

    E, “se ciò nonostante”, la mia conoscenza ti ha fatto piacere, non posso fare altro che ringraziarti per la tua partecipazione e la tua testimonianza alle pagine del mio sito.
    Ti ringrazio ancora e … buona giornata.

  42. Linda scrive:

    Buongiorno.
    Io sono in malattia per 20 giorni come convalescenza da un intervento alla tiroide. La convalescenza sta andando bene e lunedì vorrei rientrare a lavoro. Mi domandavo se io lunedì rientro a lavoro sono soggetta a visita fiscale anche sabato e domenica precedenti il mio rientro?
    Specifico che sono un impiegata nel settore privato e i miei giorni lavorativi vanno dal lunedì al sabato.
    Grazie
    Linda

  43. Ciao Linda, se il tuo certificato medico ha una prognosi di tot giorni, compresa la domenica, anche se la tua settimana lavorativa si articola su sei giorni esclusa domenica, potresti essere ancora sottoposta a visita di controllo da parte del medico fiscale.

    Per comprenderci meglio ti faccio un esempio pratico: se il tuo certificato medico di 20 giorni è stato emesso con decorrenza 28 maggio e fino al 16 giugno compreso (termine del periodo di malattia), potenzialmente potresti ricevere la visita fiscale anche dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00 di domenica 16 giugno.

    Spero di essere stata chiara, viceversa, rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione.
    Ti auguro una pronta ripresa e una buona serata.

  44. francesco scrive:

    Ciao!, vi spiego cosa e successo a me!
    HO avuto un incidente stradale lo scorso3luglio mentre tornavo da lavoro! Quindi o fatto quasi 11 mesi di infortunio e Inail nonostante sa che ad agosto2013 devo subire l ennesima operazione al polso mi a sospeso l infortunio il7/6/2013 dicendo che per il momento visto che il mio polso e stabile e nn vedono miglioramento posso rientrare a lavoro in attesa che mi chiamano in ospedale per il prossimo intervento e scrivendo sul foglio da consegnare al datore di lavoro che prima di iniziare a lavorare il miodatore era tenuto a farmi fare una visita

  45. francesco scrive:

    dal medico del lavoro! Tengo a precisare che io faccio il giardiniere, e in mio polso e veramente conciato male e infatti il medico del lavoro mi a dato la nn idonieta al lavoro! Costringendomi a mettermi in malattia perche l’inail non mi riapre l’infortunio.Quindi adesso mi tocca stare a casa per i controlli nonostante nn ho nessuna malattia come febbre……,… ecc.qualcuno mi sa dire se tutto questo e normale? Grazie e scusate se ci sn errori ma…..

  46. teresa scrive:

    salve,vorrei sapere se la mia patologia è esente da visita fiscale da parte dell’inps è dell’azienda…facendo alcuni esami compresa visita specilialistica dal pischiatra,mi è stato riscontrato disturbo d’ ansia riacutizzato con claustrofobia..questa è la diagnosi fatta dallo specialista..vorrei sapere se sono soggetta a visite fiscali..in quanto non riesco a stare al chiuso quando ho le crisi,che si manifestano con mancanza di respiro,sudorazione,tachicardia ed altro…se in un episodio del gene
    re viene il medico fiscale è non mi trova a casa ..come posso giustificare la mia assenza?…grazie

  47. Ciao Francesco, dovrei ormai sorprendermi poco, ma ciò che scrivi ha veramente dell’incredibile.

    A mio parere dovresti verificare il da farsi rivolgendoti ad un Sindacato della tua categoria ed esporgli, con documenti alla mano, tutto l’iter al quale sei stato sottoposto, non ultimo anche l’interruzione del periodo di infortunio poiché ritenuto (non si capisce bene su quali basi, considerato che un altro medico sostiene diversamente) già soddisfatto e non più in essere.

    In merito ai controlli, posto che mi pare di aver capito che il tuo sia un settore privato (diversamente sarebbe stato se si fosse trattato di un settore lavorativo pubblico), purtroppo dovresti sottostare alla reperibilità durante le fasce orarie previste.

    Essendo un caso che ha delle specificità che a distanza non riesco a focalizzare bene e documentalmente parlando, ti suggerisco di verificarlo così come ho scritto sopra, presso un Sindacato di categoria, potrai avere tutte le informazioni e l’eventuale assistenza di cui necessiti, anche in ordine ad eventuali indennità per diminuita attitudine al lavoro e/o altro che, se ed in quanto dovute, non ti sono state riconosciute.

    Ti auguro una buona serata.

  48. Ciao Teresa, ho letto la tua domanda e, mente mi accingevo a scriverti che una risposta ad un simile quesito l’avevo già data, ho potuto notare che l’ho data proprio a te il 21 maggio scorso, così come potrai verificare tu stessa scorrendo le risposte in calce al presente post.

    Purtroppo, che io sappia, non è cambiato nulla in merito malgrado il tempo trascorso.

    Per qualsiasi altra informazione … mi trovi disponibile. Ti auguro una buona serata.

  49. Silvano scrive:

    Buongiorno,
    Sono un dipendente pubblico, da una settimana sono in malattia post operatoria, volevo sapere se posso cambiare domicilio e cosa devo fare nel mio caso di dipendente pubblico, in internet trovo solo “cambio domicilio dipendenti pubblici”. Altra domanda nel caso di prolungamento della malattia devo continuare a comunicare il nuovo domicilio?
    La ringrazio per la sua cortese attenzione

  50. Ciao Silvano, rispondo subito col dirti che per il dipendente del settore pubblico, l’accertamento della visita fiscale viene disposto dalla propria amministrazione anche per un solo giorno di malattia, maggiormente se l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.

    Generalmente, il lavoratore in malattia che dovesse spostarsi, per non vanificare il buon esisto della visita di controllo, intesa a verificare l’effettiva temporanea incapacità lavorativa del dipendente, ha l’obbligo di avvisare tempestivamente il datore e a fornire un indirizzo dove è reperibile e dove si dovrà recare il medico fiscale durante le ore di reperibilità imposte dalla legge.

    Per i dipendenti pubblici in malattia, a seguito delle modifiche apportate al Decreto Legislativo n. 165 del 30 marzo 2001, sono le amministrazioni di appartenenza che dispongono le visite mediche di controllo valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo.

    Malgrado il citato Decreto abbia apportato delle innovazioni, come per esempio – e solo per i dipendenti pubblici – alcuni motivi di esenzione dalla reperibilità alle visite fiscali, per quanto riguarda gli obblighi in capo ai dipendenti che si allontanano dal domicilio comunicato nel certificato medico di inizio malattia, per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi (che a richiesta devono essere debitamente documentati) nulla è cambiato rispetto a quanto previsto nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di categoria, ovvero: “Qualora il dipendente debba allontanarsi, durante le fasce di reperibilità, dall’indirizzo comunicato, per visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione”. Dev’essere anche in grado di poter giustificare l’assenza con delle attestazioni rilasciate dal medico o dalla struttura privata dove si è recato.

    Se di “agevolazione” si può parlare, l’unica cosa che viene incontro al dipendente pubblico è che una volta avvenuta la visita fiscale, l’obbligo di reperibilità decade per il rimanente periodo di prognosi indicato nel certificato medico.

    Ti auguro una buona serata.

  51. Silvano scrive:

    Buonasera, la ringrazio per la risposta solo che le volevo chiedere che nel mio caso io mi devo spostare da un domicilio ad un’altro, non si tratta di assenza giornaliera, ma per motivi di famiglia di spostarmi da un comune ad un’altro visto che per adesso non posso stare da solo essendo in condizioni di convalescenza post-operatoria, come le avevo scritto ho trovato solo “cambio domicilio dipendenti privati” (erroneamente avevo scritto prima pubblici) essendo io un dipendente pubblico.
    Devo comunicare solo al responsabile del personale del mio ufficio ed anche all’Inps?
    La ringrazio per la sua attenzione.
    Buona serata.

  52. Rieccomi! Scusami, ero convinta di aver chiarito nel momento in cui ho fatto riferimento al Decreto Legislativo 165/2001, ma a questo punto ritengo di non averlo fatto sufficientemente bene.

    Mi spiego meglio. I dipendenti pubblici, a differenza di quelli privati che devono comunicare (con Pec, e-mail o fax) la loro assenza dal domicilio per la reperibilità della visita fiscale all’Inps, poiché è l’Istituto ad effettuare a campione i controlli domiciliari (oltre che su richiesta – a sue spese – dell’azienda privata), hanno l’obbligo di informare delle loro assenze dal domicilio indicato nel certificato medico, solo la propria amministrazione e la comunicazione dev’essere riferita ad ogni spostamento che si rende necessario, sia per libera scelta che indotto dagli eventi, come potrebbe essere un ricovero e/o altro.

    Da ciò che scrivi sembra che i tuoi spostamenti siano quotidiani, ebbene, tu avresti l’obbligo di informare la tua amministrazione che dalle ore tot alle ore tot di tutti i giorni compresi nella certificazione o del giorno tal dei tali sarai reperibile, dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 18,00, al domicilio che indicherai dettagliatamente, compreso ciò che c’è riportato sul citofono perché tu possa essere facilmente raggiunto dal medico di controllo.

    I dipendenti pubblici hanno alcune agevolazioni ma anche qualche limitazione, tra queste: l’obbligo di informare preventivamente l’amministrazione dell’eventuale assenza dal domicilio indicato nel corso della malattia durante le suddette fasce di reperibilità; dover documentare l’eventuale assenza dal domicilio (sempre durante le fasce di reperibilità) per visite mediche, prestazione, terapie, ecc.; il vincolo di dare tempestiva comunicazione all’amministrazione dell’indirizzo dove sarà reperibile durante l’assenza per malattia nel caso in cui lo stesso alloggi in luogo diverso da quello abituale.

    E’ una scocciatura, lo capisco, ma hai la facoltà, ricevuta la prima visita fiscale, di non dover comunicare più nulla e di non ricevere, per lo stesso evento morboso, altre visite di controllo. In poche parole saresti libero!

    Spero di aver chiarito meglio, diversamente rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione. A presto.

  53. valeria scrive:

    innanzitutto leggendo le sue risposte la ringrazio per la semplicità con la quale vengono spiegate visto che io RSU di un comune molte le conosco bene ma dette con parole così semplici e limpide poche volte se non mai credo di averle lette!!! Io sono Valeria e sono un dipendende di un ente locale, sono stata operata all alluce valgo e dito a martello il 27 maggio scorso…………e purtroppo nonostante siano passati 20 giorni ancora fatichi molto a camminare…..con un certificato medico post ricovero fino al 30 giugno ….qui non si è ancora visto nessuno,e quindi come dice lei ai dipendenti pubblici non sono ancora libera!!!!!!questa mattina ho sentito l ufficcio personale che come dice lei mi ha confermato che se devo cambiare domicilio da quello presente sul certificato,è sufficente una MAIL INVIATA CON ADEGUATO ANTICIPO…….e posso spostarmi!! ora a lei invece volevo chiedere: visto che la mia malattia sarà fino al 27Agosto dove avrò l ultima visita ortopedica con raggi per stabilire la definitiva buona riuscita dell intervento e la mia ripresa ad una corretta deambulazione,(tenga presente che lavoro in un asilo nido comunale ed ho necessità di stare in piedi 7 ore al giorno con i bimbi)anche a luglio e agosto sarò in malattia!!! ad agosto avrò due settimane abbondanti di fisioterapia……a luglio tra le varie medicazioni in ospedale ogni Lunedi,riesco ad avere 10 giorni liberi,secondo lei è impensabile che io li prenda di ferie e poi finiti dal mio medico mi rimetta in malattia fino a fine agosto?questo ovviamente per dare a me un pò di respiro e cmq anche a vantaggio loro che io usufruisca di ferie nonostante la malattia che dovrei altrimenti fare in corso d anno crendo disagi per essere sostituita!!!!la ringrazio anticipatamente

  54. Ciao Valeria, intanto ti ringrazio per le bellissime parole che hai espresso nei confronti di questo spazio che fin dall’inizio ho desiderato avesse proprio questa finalità: essere alla portata di chiunque necessiti di un suggerimento o solo di uno scambio di vedute.

    Utilizzare un linguaggio semplice per me che faccio Sindacato è una consuetudine, in una Camera del Lavoro, dove tanti si avvicinano per chiedere ed avere tutela, è facile rapportarsi in maniera naturale, non potrei fare altrimenti e, soprattutto, non voglio fare diversamente. La tua considerazione di oggi mi motiva ulteriormente. Grazie.

    Passiamo a noi. Mi spiace che ti si prospetti un’estate all’insegna di cure mediche, ma tutto sommato, quando si tratta di eventi superabili, possiamo ritenerci … fortunati.

    Ebbene, da ciò che ho dedotto, mi sembra di capire che i rapporti con la tua Amministrazione non siano inaspriti, tanto che ti poni il problema di non creare disagi per l’inevitabile tua sostituzione laddove si rendesse necessario garantire un servizio degno di essere definito tale.

    Ritengo, intanto, che tu non sia stata sottoposta a visita fiscale poiché l’Ente è a conoscenza della tua patologia e, in questi casi, per una questione di economicità dell’Ente stesso, il Dirigente che ha facoltà di decisione, tenendo conto anche dell’iter comportamentale del dipendente, non dispone il controllo in quanto sarebbe certamente infruttuoso. E’ bene ricordare che le visite domiciliari non vengono fatte per controllare se o meno il dipendente staziona in casa (questo avrebbe carattere persecutorio), ma a verificare l’effettiva temporanea incapacità lavorativa del dipendente allo svolgimento delle sue mansioni lavorative e mi pare, da ciò che hai subito, tu non dovresti essere “in odore” di potenziale assenteista!

    In merito alle tue sacrosante ferie, se e quando fruirle, compatibilmente con l’organizzazione interna e il tuo stato di salute, potrai deciderlo solo tu.

    A dire il vero della tua domanda non mi è chiaro un passaggio, correggimi se sbaglio. Hai un certificato con prognosi fino al 30 giugno che, per ovvi motivi, stante anche il tipo di mansione svolta, non basterà. Hai già in programma, perché richiesto dal medico, un periodo di fisioterapia e varie medicazioni che si protrarranno fino al 27 agosto. Ho capito bene nel pensare che vorresti interrompere la malattia per poter godere di un periodo di ferie, anche per evitare di creare problemi logistici alla tua Amministrazione?

    Se così fosse, tutto dipende da te, di solito si interrompe il periodo di ferie se si presenta malattia, tu vorresti fare diversamente? Questo non l’ho compreso bene.

    Se ti va, potresti darmi qualche elemento in più? Aspetto tue notizie. A presto e ancora grazie.

  55. valeria scrive:

    grazie dell attenzione e della celere risposta…….si di fatto ho solo il primo certificato fino al 30 giugno ovviamente nè seguiranno altri fino al 27 Agosto.di fatto io vorrei capire se a metà luglio visto che ho una decina di giorno liberi da visite ospedaliere,se posso interropere la malattia ,fare ferie,e poi riprendere con certificato medico la malattia stessa???questo solo per evitare almeno per una decina di giorno gli orari di controllo,perchè è vero che vista la mia situazione sarebbe una spesa inutile per l amministrazione mandarmi il controllo,ma io questa certezza non la posso avere,e prendendomi un pò di ferie almeno sto tranquilla dagli orari,visto che devo iniziare a camminare e stare a casa non aiuta di certo.Grazie mille ancora

  56. Buonasera Valeria, adesso mi è più chiaro.

    Saprai anche tu che il periodo in cui dovrai fare fisioterapia rientra in quelle “agevolazioni” per i dipendenti pubblici a cui faccio riferimento in alcune mie risposte ovvero: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione”.

    Questo ti esonera dalla reperibilità durante le fasce orarie perché le terapie (la fisioterapia) seguono degli orari che coinciderebbero senz’altro con quelli di reperibilità, più restrittive per il tuo settore lavorativo, e sarebbero pertanto impedite. Le varie medicazioni invece dovrebbero essere comunicate di volta in volta e, concordo con te, sarebbe un inutile stillicidio.

    Se, come immagino, senti il bisogno di spaziare senza limitazione alcuna, godendoti un meritato periodo di riposo, fallo pure. Ricorda però che il nuovo certificato medico darà inizio ad un diverso periodo di malattia e, per il tempo della prognosi indicato sul certificato, tornerai ad essere nuovamente “ostaggio” della tua amministrazione (scherzo naturalmente)!

    Se dovessero esserci ulteriori dubbi … fammi sapere. Buon proseguimento di serata.

  57. valeria scrive:

    ti ringrazio ora anche a me è tutto chiaro.Mi complimento ancora e ora ancor di più per la competenza la chiarezza e aggiungo la Velocità di risposta.consigliero il tuo sito ad un sacco di persone.Buona giornta e buon lavoro…..e Mille GRazie a buon rendere …non si sà mai nella vita 🙂

  58. Buongiorno Valeria, grazie a te per la considerazione, ne farò tesoro. A presto.

  59. Silvano scrive:

    Buonasera sig.ra Lontri,
    Oggi ho ricevuto la visita fiscale Inps inviata dal mio datore di lavoro, anche lui un po’ incredulo visto la situazione pos-operatoria, ho chiesto se era possibile una seconda visita e il medico è stato un po’ evasivo, dicendo che è sempre il datore di lavoro che può chiedere una eventuale seconda visita, premessa per adesso dove lavoro vengono mandate le visite a tutti i dipendenti. Io le volevo chiedere se c’è un riferimento legislativo che eventualmente mi esoneri dal comunicare il mio cambio di domicilio ( nel mio caso in campagna dove si patisce di meno il caldo) visto che la visita conferma la mia convalescenza indicata nel certificato, io non ho alcun problema a comunicare il mio cambio di domicilio, ma se c’è un riferimento che mi permette di evitare il mio cambio domicilio lo preferirei.
    La ringrazio e una buona serata.

  60. Ciao Silvano, io continuo a darti del tu ma non riesco ad averlo anche da te, mi farebbe sentire più a mio agio.

    Intanto, il riferimento normativo per il quale dopo aver ricevuto la visita fiscale non hai più l’obbligo di essere reperibile durante le fasce orarie previste, è il Decreto 18 dicembre 2009, n. 206 Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia (GU n.15 del 20-1-2010).

    Più specificatamente, le esclusioni dall’obbligo di reperibilità, sono contemplate all’art. 2 dell’appena citato Decreto, che così si esprime:

    “1. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
    a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    b) infortuni sul lavoro;
    c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
    d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
    2. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato”.

    Pertanto, per questo periodo di malattia accertato dal medico di controllo, tu non hai più alcun obbligo di rimanere a casa e dunque potrai anche cambiare il domicilio senza dover dare alcuna comunicazione.

    Ti auguro una buona serata.

  61. Silvano scrive:

    Buonasera Pina,
    Grazie per la chiarezza della tua risposta. 🙂
    Volevo farti la seguente domanda, il mio certificato mi copre fino al 28 giugno, se per tale data non dovessi essermi ripreso dall’intervento e volessi prolungare cosa devo fare? Il certificato deve essere fatto dal 29 in poi o posso richiederò anche da giorno 1 luglio?
    Una buona serata
    Silvano

  62. Ciao Silvano, il tuo stato di salute puoi conoscerlo tu meglio di chiunque altro e, immagino, che già venerdì 28 saprai come starai e se sarai in grado di poter rientrare al lavoro il lunedì successivo.

    Buon senso vorrebbe che già venerdì 28, sia che tu intenda rientrare, sia che intenda continuare la malattia, tu avvertissi la tua amministrazione così che possa organizzare l’attività lavorativa dal lunedì 1° luglio.

    Diverso comportamento, anche se lecito, potrebbe non essere considerato diligente e potrebbe inasprire gli animi.

    Ovviamente, se la malattia decorrerà dal 1° luglio sarà un nuovo evento a meno che il medico non indichi che è una continuazione facendolo partire dal 29 giugno.

    Buon proseguimento di serata.

  63. sara scrive:

    Buongiorno Pina , il 14 maggio ho subito un’intervento e circa una settimana prima ho avvertito la cooperativa dove lavoro che mi sarei assentata per un ricovero ospedaliero, il medico poi ha protratto la mia assenza con un certificato di malattia della durata di un mese , al termine dato che non mi sentivo ancora al 100%(avevo ancora dei punti ) ma ero ben consapevole delle condizioni di lavoro arretrato in ufficio , ho chiamato per chiedere se nell’eventualità che fossi rientrata avessi potuto avere una posizione meno pesante , ma mi è stato detto di no e quindi il mio medico di base ha dato continuità alla mia malattia per un’ulteriore settimana ..finita questa settimana avrei la mia settimana di ferie concordata , che mi è stata lasciata . Ora ricevo una mail intimidatoria da parte della mia responsabile che mi dice che al mio rientro dovremmo parlare … ho forse avuto un comportamento sbagliato ? c’è qualche cosa che mi può essere contestata?? Posso essere licenziata per un’assenza giustificata. Puo ben immaginare come posso passare serenamente le mie vacanze La ringrazio
    Sara

  64. sara scrive:

    Aggiungo …
    c’è un tempo minimo per avvisare il datore di lavoro di un ricovero programmato? e dato che a novembre dovrò mio malgrado sottopormi ad un nuovo intervento , quanto tempo mi è permesso assentarmi per malattia nell’arco di un’anno ??? io sono un’impiegata in una cooperativa sociale

  65. Ciao Sara, da una prima lettura non mi pare che il tuo comportamento sia stato scorretto, mentre sappiamo che di scorretto il più delle volte è l’atteggiamento che assumono alcuni datori di lavoro ma, come dico sempre io, gli strumenti di difesa li avremmo; dobbiamo solo ammettere che nel momento in cui soppesiamo i diritti e i doveri, le varie eventualità scaturenti da azioni e reazioni, ecco che ci soffermiamo un attimo e … sbollito il primo momento di legittima rabbia, cerchiamo di andare avanti contando su più miti consigli e tempi migliori. Ovviamente, ogni tipo di intimidazione e/o prevaricazione non è accettabile e dovrebbe immediatamente essere denunciata … ma sono scelte personali e io non ho alcuna legittimità in merito.

    Immagino che l’e-mail di cui parli di per sé non indichi o riporti alcuna intimidazione evidente (sarebbe da folle e un gesto sconsiderato da parte della cooperativa), ma se tu hai percepito un tenore diverso … conoscerai meglio di chiunque altro i tuoi “polli”! Se quello che richiede l’ufficio è una “conversazione”, nessuno ti vieta di ascoltare, se assume toni diversi, ascolta invece attentamente e, se posso suggerirti, a quel punto rivolgiti ad un Sindacato e fai valere le tue ragioni.

    Tornando alla tua situazione medica, prosegui pure come riterrai più opportuno, il tuo stato di salute puoi solo saperlo tu e può certificarlo il medico al quale esporrai le tue problematiche. Il lavoratore che non guarisce alla scadenza della prognosi indicata nel primo certificato di malattia può avvalersi della continuazione della malattia, da comunicare e certificare entro il primo giorno successivo alla scadenza del certificato precedente. La capacità lavorativa del lavoratore si considera riacquistata il giorno successivo alla scadenza del certificato di malattia al quale non segue un nuovo certificato. Ovviamente, visto che vige il sistema da “pace armata”, presterei attenzione alle fasce di reperibilità e a tutte quelle incombenze tipiche dell’assenza per malattia.

    Mi chiedi se c’è un tempo per comunicare un ricovero programmato, beh, il tempo per comunicare un evento programmato e non certo inaspettato, è dettato dal buon senso, non appena ne sei a conoscenza tu, provvederai a mettere a conoscenza anche il tuo datore di lavoro così che possa provvedere all’organizzazione lavorativa.

    Se ho capito bene qual è il contratto applicato, quello per le cooperative sociali appunto, durante l’assenza per malattia hai diritto alla conservazione del posto di lavoro per un periodo di comporto di 12 mesi nell’arto degli ultimi 3 anni e il trattamento economico della retribuzione per i primi 180 giorni. Puoi sempre verificare controllando tu stessa il contratto che ti viene applicato; sai, a distanza non è semplice, a volte si rischia di fare congetture e quando si tratta di specificità preferisco sempre che vi sia ulteriore accertamento.

    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  66. carlo scrive:

    Buongiorno Pina,
    sono impiegato con contratto CCSL. Mi è stato recentemente detto di una circolare INPS (che ha determinato la perdita di una causa) secondo cui la visita dal medico di base non è un giustificativo sufficiente per l’assenza in fascia di reperibilità. Né lo è una visita specialistica o dentistica. Vorrei una conferma della fondatezza di tali notizie e qualche suggerimento su come potrei fare nel caso in cui ad esempio il medico di base (come nel mio caso) riceva ad esempio dalle 16.30 alle 19, con prima mezz’ora convenzionalmente dedicata a ricette e prescrizioni, non a visite.
    Ringrazio in anticipo.
    Carlo

  67. carlo scrive:

    Un’aggiunta: sul sito INPS trovo spesso la dicitura “Esclusi da indennità malattia impiegati dell’industria” …
    Questo mi porta a pensare di essere nella sezione sbagliata. E quindi di trovare indicazioni non del tutto pertinenti con il mio inquadramento.
    Anche per questo chiederei un consiglio.
    Ancora grazie

  68. Ciao Carlo, come ho avuto più volte modo di scrivere, le fasce di reperibilità durante le quali il lavoratore in malattia è obbligato a rimanere nel proprio domicilio, così da consentire al medico fiscale di poter accertare ed eventualmente confermare e/o confutare la diagnosi comportante l’incapacità lavorativa, si differenziano in base alle categorie lavorative distinguendo i lavoratori in pubblici e privati.

    E’ pacifica la tua appartenenza alla categoria dei privati e, nello specifico, trattandosi di impiegato dell’industria, si è esclusi dal trattamento economico di malattia a carico del INPS, al pari degli impiegati del credito, delle assicurazioni e dei servizi tributari appaltati, i portieri e dipendenti da proprietari di stabili, i viaggiatori e piazzisti, gli apprendisti, i lavoratori domestici, i dipendenti da partiti politici e associazioni sindacali, e i dipendenti degli Enti pubblici.

    Resta fermo, comunque, l’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità che, per il 2013 e per quanto riguarda il tuo settore sono fissate dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00 di tutti i giorni compresi nella certificazione di malattia, inclusi i festivi, i prefestivi, il sabato, la domenica e tutte le festività nazionali.

    L’esempio da te indicato quale motivo giustificativo di assenza (essersi recati dal proprio medico di base che rispetta orari prestabiliti) non è mai stato considerato una valida giustificazione (tranne per i dipendenti pubblici che seguono altre regole); diciamo pure che finora, quando si era presentato l’inconveniente ovvero la contestazione da parte dell’Inps per non avere potuto effettuare la visita di controllo domiciliare per assenza del lavoratore, quest’ultimo, in modo affatto malizioso, vuoi perché lo riteneva fattibile, vuoi perché poco informato, l’ha più volte addotta come motivazione giustificativa in sede di ricorso innanzi al Comitato di Controllo dell’Istituto che, in alcuni casi, ha accettato la giustificazione seppure non per prassi consolidata o per una norma specifica, ma solo perché avrà ritenuto in qualche caso particolare che la giustificazione fosse accettabile (come un malessere improvviso e insopportabile che spinge a doversi recare con urgenza dal proprio medico).

    Ovviamente, non è consentito che ci si rechi dal proprio medico per una prescrizione o per altro che invece potrebbero essere effettuati in altro orario che non sia quello del rispetto delle fasce di reperibilità. Che poi il proprio medico osservi degli orari di ricevimento coincidenti con le fasce sopradette, è a dir poco una beffa, stante che la maggior parte dei medici di base ha degli orari di studio che non sempre si limitano alla mattina o al pomeriggio. Se proprio il tuo medico è così fiscale, proverei a chiedergli un’attestazione che indichi i suoi perentori orari di studio oltre i quali non riceve alcuno per nessun motivo, ti sarebbe utile se dovessi documentare una tua assenza in quegli orari specifici. Ovviamente dovrebbe anche riportare la prassi della “mezz’ora prima convenzionalmente dedicata a ricette e prescrizioni, non a visite”. Mi risulta che a tale richiesta, avanzata dal lavoratore in malattia, hanno aderito sempre pochissimi medici!

    Come accennavo sopra, una potenziale giustificazione per essersi recati dal proprio medico di base e/o da un dentista e/o da chiunque possa intervenire su un nostro malessere improvviso, è solo quello di poter dimostrare (con relazione/certificazione medica dell’evento che ha richiesto l’intervento del medico certificatore) di essere stati colpiti da un dolore insopportabile e improvviso tale da farci rischiare di assentarci (pur sapendo di non poterlo fare) per richiedere l’intervento di un medico. A buon intenditor …!

    Secondo l’INPS, in merito all’assenza durante la reperibilità per malattia, si è considerati giustificati per:

    “a) visite mediche generiche urgenti, o specialistiche, o di terapia, eseguite presso ambulatori pubblici o comunque autorizzate dalla USL, che non possono essere effettuate in orari diversi da quelli previsti dalle fasce; in questo caso il lavoratore deve farsi rilasciare, il giorno stesso o il primo giorno utile, la documentazione da chi ha effettuato la prestazione, che deve essere consegnata all’INPS;
    b) situazioni in cui è necessaria la presenza del lavoratore fuori di casa per evitare di arrecare gravi danni a sé o ad un componente il nucleo familiare (esempio: convocazione da parte di autorità pubbliche, partecipazione ad esami pubblici, ricoveri ospedalieri o gravi infortuni o funerali di parenti).
    In entrambi i casi l’assenza è giustificata se il lavoratore fa recapitare all’INPS la documentazione entro 10 giorni dalla data dell’assenza”.

    Sul sito dell’Inps trovi la dicitura: “Esclusi da indennità malattia impiegati dell’industria” poiché per gli impiegati dell’industria l’indennità economica è, per legge, a completo carico dell’azienda per cui non si versa alcun contributo. La norma di riferimento è la n. 138 dell’11.01.1943 che, al suo articolo 6 comma 2 così recita:

    “L’indennità di malattia non è dovuta quando il trattamento economico di malattia è corrisposto per legge o per contratto collettivo dal datore di lavoro o da altri enti in misura pari o superiore a quella fissata dai contratti collettivi ai sensi del presente articolo. Le prestazioni corrisposte da terzi in misura inferiore a quella dell’indennità saranno integrate dall’ente previdenziale fino a concorrenza”.

    Bene, qualche suggerimento “sibillino” te l’ho dato, qualche norma da leggere, pure. A questo punto spero di non averti preso per “stanchezza” e ti auguro un buona serata.

  69. barbara scrive:

    Buongiorno,
    sono una dipendente del settore privato. Sono stata operata il 20 giugno per un problema al piede e sarò in malattia fino al 30 luglio.
    Il primo di luglio mi trasferirò sul lago di garda in un residence dove poter essere aiutata da alcuni miei familiari, vista la scarsa autonomia nella deambulazione.
    Ho già dato comunicazione al mio datore di lavoro che mi ha detto che non ci sono problemi.
    Ho già impostato la bozza/mail da inviare all’inps; il motivo per cui sto aspettando ad inviarla è legato alla visita di controllo di domani ore 12.30 durante la quale mi verrà comunicata la data della visita di controllo da fare verso la metà del mese di luglio e che intendo aggiungere alla mail da inviare all’inps.
    Le domande che vorrei farti: pensi che la comunicazione col cambio di domicilio che invierò domani al rientro a casa rispetti i tempi? Fa fede la data di invio? Nella mail ho specificato che il 1 luglio è il giorno della partenza. Se il controllo medico dovesse essere proprio quel giorno, sarei giustificata? in quale delle due località si potrebbe presentare?
    Grazie, Barbara

  70. Ciao Barbara, mi sembra di capire che tu stia procedendo secondo le regole: stai dando preventiva e congrua comunicazione sia al datore di lavoro che all’Inps e lo stai facendo ampiamente entro i termini.

    Credo che rispetto alla località dove potrebbe essere effettuata l’eventuale visita di controllo nulla al momento si possa dire, sarebbero solo congetture: sarà l’Istituto a deciderlo compatibilmente alla tua comunicazione e alla disponibilità del personale medico preposto alle visite.

    In merito al giorno della tua partenza, considerato che ne farai menzione nella tua e-mail, sarebbe veramente singolare che la visita la si possa disporre proprio per quel giorno. Ogni tanto diamo fiducia a questi Enti pubblici!

    Ti auguro una pronta guarigione e una buona serata.

  71. Barbara scrive:

    Cara Pina,
    grazie per la tua risposta, sei stata veramente esauriente.
    Ti auguro un buon lavoro e una buona serata.
    Barbara.

  72. daniele scrive:

    Buonasera pina teresa. In caso di stato ansioso-depressivo di media entità della durata di 15 giorni, se nel mezzo della settimana per stare piu sereno mi volessi spostare in un altra abitazione come comunicare il cambio indirizzo? ed è possibile farlo senza che si debba motivare per iscritto i motivi di tale spostamento che andrebbero inevitabilmente a violare la mia privacy con il datore di lavoro dato che sarei costretto a rendere nota la patologia in atto?

  73. daniele scrive:

    ah sono dipendente pubblico.

  74. Patrizia scrive:

    Buongiorno, sono una dipendente di ente pubblico e sono in malattia a seguito di infarto. Vorrei sapere se l’Ente per cui lavoro non mi manda il controllo fiscale devo comunque aspettarmi tale visita da parte dell’INPS anche se l’Ente non la richiede? Fino ad oggi ho rispettato gli orari di reperibilità ma a mio avviso tutto questo non aiuta a riprendermi dall’infarto subito in quanto dovrei muovermi di più facendo lunghe camminate nelle ore più fresche del mattino e non certo dalle 13 alle 15 o dalle 18 in poi, senza contare che si è obbligati a chiedere AIUTO ad altri per eventuale spesa alimentare, farmacia, ecc, xchè i negozi al mattino aprono in orari coincidenti con l’obbligo di reperibilità. Insomma con la mia patologia ho qualche deroga agli orari canonici di legge?
    Grazie mille per l’eventuale risposta al mio quesito. Cordiali saluti.

  75. Massimiliano scrive:

    Buongiorno Sig.ra Pina Teresa Lontri,
    Le pongo la mia questione e domanda, se non La disturbo.
    Sono un lavoratore dipendente nel settore privato.
    Il 05/2012 Operato di Adenocarcinoma Tiroide. Il 07/2012 1°ciclo di radioiodio. Ad ottobre Inps/Asl riconosciuto Invalidità al 70%. Il 06/2013 (da poco dimesso) 2°ciclo radioiodio. La domanda è questa: il mio caso può essere riconosciuto come malattia invalidante ed avere la possibilità di una deroga all’obbligo di reperibilità Inps? Premetto che a settembre devo ancora recarmi in ospedale per ulteriori accertamenti.
    Grazie della disponibilità per una risposta e cortesia.
    Massimiliano

  76. Ciao Daniele, in merito al quesito da te posto, ho già avuto modo di affrontare l’argomento con Silvano (in data 17 e 19 giugno 2013) e con Valeria (il 18 giugno). Trovi le risposte in calce al mio post sul tema.

    Desidero solo puntualizzare che la comunicazione per iscritto è anche una tua tutela perché nessuno possa dire di non averla mai avuta o di non averla avuta per tempo. I motivi del tuo spostamento dal domicilio, visto che sei tenuto a comunicare quelli che riguardano assenze per terapie, visite specialistiche e così via, non devono essere dettagliati, è sufficiente che tu indichi i termini del tuo spostamento (dove e quando), non quello a cui devi sottoporti.

    Essendo dipendente pubblico, è appena il caso che ti ricordi che se sei già stato sottoposto a visita fiscale per il periodo di malattia in corso non sei più tenuto a rispettare gli orari di reperibilità (cfr. risposta ad Antonio del 24 maggio u.s.).

    Ti auguro un buon pomeriggio.

  77. Ciao Patrizia, comprendo quello che vuoi dire e l’ansia di dover sempre dimostrare qualcosa che, purtroppo, diversamente da altri stati “patologici” non documentabili pienamente e di fatto, non può essere una mera simulazione.

    Essendo dipendente di un ente pubblico, penso che la tua amministrazione, proprio perché al corrente del tuo stato di salute, non invii per questo la visita fiscale e, a dire il vero, dopo la dichiarazione dell’Inps, che io ho riportato in un mio post dal titolo “Fasce di reperibilità dipendenti pubblici: l’Inps sospende i controlli d’ufficio”, mi pare difficile che possa essere quest’ultimo a disporla, visto che aveva reso nota la difficoltà, seppure “allo stato attuale”, di coprire con i propri controlli certe fasce orarie previste per il settore pubblico, mentre confermava la regolare continuità di quelli del settore privato.

    Nel dubbio però, proprio come recita il messaggio Inps n. 4344/2012: “Resta ferma naturalmente la possibilità per i datori di lavoro pubblici di far riferimento alle ASL territorialmente competenti, secondo le modalità previste da tali Strutture”, io non me la sento di dirti che non avrai in nessun caso una visita di controllo, posso solo dirti che potresti stare più tranquilla se ne avessi almeno una per il periodo indicato nel certificato così da renderti libera di questa schiavitù in casa.

    Il riferimento normativo per il quale dopo aver ricevuto la visita fiscale non hai più l’obbligo di essere reperibile durante le fasce orarie previste, è il Decreto 18 dicembre 2009, n. 206 Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia (GU n.15 del 20-1-2010).

    Più specificatamente, le esclusioni dall’obbligo di reperibilità, sono contemplate all’art. 2 dell’appena citato Decreto, che così si esprime:

    “1. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
    a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    b) infortuni sul lavoro;
    c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
    d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
    2. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato”.

    Io non so dirti se la tua possa rientrare nelle patologie gravi che richiedono terapie salvavita, questo potrebbe dirtelo il medico. In tal caso potresti rientrare nei motivi di esenzione previsti alla suddetta lettera a) e usufruire di quella deroga a cui ti riferisci.

    Spero sia fattibile. Fammi sapere. Grazie e buon pomeriggio.

  78. Ciao Massimiliano, intanto non disturbi affatto. Mi dispiace moltissimo per ciò che stai passando e mi rendo conto che con tanti altri più importanti problemi, avere a che fare pure con la burocrazia, non è certo confortante né rilassante.

    Purtroppo, però, a differenza del lavoratore del settore pubblico, quello privato ha qualche limitazione in più riguardo alle fasce di reperibilità da rispettare durante la malattia e, nello specifico, per gli eventuali esoneri.

    Questo deriva dal fatto che un’azienda privata, soprattutto se di dimensioni relative, non apprezza più di tanto la carenza di forza lavoro, anche quando questa non ha nulla a che vedere con un artato assenteismo ma è dovuta, come nel tuo caso, ad una patologia tutt’altro che simulabile e cerca di usare come deterrente la visita di controllo sistematica. Inoltre, il lavoratore di questo settore è soggetto a visita di controllo non solo perché richiesta dal proprio datore di lavoro (quando questo intende farsi carico della spesa) ma anche e soprattutto per la scelta “a campione” effettuata dall’Inps, dunque assolutamente imprevedibile.

    Nel privato non c’è deroga all’obbligo di reperibilità, dovrai rispettare i vincoli previsti dalla legge.

    Mi dispiace non essere riuscita a darti una risposta rassicurante, ma “ambasciator non porta pena”!

    Spero che tu ti riprenda presto. Ti auguro una buona serata.

  79. gilberto scrive:

    BUONASERA SIGNORA PINA,
    Sono il direttore commerciale di una azienda privata, ho subito un intervento chirurgico il giorno 21maggio , sono stato ricoverato in ospedale dal 20 al 29 maggio per questi giorni ho avuto il certificato medico rilasciato dal’lospedale, dal giorno30 maggio al 28 giugno compreso il certificato, èa stato rilasciato dal medico di base.
    Oggi 28 sono andato nuovamente dal medico, per proseguire la malattia, ma non era a studio, chiamato al telefonino, mi ha risposto che nei giorni preventivi i medici di base non lavorano, siamo a Roma e il certificato29 giugno è festivo, come posso fare per proseguire la malattia, il medico mi ha detto che devo rivolgermi alla guardia medica. A ma sembra assurdo

  80. daniele scrive:

    Sei mitica, hai risposto alla grande alla mia domanda, in modo superiore alle aspettative perchè mi hai confermato il fatto che se il medico viene e appura che la malattia è vera sono libero! Quindi magari viene subito!

    Per il resto, al lavoro mi hanno detto che volevano invece tutte le motivazioni legate alla mia malattia perchè praticamente secondo loro i giorni di riposo medico sono legati al posto di fruizione, quindi sempre secondo loro mi hanno specificatamente mi hanno detto che nelle mie memorie vogliono sapere le motivazioni di cui alla malattia ovvero il motivo per il quale la malattia prepone per questo spostamento, cioè il motivo per il quale la malattia mi giusticherebbe tale spostamento. Inoltre non ho capito come devo comunicarlo!

    Avendo dove sto una casella di posta elettronica “istituzionale” posso inviare una mail con la comunicazione precisa del giorno di spostamento e sarei a posto con l’inps e quant’altri giusto???

    Grazie Pina Teresa, ti ritengo una luce in questa realtà attuale fatta di lacune normative ma soprattutto di lacune INFORMATIVE, il che a mio avviso è la cosa veramente inappropriata per un sistema giusto e che possa davvero economizzare e migliorare il paese per il bene di tutti.

  81. Ciao Gilberto, scusa ma non ho potuto risponderti prima.

    Intanto spero che tu abbia già dato comunicazione al tuo datore di lavoro che non saresti rientrato al lavoro al termine del tuo precedente periodo di malattia.

    In effetti il comportamento del medico di base, comunemente detto “di famiglia”, seppure discutibile è comunque corretto. Il certificato medico nei giorni festivi e prefestivi, considerato che secondo il calendario nazionale lo studio del medico di medicina generale rimane chiuso, può essere rilasciato dalla Guardia Medica o Servizio di Continuità Assistenziale notturna e festiva che tra i suoi compiti, può anche rilasciare certificati di malattia, se veramente necessario, per un periodo massimo di tre giorni.

    L’invio telematico retroattivo per un’assenza avvenuta in una giornata festiva o prefestiva non è assolutamente possibile.

    Non so come tu abbia risolto il problema, ma mi farebbe piacere saperlo. Ti ringrazio e ti auguro un buon proseguimento di serata.

  82. Ciao Daniele, intanto ti ringrazio per le parole carine e per la considerazione.

    Leggendo il tuo commento mi è saltata all’occhio l’espressione “mie memorie” e, non so per quale motivo, ho pensato che la tua amministrazione ti abbia chiesto già qualcosa che nel tuo precedente quesito mi è sfuggita o non hai indicato.

    Se così fosse, non escludo che possa trattarsi della documentazione “giustificativa” che la tua amministrazione ritiene utile avere per poter evitare inutili richieste di visita di controllo. Alludo al comma 9 dell’art. 16 del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito nella Legge 111 giorno 16 luglio):

    “9. Il comma 5 dell’articolo 5-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è sostituito dai seguenti:
    5. Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative.
    5-bis. Le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione.
    5-ter. Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.”

    Circa il tuo dubbio sulle modalità di comunicazione di eventuali spostamenti – che ribadisco devono riguardare solo visite, terapie, ecc. (come sopra detto) – puoi usare ogni tipo di avviso che ti possa permettere di poter documentare (se occorre) l’osservanza di questa regola. Va benissimo la posta elettronica certificata!
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  83. Angela scrive:

    Buonasera signora Pina,
    L’ultimo giorno di malattia e necessario rispettare gli orari di visita del medico fiscale anche se il rientro e per il giorno dopo?

  84. Ciao Angela, le fasce di reperibilità alla visita medica di controllo domiciliare sono state fissate in determinati orari e distinte per lavoro privato e lavoro pubblico; i giorni però sono tutti quelli compresi nella certificazione di malattia (anche l’ultimo giorno), inclusi i festivi, i prefestivi, il sabato, la domenica e tutte le festività nazionali.

    Non so a quale settore lavorativo tu appartenga ma, visto che parli di un ultimo giorno – e come penso tu non abbia ricevuto ancora la visita fiscale – quest’ultima non è escluso che possa essere disposta anche al termine del periodo di malattia. D’altronde, esistendo pure la possibilità di una continuazione … non è detto debba essere l’ultimo!

    Hai resistito tanto ai “domiciliari” qualche ora in più per evitare problemi la considererei.
    Buona giornata.

  85. daniele scrive:

    ciao pina, io sono pubblico. ho ricevuto la visita fiscale che ha confermato tutti i giorni di malattia salvo complicazioni. il giorno prima possono venire a farmi un’altra visita??? grazie

  86. Angela scrive:

    Buongiorno Pina,
    grazie per la celere risposta, lavoro nel privato e hai centrato il punto non vedo l’ora di uscire dai “domiciliari”; La mia malattia è conseguenza di post operatorio, lunedì 15 corrente mese finalmente rientro al lavoro e mi chiedevo infatti se la domenica 14 sono soggetta cmq a visita fiscala, che fino ad oggi non ho ricevuto, speravo di godermi la domenica in questione in famiglia fuori porta visto che le occasioni sono poche; È possibile per il medico modificarne la fine, ora?
    Grande
    Saluti
    Angela

  87. Scusa Angela, ma il tuo certificato di malattia esattamente che periodo (finale) porta di prognosi?

  88. Buongiorno Daniele, il giorno di cui parli sarebbe quello di fine certificato? Se così fosse (essendo tu un lavoratore del settore pubblico), considerato che hai già ricevuto il pass per la “libera uscita”, per tutto il periodo incluso nel certificato di malattia attuale, non hai più l’obbligo di rispettare la reperibilità prevista per la malattia.

    Ti auguro una buona giornata … in tutta libertà!

  89. daniele scrive:

    pina forever

  90. Angela scrive:

    continuazione dal gg 30/6 al gg 14/7

  91. Angela scrive:

    fine della mallattia domenica 14 luglio

  92. Buonasera Angela, intanto spero che tu non intenda rettificare la malattia per la sola giornata di domenica 14 c.a. poiché, pur se legittima come procedura, corrispondendo presumibilmente anche ad un tuo giorno non lavorativo, avrebbe tutto il sapore di una forzatura e, considerato il settore lavorativo privato, non mi sembra il caso, ma è pur sempre una tua scelta.

    In effetti, la capacità lavorativa si riacquista il giorno successivo alla scadenza della prognosi se ovviamente non segue una nuova certificazione. E mentre non va rilasciato alcunchè per il rientro, se questo è anticipato rispetto al termine della malattia stessa, allora sei tenuta a farti rilasciare un ulteriore certificato che attesti la tua avvenuta guarigione.

    Ogni medico che rilascia una certificazione online può correggere un suo certificato prima della scadenza della prognosi, rettifica che va eseguita tempestivamente e sempre telematicamente. Che questa correzione interessi un ultimo giorno e di cadenza domenicale … non so fino a che punto troverà d’accordo e disponibile il tuo medico!
    A presto.

  93. Fabrizio scrive:

    Buonasera sig.ra Pina,
    sono un impiegato-quadro del settore metalmeccanico, industria privata e recentemente ho subito un intervento ortopedico chirurgico ad una gamba, con una convalescenza presunta di tre mesi; ho iniziato le cure di riabilitazione motoria e fisioterapia, ma le stesse in alcuni casi coincidono con gli orari delle fasce orarie, pertanto quando la cosa succede di volta in volta ho inviato una comunicazione-mail alla mia azienda fornendo l’indirizzo dello studio medico ed il numero di telefono, ma vi viene risposto che non devo avvisare l’azienda ma l’INPS e con un certo preavviso, cosa che mi rimane difficile perchè gli orari me li danno giorno per giorno.
    Le mie domande : essendo impiegato-quadro nel settore industria privata, non sono al 100% a carico della mia azienda ?! cosa c’entra l’INPS ?! possono venire alla mia residenza per un controllo fiscale se lo stesso non è richiesto dall’azienda ?! cosa rischio se non mi trovano a casa ma, sono una persona molto seria e coscenziosa e non certo un assenteista come può dimostrare il mio curriculum aziendale di 35 anni nella stessa azienda, posso comunque poi produrre un’attestazione rilasciata dagli studi medici di riabilitazione e di fisioterapia, uno dell’ASL di appartenenza ed uno privato, che attestino la mia presenza per cure mediche ?!
    Complimenti per il sito e per le risposte mirate e comprensive.
    saluti
    Fabrizio

  94. giuseppe scrive:

    Buonasera sig.ra Pina
    sono a richiederLe lumi riguardo a problemi fisici legati a stress e momenti di ansia con depressione reattiva . Devo rispettare lo stesso le fasce orarie per un eventuale visita fiscale?
    Rammento che in 22 anni lavorativi non ho mai prodotto un certificato medico.

    la ringrazio anticipatamente per la Sua disponibilita’.
    giuseppe

  95. Ciao Giuseppe, potrei sapere se lavori nel settore privato o pubblico? Grazie.

    Aspetto tue notizie.

  96. Ciao Fabrizio, ho già risposto in calce al mio post ad un analogo quesito in data 26 giugno 2013 a Carlo in cui, tra l’altro, sono anche specificati i motivi per i quali l’Inps giustifica eventuali assenze a visita fiscale:

    “a) visite mediche generiche urgenti, o specialistiche, o di terapia, eseguite presso ambulatori pubblici o comunque autorizzate dalla USL, che non possono essere effettuate in orari diversi da quelli previsti dalle fasce; in questo caso il lavoratore deve farsi rilasciare, il giorno stesso o il primo giorno utile, la documentazione da chi ha effettuato la prestazione, che deve essere consegnata all’INPS;
    b) situazioni in cui è necessaria la presenza del lavoratore fuori di casa per evitare di arrecare gravi danni a sé o ad un componente il nucleo familiare (esempio: convocazione da parte di autorità pubbliche, partecipazione ad esami pubblici, ricoveri ospedalieri o gravi infortuni o funerali di parenti).
    In entrambi i casi l’assenza è giustificata se il lavoratore fa recapitare all’INPS la documentazione entro 10 giorni dalla data dell’assenza.”

    Detto questo, con circolare n. 21/2011 e lettera del 14 gennaio 2011, su sollecitazione di Confindustria, l’INPS ha fornito chiarimenti sulla portata dell’art. 25 della legge n. 183/2010 in materia di invio telematico del certificato di malattia nel settore privato, disponendo, tra le altre cose, l’obbligo del medico di inviare all’Inps il certificato in via telematica anche per i lavoratori non assicurati all’Istituto (come per gli impiegati dell’industria).

    La nuova modalità di invio telematico interessa tutti i dipendenti del settore pubblico e privato, con diritto o meno all’indennità di malattia a carico INPS. E’ evidente che l’obbligo riguarda anche tutti i lavoratori ai quali la malattia è pagata interamente a carico del datore di lavoro (come nel tuo caso in quanto impiegati del settore industria). D’altronde, la trasmissione telematica del certificato viene effettuata direttamente dal medico all’Inps. E’ quest’ultimo che provvede ad inoltrarlo al datore di lavoro sempre per via telematica che così è in grado di conoscere in tempo reale la malattia del lavoratore attivandosi a disporre o meno la visita di controllo.

    Essendo l’Inps obbligato ad effettuare le visite mediche domiciliari anche su richiesta dell’azienda privata nei confronti di lavoratori non assicurati (tu in questo caso), rientra nelle sue competenze anche la visita di controllo effettuata a campione.

    Confindustria, in merito ai lavoratori non assicurati Inps, aveva sollevato il dubbio sull’obbligo del medico di inviare all’INPS il certificato anche dei citati lavoratori, e sulla questione, l’Inps ha fugato ogni dubbio proprio con la circolare n. 21 del 31 gennaio 2011 affermando che la sua legittimazione a ricevere la certificazione è sancita dal medesimo art. 25, che stabilisce:

    “Art. 25.
    (Certificati di malattia)
    1. Al fine di assicurare un quadro completo delle assenze per malattia nei settori pubblico e privato, nonché un efficace sistema di controllo delle stesse, a decorrere dal 10 gennaio 2010, in tutti i casi di assenza per malattia dei dipendenti di datori di lavoro privati, per il rilascio e la trasmissione della attestazione di malattia si applicano le disposizioni di cui all’articolo 55-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.”

    Ti ringrazio per le parole espresse nei confronti del mio sito e, dopo questa riscontro, spero di poter avvalorare anche la tua considerazione sulla chiarezza delle mie risposte.
    Ti auguro una buona giornata.

  97. giuseppe scrive:

    Scusami signora Pina hai ragione trattasi di azienda privata settore pubblici esercizi

  98. Buongiorno Giuseppe, la specifica del settore lavorativo era importante poiché quello a cui appartieni tu, privato, non ti consente di non rispettare le fasce orarie di reperibilità.

    Se ti va di dare uno scorcio a diverse mie risposte sull’argomento, che trovi in calce al post corrispondente, potrai tu stesso verificare i motivi.

    Ti auguro un buon fine settimana.

  99. giuseppe scrive:

    GRAZIE , SIGNORA PINA,

    BUON FINE SETTIMANA ANCHE A TE

  100. patrizia scrive:

    Buonasera, lavoro presso un C/C e faccio la barista,sono un par time di 16 ore distribuite 8 sabato e 8 domenica. Sono in malattia dal 03/07 al 07/07 , il medico mi ha prescritto 5 giorni di riposo. Vorrei sapere se c’è un minimo di giorni di malattia e se i miei rientrano tra quelli che vengono pagati. Ringrazio per la disponibilità

  101. Ciao Patrizia, dovresti cortesemente farmi sapere se il tuo inquadramento rientra nel CCNL settore commercio o in quello, che presumo possa essere più rispondente, del turismo e dei pubblici esercizi, stante che il più delle volte nei Centri Commerciali vengono applicati diversi Contratti.

    Se fosse quest’ultimo, di norma i tre giorni di carenza sono a totale carico del datore di lavoro, dal quarto e fino al ventesimo giorno la retribuzione è pari al 50% e i successivi saranno pari a due terzi della retribuzione.

    Buona serata.

  102. Paolo scrive:

    Buongiorno Teresa e ringrazio in anticipo per il modo amichevole e puntuale usato nelle Tue risposte a chi pone quesiti.

    Sono in malattia INPS da 4 mesi per sindrome ansioso depressiva/attacchi di panico. Dagli accertamenti della clinica del lavoro e’ emerso che il mio stato e’ stato determinato da mobbing. E’ stato inviato il primo certificato di malattia professionale all’Inail (con relazione) e al datore di lavoro che ha denunciato la malattia professionale. Sono quindi in attesa di convocazione dall’inail per gli ulteriori accertamenti. E’ vero che la casa e’ stato ed è’ il mio rifugio in questo momento difficile e di quasi nulle relazioni sociali ma qualcuno mi dice che questa situazione non aiuta. Quindi mi domando se con i documenti e accertamenti già effettuati io sono ancora soggetto a visite fiscali INPS o meno segnalando che all’inizio della malattia ho ricevuto ripetutamente visita fiscale su richiesta del datore di lavoro. Grazie infinite. Paolo

  103. Ciao Paolo, prima di darti una risposta, potrei sapere a quale settore lavorativo ti riferisci? Pubblico o privato? Grazie. Rimango in attesa di notizie. A presto.

  104. Paolo scrive:

    E’ settore privato. Grazie

  105. Rieccomi. Intanto ringrazio te per le parole carine espresse nei miei confronti. Mi fa piacere che lo spirito con cui seguo questo mio sito si evinca anche dalle piccole cose; è proprio questo che voglio: essere tra la gente malgrado le distanze geografiche che nulla hanno a che vedere con quelle culturali e sociali.

    Andiamo al nostro problema. E’ chiaro che la ripetuta disposizione di visita fiscale da parte del datore di lavoro, che non si ferma nemmeno davanti al titolo oneroso di tale richiesta, muove presumibilmente da intenzioni maldisposte e, dalle tue parole, questa mia congettura mi sembra avvalorata.

    Come avrai avuto modo di leggere in altre mie risposte a simili quesiti, nel settore lavorativo privato vige l’obbligo di reperibilità sempre e comunque, a differenza di quello pubblico che ha delle particolari condizioni di esonero da tale reperibilità.

    Comprendo che lo stare in casa possa non essere una delle migliori terapie per le problematiche a cui fai riferimento – anche se questo è soggettivo e lo puoi stabilire tu meglio di chiunque altro – ma considerato che le fasce di reperibilità per questo settore non sono poi così capestro (10,00/12,00 – 17,00/19,00), lasciando margini per una passeggiata in orari che non siano proprio questi (soprattutto d’estate in cui è piacevole uscire sul tardi e non certo in pieno caldo), io un piccolo sacrificio per non inficiare la pratica che stai portando avanti lo continuerei a fare e continuerei a far pagare profumatamente ogni visita fiscale che il tuo datore di lavoro dispone e che si rivelerà infruttuosa e non certo come spererebbe l’azienda. Fai sempre in modo di documentare eventuali assenze alla visita fiscale e, per qualche dritta, leggerei attentamente l’ultima parte del mio post!

    Spero che l’Inail possa presto darti la risposta che desideri. Per qualsiasi altra informazione, mi trovi disponibile.

    Ti auguro una buona serata.

  106. alessia scrive:

    Buongiorno, io sono impiegaya, e ho da poco saputo che la malattia delle impiegate è totalmente a carico del datore di lavoro. .. la mia domanda è questa. .. siamo comunque soggette a conttollo dwl medico? O il medico dell’inps esce solo su richiesta del datore di lavoro?
    Grazie mille spero in una vostra risposta. ..

  107. Daniela scrive:

    Buongiorno,
    dieci giorni fa ho avuto un incidente, ho due fratture al piede, sono ingessata e non posso poggiare il piede a terra. Sarò in malattia fino a domenica 4 Agosto. Sicuramente il mio datore di lavoro non richiederà la visita (anche perché continuo a lavorare da casa…), volevo sapere se posso trascorrere i fine settimana a casa dei miei genitori (mia residenza) e quanti giorni prima devo comunicare all’INPS il domicilio. Preciso che ho un contratto di apprendistato con CCNL metalmeccani piccola industria.
    Grazie mille!

  108. Daniela scrive:

    Mi perdoni, volevo inoltre chiederle quale percentuale di stipendio di Luglio (in malattia tutto il mese) sarà pagato o se sarà intero (sono impiegata, apprendistato, metalmeccanici piccola industria).
    Grazie ancora

  109. Beppe scrive:

    Gentilissima Pina,
    nel corso di una visita di controllo mi hanno fissato per la prossima settimana un piccolo intervento in day hospital per l’asportazione di una ciste, che impegnerà verosimilmente una mattina.
    Premesso che mi trovo in una situazione conflittuale con il mio dirigente, che cerca ogni possibile appiglio per farmi “dispetti” e che sono un dipendente di un Ente Locale, volevo chiederti un suggerimento su quale è il modo più corretto per comunicare (lasciando traccia scritta) la data dell’intervento e come mi devo comportare per quanto concerne l’assenza del giorno in questione e dei giorni di convalescenza successivi che mi verranno prescritti e se per questi vale il medesimo obbligo di reperibilità della normale malattia.

    Ti ringrazio moltissimo per l’aiuto ed il supporto che offri a tutti noi.
    Belle

  110. Ciao Alessia, dici di essere impiegata ma non comprendo se ti riferisci al settore industria o pubblico. Comunque, indipendentemente da questo, la risposta alla tua domanda è sì: sei soggetta comunque a controllo da parte dell’Inps o dell’ASL perché possa essere verificata l’effettiva malattia del lavoratore che, per consentire tale visita, deve rendersi reperibile presso il domicilio indicato nel certificato medico nelle cosiddette fasce di reperibilità previste.

    L’Inps nel settore privato effettua le visite a campione e può farle indipendentemente dalla richiesta del datore di lavoro che ne ha comunque facoltà in qualsiasi tempo ma a suo totale carico di spesa. Nel settore pubblico la visita fiscale viene disposta dall’Ente di appartenenza con delle modalità ben precise.

    Se dovessi ritenere questa risposta non sufficientemente particolareggiata, dovresti cortesemente farmi sapere a quale tipo di settore lavorativo appartieni. Grazie.
    A presto.

  111. Ciao Daniela, da ciò che scrivi mi sembra di capire che il rapporto intercorrente con il tuo datore di lavoro non presenta attriti nè motivi di eventuali richieste ad hoc di visite fiscali. Però, questo non è precluso all’Inps che a campione può disporre le visite di controllo quando lo ritiene opportuno e per tutto il tempo della malattia.

    Inoltre, per il settore lavorativo privato non è consentito spostarsi dal proprio domicilio se non per effettuare visite specialistiche e altro che potrai trovare in numerose risposte che ho già dato e che potrai leggere in calce al mio post.

    Con il rinnovo del CCNL Metalmeccanici 2013 sono state introdotte diverse novità, normative ed economiche, per quanto riguarda il trattamento di malattia che tiene conto del numero di episodi di malattia nel corso dell’anno solare. Io non conosco la tua situazione precedente e preferisco non entrare nel merito di specifici casi; posso solo dirti che è previsto il pagamento per intero dei primi tre giorni di malattia ma di breve durata (non più di cinque giorni e per non più di tre malattie l’anno). Dalla quarta malattia ci sono altri criteri, sono anche previste delle esclusioni che riguardano eventuali periodi di ricovero, day hospital, ecc.. Ci sono anche delle novità che riguardano il trattamento economico per le malattie prolungate anche in base all’anzianità aziendale. Credo sia opportuno che tu verifichi cosa prevede il tuo contratto.

    Ti auguro una pronta guarigione ed una buona giornata.

  112. Ciao Beppe, la tua “dritta” in merito al rapporto intercorrente con parte della tua amministrazione, è fondamentale.

    Saprai, anche dalla lettura di numerose altre mie risposte in tal senso, che per i lavoratori pubblici la visita fiscale è a discrezione del Dirigente preposto a tale compito, anche se con delle peculiari procedure e la tua preoccupazione nel dover lasciare traccia della tua obbligatoria comunicazione mi sembra un gesto consapevole.

    Il modo migliore per dare comunicazione è il fax (con tanto di ricevuta di trasmissione) o l’e-mail, meglio se certificata, ma non è necessario che lo sia anche la tua.

    Il giorno in cui sarai sottoposto ad intervento chirurgico in day hospital avrai cura di farti rilasciare una certificazione che attesti tale ricovero. Di solito il day hospital è quel tipo di ricovero giornaliero fissato in orario compreso tra le 7,00 e le 17,00 e le dimissioni avvengono con una formale relazione per il medico curante, ebbene, oltre a questa relazione (contenente dati personali sul proprio stato di salute) è sempre il caso di farsi rilasciare la certificazione per l’assenza durante la reperibilità di malattia (con indicato l’orario di permanenza in ospedale) che, laddove la solerzia della tua amministrazione dovesse colpire, ti darà la possibilità di poter documentare e giustificare la tua assenza dal domicilio.

    In merito al successivo obbligo di reperibilità, in quanto dipendente pubblico, vorrei ricordarti tutto ciò che è previsto per tale categoria di lavoratori (comprese eventuali esoneri da reperibilità) e che potrai leggere tra le varie risposte che ho già dato (vorrei chiarire che la scelta di non ripetere le risposte già date non è dovuta a pigrizia ma serve, a mio parere, a rendere meno pedante il sito e meno pesante la sua consultazione. Spero non ti dispiaccia).

    Ti ringrazio per il tuo apprezzamento e ti auguro una buona giornata … oltre ai miei migliori auguri per la tua guarigione.

  113. Sara scrive:

    Buongiorno,
    sono in malattia da oltre due settimane per una cisti al polso e finchè non guarisce non posso lavorare perchè, essendo una cameriera, sarebbe continuamente sotto sforzo e si gonfierebbe. Io lavoro in un’altra città, dove al momento ho il domicilio per la reperibilità dell’INPS, e mi piacerebbe tornare a casa mia per qualche giorno per compilare dei documenti che qui non posso fare. La mia domanda è quindi se posso cambiare il domicilio di reperibilità solo per qualche giorno per poi ritornare al domicilio della città nella quale lavoro adesso.
    Spero di essermi chiarita bene la ringrazio da subito.

  114. gianluca scrive:

    gentilissima pina ,lo scorso 28 aprile ho avuto un incidente con la frattura della tibia sx sono stato operato il 30 aprile x inchiodamento midollare con prognosi rinnovata mese x mese .ora avro”la scadenza della malattia il 28 luglio e dopo controllo medico se avro”il benestare degli ortopedici riprendero” a lavoro , premetto che sono nel servizio privato.i medici mi dicono che devo camminare 2 ore al giorno e/o fare della bicicletta in modo da poter recuperare il muscolo della gamba oramai quasi atrofizzata!mi chiedevo….se avessi una visita fiscale da parte del medico come potrei fare io a poter spiegare la mia non reperibilita” dovendo praticare 2 ore di esercizio su un fondo “sconnesso” come voglliono i medici x poter recuperare in modi breve dovendomi allontanare da casa perche”abito in citta” e impiegando del tempo nello spostarmi? ti faccio i complimenti x il tuo sito lil quale e mol ao d”aiuto a noi cittadini! grazie!!

  115. Ciao Sara, se ritieni di doverti spostare dal domicilio indicato sul certificato medico, devi tenere presente che il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale durante tutta la durata della malattia. Se tale controllo dovesse essere impedito da qualche motivo privo di giustificazione oggettiva, la conseguenza sarebbe l’applicazione di sanzioni in merito.

    Nei casi in cui si verifichi l’effettiva necessità per il lavoratore di dover cambiare il proprio indirizzo di reperibilità, durante il periodo rientrante nella prognosi del certificato, egli dovrà darne tempestivamente e con un congruo anticipo, comunicazione alla Struttura territoriale Inps di appartenenza con le seguenti modalità: PEC, e-mail o per fax. Questo è quanto ha stabilito l’Inps con suo messaggio n. 1290 del 22 gennaio 2013.

    Pertanto, potrai cambiare domicilio senz’altro avendo cura di seguire questi brevi ma necessari passaggi. Dovrai anche indicare il tempo in cui ti fermerai presso l’altra località, trascorso il quale tornerai ad avere la reperibilità all’indirizzo citato nel certificato medico di inizio malattia.

    Ti auguro un buon fine settimana.

  116. Ciao Gianluca, grazie per l’apprezzamento che hai espresso nei confronti del mio sito ma, in merito all’aiuto, dopo la mia risposta, non so se ne sarai ancora convinto!

    Come ho già avuto modo di dire in altre risposte di analogo contenuto, per il settore lavorativo privato ci sono delle limitazioni e delle imposizioni che vanno rispettate.

    Comprendo benissimo il tuo problema e anche la necessità di dover praticare un’attività sportiva o riabilitativa che possa permetterti di recuperare pienamente la funzionalità e la tonicità dell’arto interessato dalla frattura. Purtroppo, però, sono costretta a ribadire che nel settore lavorativo privato vige l’obbligo di reperibilità sempre e comunque, a differenza di quello pubblico che ha delle particolari condizioni di esonero da tale reperibilità.

    L’unica cosa da fare in questi casi è di cercare di gestire al meglio gli spazi liberi tra le varie fasce di reperibilità e, laddove per gli spostamenti necessari per l’esercizio fisico che dovresti andare a fare non ti fosse permesso di rientrare per tempo, mi sa che dovrai accontentarti di una palestra o di una fisioterapia idonea che, tra l’altro, se dovesse svolgersi in orari coincidenti con la reperibilità, ti permetterebbe un esonero (temporaneo) che comunque dovrebbe essere comunicato e documentato.

    Infatti, secondo l’INPS, in merito all’assenza durante la reperibilità per malattia, si è considerati giustificati per:

    “a) visite mediche generiche urgenti, o specialistiche, o di terapia, eseguite presso ambulatori pubblici o comunque autorizzate dalla USL, che non possono essere effettuate in orari diversi da quelli previsti dalle fasce; in questo caso il lavoratore deve farsi rilasciare, il giorno stesso o il primo giorno utile, la documentazione da chi ha effettuato la prestazione, che deve essere consegnata all’INPS;
    b) situazioni in cui è necessaria la presenza del lavoratore fuori di casa per evitare di arrecare gravi danni a sé o ad un componente il nucleo familiare (esempio: convocazione da parte di autorità pubbliche, partecipazione ad esami pubblici, ricoveri ospedalieri o gravi infortuni o funerali di parenti).
    In entrambi i casi l’assenza è giustificata se il lavoratore fa recapitare all’INPS la documentazione entro 10 giorni dalla data dell’assenza.”

    Non mi pare ci sia altra soluzione. Ti auguro di riprenderti presto e tornare in forma come prima. Buon fine settimana.

  117. Cristina scrive:

    Buonasera Pina,
    innanzitutto complimenti per la sua pagina e per la sua disponibilità verso tutti.
    Sono una dipendete di ditta privata e sono in malattia per ernia e lombosciatalgia dal mese di maggio. Settimane fa il peggioramento con corsa in unità spinale dove mi hanno messa in lista per operazione, dolori che non auguro a nessuno e 15 giorni di letto. Ora ho ripreso un pochino e con le stampelle riesco ad alzarmi.
    Ho trovato un fisiatra che mi aiuterebbe nella ripresa. Solo che è in Toscana e io sono in Friuli. Ho letto che devo fare la comunicazione all’INPS per il cambio di domicilio, ma con quanto anticipo devo farla? Può essere utile se specifico lo studio presso quale effettuerò le terapie?
    Visto il viaggio lungo (5/6 ore) devo segnare che in data X e Y sarò lungo il tragitto per andata e ritorno? (o devo viaggiare di notte??)
    Devo comunicare al mio datore di lavoro? Basta verbalmente o c’è bisogno di documentazione?

    Le espongo un altro quesito:
    Il certificato che ho in mano scade il 24/7. Sicuramente ci sarà la continuazione visto che ancora non cammino bene. Il fisiatra mi da disponibilità delle 2 settimane di terapie o dal 22/7 al 02/8 oppure dal 29/7 al 09/8.
    Ora, nella seconda opzione il problema non si pone in quanto con la comunicazione sarei a posto (la prego di indicarmi se devo segnalare altro nella mail all’INPS o se mi sfugge qualcosa).
    Il problema riguarda se nel caso dovessi scegliere, per motivi logistici (chi mi porta giù, chi mi ospita…) la prima opzione. Come posso fare? Potrei andare dal mio medico domani in visita e lui modificare il termine del certificato? Ci sono alternative, possibilità?

    La ringrazio molto per il suo aiuto!

  118. Peppa scrive:

    Buongiorno, sono commessa in un negozio, vorrei sapere, se mi capitasse di ammalarmi, a quale fascia oraria del controllo fiscale della mutua dovrei attenermi.
    E se i dipendenti con contratto a tempo Determinato ancora in prova, hanno diritto all’infortunio. Grazie

  119. roberto scrive:

    Cara dott.sa vorrei chiederle se nel caso di assenza durante le fasce di reperibilità per motivi medici , che ne so per una visita specialistica o per fisioterapia , insomma per cose inereni alla risoluzione del problema medico il datore di lavoro nel caso i cui il medico fiscale non ti abbia trovato in casa può sanzionarti anche con rimprovero scritto

  120. Ciao Cristina, intanto mi spiace molto per il tuo stato di salute che spero possa prestissimo migliorare. In merito alle incombenze burocratiche vediamo cosa si può fare.

    Analogo tuo quesito mi è stato posto da Sara alla quale ho risposto appena il 13 luglio scorso; anche tu, essendo una lavoratrice del settore privato, per spostarti dal domicilio indicato sul certificato medico, indirizzo presso il quale il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile durante tutta la durata della malattia, dovrai dare tempestivamente e con un congruo anticipo, comunicazione alla Struttura territoriale Inps di appartenenza con le seguenti modalità: PEC, e-mail o per fax. Questo è quanto ha stabilito l’Inps con suo messaggio n. 1290 del 22 gennaio 2013.

    Pertanto, potrai cambiare domicilio senz’altro avendo cura di seguire questi brevi ma necessari passaggi. Dovrai anche indicare il tempo in cui ti fermerai presso l’altra località, trascorso il quale tornerai ad avere la reperibilità all’indirizzo citato nel certificato medico di inizio malattia.

    In merito al giorno della tua partenza e del relativo ritorno, considerato che ne farai menzione nella tua comunicazione, sarebbe veramente singolare che la visita la si possa disporre proprio per quel giorno.

    E’ pacifico che per giustificare la tua assenza dal domicilio per l’effettuazione della terapia, dovrai farti rilasciare debita documentazione che attesti la tua presenza in quel luogo e la fascia oraria. Se dovesse servire la dovrai produrre.

    In ordine alla rettifica del certificato di malattia, questa è consentita per modificare un certificato precedentemente inviato. Il medico può variare esclusivamente la data fine malattia anticipandola rispetto a quella precedentemente assegnata. Pertanto il tuo medico di base potrà rilasciarti ulteriore certificato medico di continuazione malattia solo alla scadenza del precedente. Se dovessi trovarti fuori sede dovrai recarti presso una Guardia Medica o Servizio di Continuità Assistenziale notturna e festiva che tra i suoi compiti, può anche rilasciare certificati di malattia, se veramente necessario, per un periodo massimo di tre giorni.

    Per non complicarti la vita e se non ci sono motivi ostativi perché tu possa accettare di fare terapia dal 29 luglio prossimo, io opterei per quest’ultima soluzione, il tuo certificato sarà di durata confacente con la terapia che dovrai effettuare e dovresti solo dare adeguata comunicazione all’Inps, come sopradetto, con preventivo e congruo anticipo, anzi, visto che sai già di dover andare fuori per un periodo già stabilito, nulla vieta che tu possa dare comunicazione, con indicati tutti gli elementi che ti possano rendere “reperibile” anche in altro domicilio cosiddetto occasionale, già dalla data di continuazione della tua malattia.

    Ti auguro una pronta guarigione e, con l’occasione, anche una buona serata.

  121. Cristina scrive:

    Grazie mille Pina per il tuo aiuto!!!!
    Non so cosa dire se non che sono contenta di aver aspettato la tua risposta. Per “come fare per il rinnovo del certificato in altra sede” nelle varie telefonate al call center dell’inps, tre operatori mi hanno detto che poteva farmelo un medico generico di dove mi trovavo a fare le terapie e uno solo che il certificato lo poteva fare solo la guardia medica! ..E mi dici per la durata di tre giorni!! Fatto che non mi avrebbe “coperto” fino alle fine delle terapie.

    Purtroppo devo comunque cambiare i piani in quanto il fisiatra mi ha comunicato che la disponibilità è solo per la prima versione. Perderò tre giorni di terapia ma ho deciso di fare quello che posso (ne ho bisogno). Così il giorno di scadenza (merc 24) vado dal mio medico che mi visiterà e mi rilascerà la continuazione con il domicilio/reperibilità in Toscana. Partirò assieme a mio padre durante la notte in modo da essere in casa per l’orario di controllo. Il nuovo certificato scadrà domenica 4/8, viaggeremo la notte e lunedì sarò dal mio medico per la visita.
    Il problema del viaggio, che ci toccherà farlo la notte rimane, ma almeno sarò a posto per la reperibilità. Che ne pensa?

    Intanto la ringrazio di cuore per avermi risposto e le faccio i complimenti per la disponibilità che da a chi ha bisogno di aiuto!

    Buona serata!!

  122. Grazie a te Cristina per le parole carine.

    Per quanto riguarda la sfacchinata in notturno, suggerirei di essere precisa nella comunicazione all’Inps indicando anche i tempi di percorrenza e dunque le tue assenze dal domicilio durante i due viaggi di andata e ritorno.

    Sarebbe veramente una forzatura se proprio in quei due frangenti l’Inps disponesse la visita fiscale e, a quel punto, la tenterei tutta con un ricorso al Comitato di Controllo Inps, d’altronde avresti la comunicazione analitica inviata per il cambio del domicilio e non credo che avresti difficoltà a superare il problema.

    Resta comunque una tua scelta, comprendo che a volte si vogliano evitare le “rogne”, è comprensibile.

    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  123. Ciao Peppa, le fasce di reperibilità alla visita medica di controllo domiciliare sono state fissate, per l’anno in corso (2013): dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00 di tutti i giorni compresi nella certificazione di malattia, inclusi i festivi, i prefestivi, il sabato, la domenica e tutte le festività nazionali.

    L’assicurazione Inail è obbligatoria per tutti i datori di lavoro che impiegano lavoratori dipendenti e/o parasubordinati nelle attività che la legge italiana riconosce come rischiose. L’assicurazione Inail garantisce il diritto costituzionale alla salute sui luoghi di lavoro attraverso un sistema di tutele che va dagli interventi di prevenzione nei luoghi di lavoro alle prestazioni economiche e sanitarie, alle cure, alla riabilitazione e al reinserimento nella vita sociale e lavorativa. E’ ovvio che, indipendentemente dal tuo periodo di prova, hai diritto all’infortunio.

    Buona giornata.

  124. Ciao Roberto, il mio nome è Pina Teresa, i titoli nel mio sito non sono previsti!

    In merito alla tua domanda, inizio subito col dirti che è possibile che da parte del datore di lavoro vi sia una contestazione disciplinare per assenza a visita di controllo medico, ma nei termini che seguono.

    Giacchè l’Inps comunica al datore di lavoro la tua assenza a visita di controllo (che fino a tua giustificazione oggettiva non è dato sapere per quale motivazione ti sia potuto assentare dal domicilio), la ditta, ai sensi e per gli effetti dell’art. 7 delle legge 300 del 20.05.1970 e di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Categoria applicato, potrebbe chiederti di fornire adeguate e comprovate giustificazioni riguardo all’assenza riscontrata e comunicata dall’Inps. E’ possibile che, laddove la giustificazione non sia adeguatamente motivata e supportata da elementi concludenti, il datore di lavoro possa assumere provvedimenti disciplinari del caso.

    Se dovesse il datore di lavoro ritenere il comportamento da te posto in essere rientrante tra quelli sanzionabili ai fini disciplinari, potrebbe irrogare delle sanzioni disciplinari. Nulla vieta che tu possa farti assistere da un rappresentante sindacale, così come previsto dall’art. 7 della legge sopra citata che, per opportunità, trascrivo qui di seguito:

    “20 maggio 1970, n. 300 – Titolo I Della libertà e dignità del lavoratore: Sanzioni disciplinari
    Le norme disciplinari relative alle sanzioni, alle infrazioni in relazione alle quali ciascuna di esse può essere applicata ed alle procedure di contestazione delle stesse, devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti. Esse devono applicare quanto in materia è stabilito da accordi e contratti di lavoro ove esistano.
    Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa.
    Il lavoratore potrà farsi assistere da un rappresentante dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato.
    Fermo restando quanto disposto dalla legge 15 luglio 1966, n. 604 , non possono essere disposte sanzioni disciplinari che comportino mutamenti definitivi del rapporto di lavoro; inoltre la multa non può essere disposta per un importo superiore a quattro ore della retribuzione base e la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per più di dieci giorni.
    In ogni caso, i provvedimenti disciplinari più gravi del rimprovero verbale non possono essere applicati prima che siano trascorsi cinque giorni dalla contestazione per iscritto del fatto che vi ha dato causa.
    Salvo analoghe procedure previste dai contratti collettivi di lavoro e ferma restando la facoltà di adire l’autorità giudiziaria, il lavoratore al quale sia stata applicata una sanzione disciplinare può promuovere, nei venti giorni successivi, anche per mezzo dell’associazione alla quale sia iscritto ovvero conferisca mandato, la costituzione, tramite l’ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione, di un collegio di conciliazione ed arbitrato, composto da un rappresentante di ciascuna delle parti e da un terzo membro scelto di comune accordo o, in difetto di accordo, nominato dal direttore dell’ufficio del lavoro. La sanzione disciplinare resta sospesa fino alla pronuncia da parte del collegio.
    Qualora il datore di lavoro non provveda, entro dieci giorni dall’invito rivoltogli dall’ufficio del lavoro, a nominare il proprio rappresentante in seno al collegio di cui al comma precedente, la sanzione disciplinare non ha effetto. Se il datore di lavoro adisce l’autorità giudiziaria, la sanzione disciplinare resta sospesa fino alla definizione del giudizio.
    Non può tenersi conto ad alcun effetto delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.”

    Spero di esserti stata utile. Ti auguro una buona giornata.

  125. Cristina scrive:

    Ciao Pina!
    Quindi dici che è meglio se faccio lo stesso una comunicazione all’Inps, dove dico che il nuovo certificato emesso riporta il nuovo domicilio di reperibilità, che si trova in altra regione e che chiedo di considerare che tale e tale giorno (o parte di esso) sarà destinato al viaggio?
    ..Hai detto giusto. decidevo di viaggiare la notte, per evitare “rogne”…
    Sai, non conoscendo bene tutti gli aspetti uno che ci tiene si fa un po’ di “paranoie”… e magari si finisce di chiedere cose ovvie o già chieste ma questo è dato dall’insicurezza in cui ci si muove in questo ambiente..
    Ti ringrazio nuovamente moltissimo!

    Buona giornata!!!

  126. Peppa scrive:

    Pina, grazie molte per la sua disponibilità!

  127. Monia scrive:

    Salve, lavoro nel settore metalmeccanico, volevo sapere se durante il periodo di malattia mi devo assentare per medicazione in ospedale proprio nell’orario del controllo fiscale, sono tenuta ad avvisare il datore di lavoro prima di assentarmi o eventuali visite fiscali vanno giustificate solo alla asl dopo la notifica di mancata reperibilità? È giusto quindi farsi rilasciare un giustificativo dal medico per motivare l’assenza in qualsiasi caso. Grazie per la gentile attenzione.

  128. Ciao Cristina, penso sia sempre meglio abbondare, soprattutto in ciò che potrebbe tornarti utile se dovesse nascere una controversia. Cerca di essere più precisa possibile, potresti risultare pedante e pesante ma non ti preoccupare, il reale intento della tua pignoleria lo sai tu (e pure io!).

    Fai anche bene a non tralasciare nulla, indipendentemente da una sapiente conoscenza; sai, a volte puoi anche essere preparata in materia ma avendo a che fare con la pubblica amministrazione e anche con una giustizia … definiamola poco equa e a volte anche illogica e contraddittoria, la prudenza non è mai troppa.

    Per qualsiasi cosa dovessi ritenere di volerti rivolgere a me, fai pure, l’intento di questo mio sito è proprio questo.
    A presto.

  129. Ciao Monia, un analogo quesito mi è stato già posto da altri lettore, ti segnalo la mia risposta data a Fabrizio in data 5 luglio 2013 e ancora prima a Carlo il 26 giugno scorso.

    Per essere sempre in grado di poter giustificare l’assenza a visita di controllo durante le fasce di reperibilità, è sempre consigliabile farsi rilasciare delle attestazioni dal medico o dalla struttura privata dove ci si è recati.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  130. Cristina scrive:

    Grazie mille per la pazienza ed il tuo aiuto.
    Ho deciso che invierò mail di comunicazione (meglio abbondare, come giustamente dici) alla sede della mia città ed in copia a quella di dove mi recerò!
    Ti ringrazio di nuovo!!
    Cristina

  131. Paolo scrive:

    Buongiorno Pina,

    ho già chiesto un chiarimento tempo fa e ringrazio ancora. Nel frattempo ho un nuovo quesito. Sento l’esigenza, dopo mesi di malattia INPS (opero nel privato), di cambiare aria per una decina di giorni, di andare in un luogo meno caldo rispetto al mio domicilio attuale, facendo coincidere questo spostamento con i giorni di ferie della mia compagna. Ho letto Tue risposte precedenti relative all’argomento e facevi riferimento al “pregiudizio” che potrebbe esserci da parte del datore di lavoro che ha già, tra l’altro, inviato visite fiscali nonostante la copiosa documentazione medica.

    Il “pregiudizio” immagino sia un problema di chi c’è l’ha. Sbaglio? Nel frattempo vorrei agire rispettando tutti i paletti imposti per il trasferimento temporaneo del domicilio in una casa fuori città. Conviene la raccomandata A/R a INPS e datore? Se la prosecuzione di malattia, come nel mio caso, e’ di un mese, questa parentesi di domicilio inficia qualcosa?

    Ancora grazie per l’aiuto e la consueta chiarezza e amicizia.

    Paolo

  132. Ciao Paolo, ho riletto la nostra precedente corrispondenza per una “rinfrescata” e, a proposito di fresco, posso capire la tua esigenza di spostarti in altra località.

    In quanto lavoratore del settore privato puoi farlo, ma tieni sempre a mente che l’Inps, anche nel suo messaggio n. 1290 del 2013, con cui ha impartito disposizioni per le modalità di comunicazione del nuovo domicilio, in merito a quest’ultimo si esprime con una espressione a dir poco lapidaria, tipo: “I soggetti interessati sono solo i lavoratori del settore privato, aventi diritto all’indennità di malattia, che necessitano di risiedere, durante il periodo di prognosi, presso un domicilio diverso da quello comunicato nel certificato medico”. E’ quel “necessitano” che deve trovare la giusta interpretazione. Se decido di andarmene in uno stabilimento balneare o in albergo in montagna per trascorrere delle pseudo vacanze, è ovvio che quel “pregiudizio” che citi non tarderebbe ad emergere. Se decido di andare in un’altra mia abitazione fuori città o presso parenti che potrebbero darmi un sostegno fisico e morale … il discorso cambia. Questo bisogna tenerlo in considerazione (a buon intenditor …).

    Se il lavoratore viene a sapere di un suo trasferimento (voluto o indotto dalle circostanze) in altro domicilio, diverso da quello indicato sul certificato medico di inizio malattia inteso a rendere fattibile la visita fiscale da parte del medico di controllo durante le fasce orarie di reperibilità, il tempo che si rende necessario per la comunicazione a terzi è quello entro il quale lui stesso ne viene a conoscenza.

    La congruità del termine di comunicazione sta nel buon senso e nel rendere possibile il controllo dello stato di malattia non vanificandone lo scopo: verificare l’effettiva temporanea incapacità lavorativa del dipendente. D’altronde, la legge è chiara e il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale durante tutta la durata della malattia. Se tale controllo dovesse essere impedito da qualche motivo privo di giustificazione oggettiva, potrebbe avere poi i risvolti di cui abbiamo già parlato, e complicarci la vita non mi sembra il caso.

    Inoltre, vorrei ancora sottolineare la responsabilità del lavoratore anche in merito alle informazioni relative al diverso domicilio che dev’essere completo di numero civico e codice di avviamento postale, frazione, contrada, cognome presso cui si è trasferito, ecc..

    Circa gli strumenti da utilizzare per tale comunicazione, nei casi in cui si verifichi l’effettiva necessità per il lavoratore di dover cambiare il proprio indirizzo di reperibilità, durante il periodo rientrante nella prognosi del certificato, egli dovrà darne tempestivamente, con congruo anticipo, comunicazione alla Struttura territoriale Inps di appartenenza con le seguenti modalità: PEC, e-mail o per fax. Questo è quanto ha stabilito l’Inps con suo messaggio n. 1290/2013 e di cui ho scritto sopra.

    Se si usa la posta elettronica, l’e-mail va indirizzata a “medicolegale.NOMESEDE@inps.it”, avendo cura di mettere al posto di “NOMESEDE” la sede territoriale dell’Inps competente (si può verificare la competenza Inps sul suo sito alla voce “Le Sedi Inps”, “Ricerca Testuale”.

    Se si usa il fax e non si conosce il numero della Sede competente, basta andare sul sito dell’Inps alla voce “Le Sedi Inps”, “Ricerca Testuale” e in fondo alla pagina che si aprirà troverai scritto “Malattia: comunicazione cambio reperibilità”; il fax indicato è quello al quale dovrai inviare il cambio di domicilio.

    Insomma, la gamma di strumenti di comunicazione, che tra l’altro ti consente di avere ricevuta dell’avvenuta trasmissione dei dati, è discretamente vasta, non sono contemplati gli sms (che invece usa senza colpo ferire l’Inps per alcune sue comunicazioni), ma se ci pensassero non sarebbe male: veloci, pratici, sintetici!

    Per il prosieguo della tua pratica il cambio di domicilio durante la malattia non avrà alcuna influenza.

    Spero di essere riuscita a fugare i tuoi dubbi. Ti auguro una buona serata.

  133. Paolo scrive:

    Ancora grazie per le puntuali informazioni. Chiara come sempre!

  134. ivan scrive:

    salve.io faccio il magazziniere in un settore privato.da un puo di tempo o sentito dei forti dolori alla schiena.ho fatto la risonanza magnetica e mi hanno trovato una protrusione discale.sono in malattia da un mese per le cure(la chiropratica esattamente)…adesso devo farmi rinnovare il certificato per malattia ma il mio medico curante si rifiuta perche mi sto curando per via dei medici privati e mi manda ad inps per ulteriori info.cosa mi succede se entro il venerdi non riesco ad avere il certificato per malattie…

  135. Elisa scrive:

    Ciao Pina,
    ho letto con attenzione la tua pagina e non posso che unirmi a chi prima di me ti ha ringraziato e si è complimentato per la precisione e la chiarezza delle tue risposte.
    Sono una dipendente della pubblica amministrazione attualmente in malattia per una depressione reattiva dovuta in gran parte a stress causato dal mio posto di lavoro. Lo specialista che mi ha in cura oltre alla terapia farmacologica mi ha rilasciato un certificato in cui dichiara che a fini terapeutici posso assentarmi dal mio domicilio senza restrizioni orarie. Questa certificazione è sufficiente per giustificare una mia assenza o sono tenuta a rispettare la fascia oraria 9/13 15/18 finchè non sarà richiesta la visita fiscale dal mio ufficio? Nel dubbio sto rimanendo a casa anche se questa limitazione mi crea malessere ulteriore.
    Grazie ancora per il tempo che vorrai dedicarmi , ti auguro una buona giornata

  136. Ciao Ivan, scusa ma non riesco a comprendere quale possa essere il problema del tuo medico curante a rilasciare certificato medico di malattia per la motivazione da te addotta: “perché mi sto curando per via dei medici privati”.

    A lui, tranne che non abbia fondati motivi per ritenere la tua patologia “dubbia”, è sufficiente che tu produca le relazioni mediche, private o pubbliche che siano, che attestino la tua patologia, lui non dovrà fare altro che attenersi a ciò che quella patologia prescrive ed individuare la giusta prognosi perché tu possa rimetterti e tornare al lavoro.

    Non vorrei aver capito male il tuo quesito, ma se le cose stanno così, non c’è proprio motivo perché il medico si rifiuti di concederti altro periodo di malattia, magari lo farà per periodi brevi, in modo tale da verificare una tua ripresa, ma sembra fuori da ogni logica che si assuma la responsabilità, se non è certo di ciò che sostiene, di farti riprendere il lavoro rischiando di farti stare peggio!

    Se dovesse proprio essere irremovibile … beh, con questo caldo, questa umidità e il problema che già accusi tu, sfido a non credere che ti si possa essere acutizzato il dolore!!! E’ chiaro? Sei tu che hai il dolore, lui può accertare e certificare solo ciò che è visibile e ciò che dichiara il paziente! Altrimenti fagli assumere la sua responsabilità facendogli dichiarare per iscritto che sei guarito e che puoi tornare tranquillamente a svolgere le tue mansioni lavorative.

    Se una simile presa di posizione, tra l’altro non suffragata da motivi validi per tale diniego, dovesse riguardare me … cambierei medico e mi farei seguire da uno più fiducioso nelle mie dichiarazioni, rese sicuramente in buona fede, e anche nelle relazioni mediche che, se veritiere, non mi pare possano dare adito ad interpretazioni soggettive.

    Mi farebbe piacere sapere come va a finire. Intanto ti auguro una buona serata.

  137. Ciao Elisa, intanto ti ringrazio per le parole carine espresse nei confronti del mio sito e passo subito alla tua domanda.

    Inizio col dirti che, come saprai già, i soli dipendenti pubblici, così come sancito con Decreto 18 dicembre 2009, n. 206 – Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia -, sono esclusi dall’obbligo di reperibilità nei seguenti casi:

    “1. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
    a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    b) infortuni sul lavoro;
    c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
    d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
    2. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato”.

    Inoltre, con la manovra finanziaria, il comma 9 dell’art. 16 del Decreto Legge 6 luglio 2011, n. 98 (convertito nella Legge 111 giorno 16 luglio), ha eliminato l’obbligatorietà dell’accertamento della malattia per i dipendenti pubblici, che così diventa a discrezione del dirigente.

    Pertanto, essendo questo un compito demandato al tuo datore di lavoro (pubblico appunto) e a totale sue spese, di solito, a meno di non essere ai ferri corti, la visita fiscale non la dispone, maggiormente se il lavoratore non è avvezzo a comportamenti scorretti o che potrebbero dare adito ad interpretazioni.

    L’articolo sopra citato, per meglio comprenderci, si esprime come segue:

    “Il comma 5 dell’articolo 5-septies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è sostituito dai seguenti: “5. Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. 5-bis. Le fasce orarie di reperibilità entro le quali devono essere effettuate le visite di controllo e il regime delle esenzioni dalla reperibilità sono stabiliti con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione. Qualora il dipendente debba allontanarsi dall’indirizzo comunicato durante le fasce di reperibilità per effettuare visite mediche, prestazioni o accertamenti specialistici o per altri giustificati motivi, che devono essere, a richiesta, documentati, è tenuto a darne preventiva comunicazione all’amministrazione. 5-ter. Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.”

    Inoltre, in merito ai dubbi insorti sull’obbligatorietà delle visite fiscali in caso di esenzione dalla reperibilità del dipendente, si è espresso il Dipartimento della Funzione Pubblica con il parere n. 12567 del 15 marzo 2010 che, tra le altre cose, ha chiarito che esistono degli elementi di flessibilità al fine di valutare l’esigenza di controllo nell’ottica di non aggravare la spesa pubblica.

    Invero, La Pubblica Amministrazione, nel valutare la visita fiscale di controllo per i soggetti con patologie gravi, deve essere in possesso di tutta la documentazione formale. In questo caso ai fini dell’esenzione dalle fasce di reperibilità è necessario che il dipendente sia in possesso di idonea certificazione medica che attesti che l’assenza è riconducibile ad una delle fattispecie di cui al D.M. n. 206 del 2009 che ho riportato sopra.

    Considerato che a rilasciarti il certificato – in cui dichiara che a fini terapeutici puoi assentarti dal tuo domicilio senza restrizioni orarie – è stato lo specialista che ti ha in cura, potresti intanto produrre questo certificato alla tua amministrazione, così la documenti e la metti nelle condizioni di essere a conoscenza del tuo stato patologico e anche della terapia che lo specialista ha meglio individuato per la tua ripresa e, a rigor di logica, questo dovrebbe dissuaderli dal disporre una visita fiscale. Ed ancora, visto che al medico curante che rilascia il certificato di malattia è consentito indicare nella diagnosi se ricorre una patologia grave che richiede terapia salvavita o una malattia per la quale è riconosciuta la causa di servizio o uno stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta, produci la certificazione dello specialista così che la possa riportare quale motivo di giustificazione per l’eventuale assenza dal domicilio.

    La suddetta circolare del 15 marzo 2010 recita pure:

    “Le ipotesi di esclusione sono quindi motivate da un’esigenza di economicità dell’azione amministrativa; infatti, mediante la norma si evita una duplicazione di attività, lì dove un accertamento è stato già effettuato ovvero una conoscenza già acquisita, e si evitano accessi al domicilio o appuntamenti ambulatoriali infruttuosi, in presenza di patologie gravi che richiedono frequenti visite specialistiche e terapie cicliche con pesanti esiti patologici.
    Per quanto riguarda i casi di cui al comma 1 dell’art. 2 del decreto ministeriale, l’amministrazione può riconoscere la sussistenza del regime di esenzione solo quando la stessa è in possesso della necessaria documentazione formale, consistente nella documentazione relativa alla causa di servizio, all’accertamento legale dell’invalidità, alla denuncia di infortunio e nel certificato di malattia che giustifica l’assenza dal servizio e che indica la causa di esenzione”.

    Che io sappia, se non vi sono i presupposti di esenzione previsti nel D.M. n. 206 del 2009, non ci sono altre motivazione che possano giustificare l’assenza a visita fiscale durante le fasce orarie di reperibilità per malattia ma, in base al tipo di rapporto che intercorre con la tua amministrazione, potresti sempre chiedere a loro se una simile giustificazione potrebbe indurli a considerare la tua malattia meritevole del suddetto esonero, d’altronde, dipende solo ed unicamente da loro disporre il controllo.

    Non ti ho chiesto se hai mai avanzato domanda di invalidità per il tuo stato di salute. Visto che non è indicato da nessuna parte che la percentuale eventualmente riconosciuta debba essere del 100%, potrebbe essere questo un motivo di “malattia per la quale è riconosciuta la causa di servizio o uno stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta”. Valuta tu.
    Spero tu ti riprenda presto. Ti auguro una buona giornata.

  138. francesco fusco scrive:

    Buongiorno,gentilissima Pina,avrei bisogno di un chiarimento,lavoro nel settore privato, sono in malattia praticamente da circa 3 mesi (infarto al miocardio e relativa angiografia e 5 angioplastiche) le ho già scritto in passato, ho inviato 2 certificati all’inps di 30 giorni ciascuno e in ultimo uno da 10 giorni praticamente a tutto il 31 luglio.
    Le chiedo,domenica prossima dovrei assentarmi per mezza giornata per motivi famigliari( nulla di grave x intenderci ma non posso farne a meno) in caso di visita e conseguenza assenza perderei il diritto a qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia e nella misura del 50% dal primo certificato di malattia o partendo praticamente dall” ultimo inviato ?
    Sembra assurdo e paradossale. in due mesi non si è visto nessun medico e ad appena 3 giorni dal ritorno al lavoro possa esserci un eventuale controllo, ma il timore c’è.
    Grazie anticipate x la gentilissima sua risposta.
    Francesco

  139. Ciao Francesco, mi dispiace che ancora non ti sia ripreso del tutto ma, in merito alla tua domanda, non è necessario che tu perda nulla.

    Visto che hai la necessità di doverti spostare per un giorno che già sai, sarà sufficiente che tu dia preventiva comunicazione (indicando specificatamente da quando a quando ti sposti e dunque anche del tuo rientro al precedente domicilio) così come ho già spiegato nella risposta data a Paolo il 22 luglio scorso. Se qualcosa non dovesse esserti chiara … rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione.
    Ti auguro una buona serata.

  140. Simone scrive:

    Buongiorno,Il 26/06/2013 sono stato sottoposto ad un intervento di osteotomia alla tibia,l’ortopedico mi ha prescritto 90 giorni di riposo,ora avendo la famiglia che va al mare ed io essendo in malattia posso spostare la reperibilità presso una struttura balneare,rimanendo sempre comunque a disposizione negli orari di controllo?

  141. Ciao Simone, in merito ad un simile quesito ho già risposto in data 31 maggio 2013 a Leonardo. Se desideri avere ulteriori chiarimenti, sarebbe almeno il caso di sapere se il tuo settore lavorativo è privato o pubblico.
    Buona serata.

  142. Simone scrive:

    E’ vero il caso e’ simile,comunque lavoro nel settore privato e non ci avevo pensato che potessero sorgere dei pregiudizi con l’azienda,sara’ opportuno che rimanga a casa anche se al mare ci sarei andato per stare vicino alla famiglia,e’ difficile pensare che una persona con le stampelle vada per divertirsi.Forse gli ispettori sanitari su queste tipologie di inabilita’ potrebbero essere piu’ tolleranti.
    Ciao Pina e grazie del consiglio

  143. Iva scrive:

    Scusa, vorrei un chiarimento su malattia: Mi sono infortunata un dito nel lavoro, ma non ho fatto presente a nessuno, pensavo che fosse una cosa da poco, dopo 5 giorni sono andata al pronto soccorso e mi hanno dato 10 giorni di malattia. Non ho messo in infortunio ho sbagliato? Ancora mi fa male e devo ritornare al Pronto soccorso.. Se può cambiare da malattia a infortunio? Vale la pena? Mi chiederanno come mai non ho detto prima? Ma non mi hanno chiesto dove mi sono fatta male ma solamente se è stato qualcuno a farmi male e in verità mi sono fatta male da sola spostando una persona dalla carrozzina al letto. Lavoro nel privato, cooperativa. Grazie anticipatamente

  144. paolo scrive:

    salve signora Lontri desidererei gentilmente sapere da Lei a quali sanzioni vado incontro avendo il mio medico di base sbagliato ad inviare il certificato di malattia all inps non con i mie dati (nome cognome ecc…) ma quelli di un altra persona.
    tengo a precisare che sono un pubblico dipendente. la ringrazio

  145. paolo scrive:

    Gentilissima signora Lontri, sono un dipendente pubblico (provincia). Convocato alle ore 8 presso l’ospedale civile di altra città per un intervento ambulatoriale, a fine intervento (ore 8,30) mi sono fatto consegnare la certificazione di prestazione resa dala struttura sanitaria. L’attestazione non riporta la patologia in atto ma solo la prestazione resa e specifica data e ora. Ho presentato richiesta di computo come giorno di malattia ai sensi dell’art. 55-septies comma 5ter D.lgs 165/01. La mia amministrazione ne eccepisce la validità, e sostiene che si debba desumere che lo stato patologico in atto comporti un’incapacità lavorativa per l’intera giornata. E’ corretta questa interpretazione? Grazie

  146. giuseppe scrive:

    Salve,sono un dipendenete pubblico,ho ricevuto l’invito della mia amm.ne a presentare giustificazioni per un visita fiscale dove il referto del medico dell’asl diceva che non era possibile accertare la visita perche’ a suo dire il citofono non rispondevo e i cancelli erano chiusi,abito in un parco privato non in un bunker.Io non ne ero a conoscenza se non dopo aver visto il referto inviato via posta,cosa posso fare?è obbligato a lasciarmi la comunicazione,grazie .

  147. Ciao Iva, in effetti quando ci si reca al pronto soccorso dopo aver subìto una causa violenta o traumatica sul posto di lavoro, dev’essere il lavoratore a farlo presente ai sanitari perché possano certificare anche l’incapacità al lavoro conseguente all’evento e redigere il primo certificato medico da presentare o inviare subito al datore di lavoro.

    Inoltre, di solito, quando si verifica un infortunio sul lavoro, il datore di lavoro dev’essere tempestivamente messo a conoscenza dell’accaduto, sia che questo richieda un intervento del pronto soccorso sia che si tratti di un infortunio di lieve entità. Se questo è comunicato in ritardo o viene inviato in ritardo il certificato medico al datore di lavoro, il lavoratore perde il diritto all’indennità di temporanea per i giorni antecedenti alla tardata comunicazione.

    Da ciò che riferisci, mi sembra di capire che tu in quell’occasione non abbia nemmeno abbandonato il posto di lavoro e abbia continuato il tuo turno; ebbene, anche in quel caso avresti dovuto informare il tuo datore di lavoro che, comunque, dopo i tre giorni di cosiddetta franchigia, se il problema persiste e viene documentato con certificato medico, deve presentare la denuncia all’Inail.

    Diciamo che hai condotto la questione non da “manuale”. Ora io non conosco bene la tua situazione e non saprei, visti i tempi trascorsi dall’infortunio (ti saresti recata al pronto soccorso ben cinque giorni dopo) cosa ti sia più utile fare, posso solo suggerirti di chiedere nel dettaglio e con documenti alla mano ad un Patronato della tua città perché ti possa dare maggiori informazioni. Non conoscendo tutti gli atti non ritengo opportuno darti delle indicazioni che poi potrebbero rivelarsi delle mere congetture. Diversamente potrà fare il Patronato al quale porterai in visione tutta la documentazione che ti riguarda.

    Ti auguro una buona giornata.

  148. Iva scrive:

    Grazie sig.ra Lontri. In effetti ho sbagliato io non avvisare subito che è stato un infortunio sul lavoro e anche quando mi sono recata in pronto soccorso. Comunque serve di esperienza, espero che non mi succeda un’altra volta ma caso contrario sarò attenta. E’ stata la prima vota che mi era successo sono rimasta un pò confusa. Però adesso ho capito.

    Grazie mille dal suo chiarimento. E’ buono avere delle brave persone che si ne intendo e ci danno anche del suo loro tempo per aiutare che ne ha bisogno.

  149. Ciao Paolo, del certificato di malattia, trasmesso telematicamente dal tuo medico, tu dovresti di norma avere il numero di protocollo e, a richiesta, l’invio alla propria email e/o la copia cartacea che consente di accertarsi dell’esattezza dei dati inseriti per evitare sanzioni e problemi di reperibilità, visto che è un obbligo affidato al lavoratore verifica i propri dati anagrafici, il domicilio e, soprattutto appunto, l’indirizzo ai fini della reperibilità se dovesse essere diversa da quello in possesso della tua amministrazione e/o dell’Inps.

    Con questo voglio dire che la responsabilità circa la correttezza di queste informazioni ricade unicamente sul lavoratore comportando anche la perdita della indennità economica.

    Io non so esattamente dopo quanto tempo tu abbia appreso di questo errore, ma qualunque problematica abbia interessato la compilazione del certificato di malattia da parte del medico di base, quest’ultimo avrebbe potuto o potrà contattare l’INPS tramite gli strumenti a sua disposizione (indirizzo email, numeri telefonici o altro) segnalando il proprio recapito telefonico per essere ricontattato. Di solito questo accade nel più breve tempo possibile e compatibilmente con gli orari di studio del medico in questione già a conoscenza dell’Istituto.

    Anche se la legge obbliga il lavoratore a tale “supervisione”, credo che errare sia umano e, se lo stesso medico avvalorerà la tua estraneità ai fatti, non vedo il motivo per il quale ci dovrebbe essere un certo accanimento nei tuoi confronti.

    Spero che intanto tu abbia fatto presente questo errore anagrafico alla tua amministrazione che, vorrei ricordarti, avendo la discrezionalità sulla disposizione della visita di controllo, così come ho più volte avuto modo di scrivere in merito, a meno di non voler … infierire, potrebbe anche soprassedere.

    Mi piacerebbe sapere come andrà a finire questa vicenda. Grazie. Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  150. Ciao Paolo, dagli elementi in mio possesso non riesco a darti una risposta che io possa ritenere certa. Pertanto, sarebbe opportuno sapere come hai preventivamente gestito il giorno in cui sei stato convocato per l’intervento: hai telefonato alla tua amministrazione per comunicare la tua assenza dal lavoro per malattia o cosa? In base a quale criterio o dato certo la tua amministrazione ritiene che tu abbia avuto un’incapacità lavorativa per l’intera giornata? Ha forse avuto contezza del tipo di intervento?
    Se ritieni utile darmi qualche ulteriore dettaglio, potrei evitare di congetturare una risposta!
    A presto.

  151. Ciao Giuseppe, il medico di controllo è obbligato a lasciare la comunicazione se è in grado di avere gli elementi per poterlo fare: certezza dei dati riportati sul certificato di malattia, ovvero via, interno, contrada, zona, nome sul citofono, cassetta postale, eventuale portineria, ecc.. Elementi che devono essere inequivocabili e che non inducano in errore.

    Questa premessa muove da un fattore importante: la responsabilità dei dati riportati sul certificato di malattia, particolarmente quelli che riguardano l’indirizzo indicato per le visite fiscali durante le fasce orarie di reperibilità, è unicamente attribuita al lavoratore che addirittura deve prestare attenzione anche su ciò che scrive il medico di base sul certificato che invia telematicamente e di cui, suggerisco sempre, di farsi dare copia proprio per controllare eventuali errori o omissioni che poi potrebbero invalidare la visita fiscale con le conseguenziali sanzioni.

    A questo punto non ti resta che fornire le tue giustificazioni scritte tenendo presente eventuali dichiarazioni già rese verbalmente in merito a questo evento e, se ancora non le hai date, cerca di leggere alcune risposte che ho dato ad altri lettori e magari … prendi spunto per venirne fuori. Mi sembra di capire che tra te e la tua amministrazione non ci sia un clima … disteso e pertanto pondererei bene la risposta (sicuro di non aver avuto la febbre alta e di non aver sentito il citofono quel giorno?). Ti suggerisco di leggere qualche mia precedente risposta in merito a questo argomento!
    Ti auguro una buona serata.

  152. Barbara scrive:

    Buonasera, sono una commessa di negozio 5° livello nel settore Alimentare (artigianato). Ho terminato il periodo di comporto, ed ho ricevuto una lettera dal datore di lavoro che dice di mantenere il mio posto di lavoro come da legge. Avendo inviato il certificato medico, devo rispettare gli orari?

  153. paolo scrive:

    Ho saputo della convocazione solo tre giorni prima di venerdì 28, data fissata dall’OC di Cesena per l’intervento ambulatoriale (escissione di carcinoma basocellulare). Non essendo al corrente della possibilità prevista dall’art.55septies, ho provveduto a informare il mio ufficio dell’assenza, presentando subito domanda di permesso retribuito per motivi personali (art. 19 CCNL). Poi mia moglie, dipendente AUSL e convocata insieme a me lo stesso giorno (ebbene sì, facciamo le operazioni familiari…) mi ha detto che potevo farmi riconoscere il giorno come malattia, a semplice attestazione medica come giustificativo. E infatti a lei, con identica attestazione del chirurgo, la sua amministrazione ha riconosciuto il giorno di malattia. Sulla base di tanto ho presentato l’attestazione accompagnata da una nota con la quale chiedevo l’attribuzione a malattia del giorno e il contestuale annullamento della precedente richiesta di permesso art. 19. Il mio ufficio personale, invece, obietta che l’attestazione riporta data e ora dell’intervento – ossia dalle 8,00 alle 8,30 – e sostiene, perché l’assenza sia riconducibile a malattia, che si debba desumere dalla stessa attestazione come lo stato patologico in atto comporti una mia incapacità lavorativa per l’intera giornata. Ho cercato di spiegare alla mia collega che la circolare DFP del 21.11.11 dice chiaramente “al fine dell’imputazione dell’assenza a malattia sarà sufficiente che il dipendente produca l’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privata, che ha svolto la visita o la prestazione, a prescindere dalla circostanza che queste siano connesse ad una patologia in atto”, ma non c’è stato verso. Mi ha suggerito di farmi fare un certificato dal mio medico di base, oppure di avere un’attestazione depurata dell’orario di effettuazione dell’intervento. Grazie della tua risposta e vivi apprezzamenti per la utilità del tuo blog. Paolo

  154. Ciao Barbara, ti suggerisco intanto di verificare il Contratto che ti viene applicato e controllare l’articolo di questo che tratta l’argomento relativo all’aspettativa non retribuita per malattia, perché ritengo si tratti di questo.

    Se ho capito qual è il tuo Contratto di appartenenza, l’art. 46 di questo dice, tra le altre cose: “Le parti convengono che a fronte di malattie gravi e certificate, l’azienda possa concedere su richiesta scritta del lavoratore un periodo di aspettativa non superiore a 3 mesi, senza maturazione di alcun istituto contrattuale”. Mi sembra che tu non l’abbia nemmeno dovuto chiedere ma ti è stato concesso direttamente dalla tua azienda; ho capito bene?

    In merito al rispetto degli orari di reperibilità, il lavoratore deve osservarli – per consentire l’effettuazione dei controlli disposti dall’INPS d’ufficio o su richiesta del datore di lavoro – durante il periodo in cui percepisce l’indennità di malattia.
    Ti auguro una buona serata.

  155. Barbara scrive:

    Buonasera, io non ho richiesto nessuna aspettativa. Il foglio parla di una conservazione del posto come previsto da legge senza percepire stipendio.

  156. La conservazione del posto di lavoro dopo il periodo di malattia consentito contrattualmente, il cosiddetto periodo di comporto, è da ritenersi aspettativa non retribuita per malattia. Verifica il CCNL che ti viene applicato.

  157. nunzia scrive:

    Se faccio malattia e viene il medico fiscale in cui conferma la mia patologia e i giorni datomi dal medico di base…posso prolungare il certificato se ancora non stò bene?…Il medico fiscale può venire di nuovo con la stessa patologia(lombo-sciatalgia)? Tenga presente che ho diverse ernie al disco e discopatie varie, più ho la fibro-mialgia, ipertensione ecc. sono invalida civile al 73 per cento per queste patologie e ho la L.104. Faccio l’ausiliaria specializzata in ospedale, sono stata esonerata da ogni tipo di peso(mi fanno comunque prendere le barelle e i pesi)…da poco ho fatto la causa di servizio in cui l’Azienda ha riconosciuto la concausa ed ora è in fase di giudizio da Roma….DOMANDA: E’ OBBLIGATO IL MEDICO FISCALE A VENIRE PER QUESTE PATOLOGIE? Io vivo da sola e se stò male chi mi aiuta, se devo comprare le medicine o qualcosa di importante…Spero che ha capito la mia situazione e possa darmi un consiglio di come comportarmi…grazie.

  158. Barbara scrive:

    Ccnl applicato: Alimentari ( artigianato). Avendo inviato il certificato di malattia, mi devo attenere agli orari o ricevuta la lettera decade tutto? Cioè, visto che non sono retribuita ne dall’inps ne dal mio datore di lavoro posso ricevere visita fiscale?

  159. lisa zamuner scrive:

    buon giorno, vorrei risolvere un problema che mi è sorto in questi giorni, visto che anche dal call center inps mi danno risposte diverse a seconda dell’operatore che mi risponde… attualmente sono in malattia, la mia ginecologa mi sta preparando i documenti per l’interdizione anticipata dal lavoro in quanto ho una gravidanza a rischio. la mia domanda è: sarò sottoposta ai controlli fiscali x tutti i mesi a venire finchè non entrerò in maternità obbligatoria??? non riesco ad avere una risposta sicura nemmeno dagli operatori dell’inps stesso e non so davvero a chi credere e come comportarmi!! ringrazio in anticipo per l’aiuto fornitomi, buona giornata!

  160. paolo scrive:

    Pina, scusa: grazie della risposta che vorrai darmi, naturalmente…

  161. Ciao Paolo, ammetto che la tua affermazione ironica “ebbene sì, facciamo le operazioni familiari…”, seppure di carattere non allegro, mi ha fatto sorridere. Comunque, andando alle cose serie, in merito all’art. 55 septies, comma 5 ter, del D.Lgs. 165/2001 – Assenze per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici – i motivi di chiarezza a tutt’oggi sembrano vaghi o quanto meno fonte di interpretazione da parte di alcune amministrazioni.

    Tutto questo muove dalla carenza di indicazioni certe che induce alcune amministrazioni a riconoscere l’assenza solo nel caso in cui la visita o la prestazione non poteva che essere effettuata durante l’orario in cui il dipendente era programmato di servizio, altri pretendono che il lavoratore fruisca del permesso breve, c’è pure chi riconosce appieno il dettato normativo, chi non lo fa affatto, ecc.

    Ciò comporta oltre che una disparità di trattamento, come d’altronde è capitato a te e a tua moglie, una inaccettabile confusione e anche un abuso nel negare ciò che invece la legge prevede.

    Già il DPF, con circolare n. 10 dell’1.08.2011, aveva chiarito quali fossero “le modalità di giustificazione dell’assenza nel caso di visite, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici” puntualizzando che il nuovo comma 5ter dell’articolo da te citato (55septies del Decreto Legislativo n. 165 /2001) aveva introdotto tale riferimento: “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione”.

    Pertanto, ai fini della giustificazione dell’assenza per visite o prestazione specialistica come assenza per malattia è sufficiente la presentazione da parte del dipendente della semplice attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura anche privati che le hanno effettuate, senza alcun ulteriore adempimento o formalità aggiuntive, come per esempio la specifica che le stesse potevano essere effettuate in orari coincidenti con quello di lavoro, e forse è proprio quello che sembra mettere in crisi la tua amministrazione.

    Il parere di cui stiamo parlando e da te indicato, nelle parti in cui si esprime con termini del tipo “ad avviso dello scrivente” non fa altro che ingenerare dubbi e personali interpretazioni, infatti continua scrivendo “la giornata lavorativa va individuata non solo in riferimento alle giornate festive e alla domenica, che di regola sono dedicate al riposi, ma anche all’articolazione del turno cui ciascun dipendente è assegnato, nonché alle giornate di permesso o ferie concesse”.

    Continua ancora nell’ultimo capoverso così come segue: “In ordine poi all’assenza dovuta all’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici (fermo restando che il dipendente potrà fruire di permessi o ferie anche in relazione alla durata della visita della prestazione o dell’esame), ad avviso dello scrivente, con la novella, anche in un’ottica di semplificazione, è stato modificato il regime del giustificativo, cosicchè, al fine dell’imputazione dell’assenza a malattia sarà sufficiente che il dipendente produca l’attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privata, che ha svolto la visita o la prestazione, a prescindere dalla circostanza che queste siano connesse ad una patologia in atto”.

    Quella reiterazione dell’espressione “a mio avviso” rende tutto discutibile, pertanto, per evitare discussioni inutili produrrei la certificazione rilasciata dall’ospedale senza alcun riferimento agli orari coincidenti o meno con quello di lavoro.

    Penso che il problema che si sta ponendo la tua amministrazione sia quella del controllo dovuto in caso di malattia e ciò in quanto, sempre il famoso articolo di cui si parla, prevede che “Le pubbliche amministrazioni dispongono per il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Il controllo è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative” e, se non ricordo male, tu accenni ad un venerdì (giorno precedente a quello, immagino per te, non lavorativo; non so ovviamente per tua moglie) che avrebbe dovuto determinare il cosiddetto controllo da parte dell’amministrazione se tu avessi considerato quel giorno come malattia e non come permesso per motivi personali.
    Probabilmente, per tua moglie sarà stato più facile in quanto potrebbe avere i giorni di sabato e domenica, per turnazione o altro, considerati come lavorativi e questo escluderebbe per la sua amministrazione l’obbligo di disporre la visita fiscale.

    Sto congetturando lo so ma, alla fin fine, se presentare un certificato come ti viene richiesto dall’Ente (tuo datore di lavoro) può risolvere il tuo problema, non vedo il motivo per cui non farlo!
    Ti auguro una buona giornata.

  162. Ciao Nunzia, in merito al tuo quesito ho già affrontato l’argomento in diverse occasioni. Ribadisco le mie risposte che riguardano il settore lavorativo privato, qual è il tuo.
    Buona giornata.

  163. Ciao Barbara, credevo di aver già risposto a questa domanda nel momento in cui ho evidenziato che “In merito al rispetto degli orari di reperibilità, il lavoratore deve osservarli – per consentire l’effettuazione dei controlli disposti dall’INPS d’ufficio o su richiesta del datore di lavoro – durante il periodo in cui percepisce l’indennità di malattia.”

    Se non sei retribuita né dall’Inps né dal tuo datore di lavoro, al quale ultimo il certificato serve solo per “documentare” la conservazione del tuo posto di lavoro, non sei nemmeno tenuta a rispettare orari di reperibilità, stante che la visita fiscale viene effettuata solo ed unicamente per verificare le condizioni di salute del dipendente assente per tali motivi e non vuole certo essere un controllo della presenza del lavoratore al proprio domicilio.

    Se addirittura il protrarsi del tuo stato di malattia ha determinato la condizione di dover essere costretta ad un periodo di aspettativa non retribuita per malattia, non mi pare si possa mettere in discussione che tu quello stato patologico lo abbia realmente!
    Spero di essere stata più chiara. Buona giornata.

  164. Ciao Lisa, intanto mi spiace molto che quello che dovrebbe essere il più bel periodo della vita di una donna si viva con l’angoscia, ma sono certa che tutto andrà bene.

    In merito alla tua domanda non mi dici nulla sul settore lavorativo che ti riguarda: pubblico o privato; comunque, ad un quesito analogo ho già risposto in data 18 maggio 2013 a Domenico e ad Irene il 4 giugno scorso. Trovi le risposte in calce al mio post.
    Ti auguro una buona giornata.

  165. nunzia scrive:

    Il mio settore è pubblico, lavoro in un’azienda ospedaliera(policlinico) e sono di ruolo…puoi darmi una risposta più precisa cortesemente e al più presto. Scusami ma domani finisce il mio certificato e tengo la schiena spezzata ho terrore di andare a lavoro, vorrei prolungare il certificato, visto che me l’ha consigliato anche il medico di controllo che è già venuto con il primo certificato…Domanda: se posso prolungare il certificato c’è rischio che il medico venga di nuovo? Io non ce la faccio più a stare sola in casa(non sono sposata e non ho nessuna compagnia), vorrei andare al mio paese natio che ho tutta la mia famiglia. Consigliami per favore, purtroppo vivo in un paese che non sopporto(e non solo io) è gente senza umanità…e molto falsa, pensa solo a come sfruttare il prossimo e se t’aiutano lo fanno solo per un torna-conto…scusami se parlo così, ma io sono molto umana e se ne sono sempre approfittati della mia bontà, CAPI compresi(sul lavoro), ma ora davvero non ce la faccio più…e voglio pensare alla mia salute visto che i CAPI se ne fregano….buona notte e grazie

  166. Ciao Nunzia, anche per il settore pubblico le risposte le puoi trovare di seguito al mio post. Ti accenno solo che per quanto riguarda l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità, i motivi che potrebbero giustificare eventuali esoneri da tale rispetto sono per patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie per le quali è stata riconosciuta una causa di servizio o stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. Per tutti gli altri casi, gli orari della visita fiscale sono da rispettare.

    In merito all’invalidità di cui riferisci, puoi leggere le risposte del 28 giugno a Massimiliano e del 25 luglio a Elisa.
    Buona giornata.

  167. paolo scrive:

    Potrei sgambettare il filo perfetto del tuo ragionamento con la circolare INPS 183/8.8.84 – che io sappia ancora vigente – che dice:”il lavoratore è, allo scopo, tenuto a fornire documentazione rilasciata dalla struttura presso cui è stata effettuata la prestazione dell’effettuazione della stessa, con l’indicazione del giorno e dell’ora”. Per il resto è come tu dici, e le diverse interpretazioni delle varie amministrazioni ha creato disparità di trattamenti. Nel caso specifico, io ho utilizzato recupero e mia moglie ha avuto riconosciuta una giornata di malattia con identico giustificativo, tranne ovviamente l’identità. Grazie della tua attenzione. Paolo

  168. Giovy scrive:

    Buongiorno Pina, vorrei chiederle un suo parere riguardo la mia situazione…. sono stata ricoverata di pronto soccorso presso una struttura accreditata dall’ 8 al 13 luglio – sabato – per grossi problemi legati al mio utero fibrocistico (ho un fibroma di grossissime dimensioni che mi ha cagionato una compressione degli altri organi ed una infezione alle vie urinarie, oltre a comportare tutte le altre problematiche del caso – emorragie, anemia, ecc). La mia ginecologa – che opera nell’ospedale della mia città – mi ha dato 20 gg di riposo assoluto (dato che lavoro a 45 km da dove vivo) salvo complicazioni ma non ha registrato al SAC il certificato. Io ho comunque trasmesso il certificato di ricovero, nonché questa certificazione ASL al mio datore di lavoro (azienda privatizzata), ma quest’ultimo pretende il certificato telematico del mio medico curante – cosa non più possibile – per il periodo che va dal 15 luglio al 4 agosto, poiché riferisce che l’INPS non accetta quel tipo di certificato elaborato dal medico specialista (al riguardo ho trovato delle cicolari INPS Circolare I.N.P.S. n. 99 del 13.5.1996 e Messaggio I.N.P.S. n. 968 del 7.11.2003) . Se oggi provvedessi a notificare al’INPS quel certificato avvalendomi della Circolare I.N.P.S. n.113 del 25 luglio 2013 sarei nel giusto a tuo parere?

  169. Ciao Giovy, in realtà la circolare Inps n. 113 del 25 luglio c.a al suo punto 4 testualmente recita:

    “4. ENTRATA IN VIGORE
    L’Istituto, a decorrere dal 4.6.2013 (come comunicato con il citato messaggio n. 7485 del 7.05.2013), ha già implementato i propri sistemi informativi rendendo disponibile il nuovo formato per la ricezione dei certificati di ricovero e dei certificati di malattia (in base a quanto disposto dal comma 2 dell’art. 1 del citato decreto del Ministero della Salute del 18 aprile 2012).
    Con riferimento, invece, alle novità introdotte relativamente al certificato di ricovero e di dimissioni delle Strutture sanitarie le Regioni (ai sensi del comma 3 dell’articolo 1 del suindicato decreto) dovranno adeguarsi entro i successivi nove mesi. Nelle more, continueranno ad essere redatti dalle Strutture sanitarie certificati di ricovero e di dimissioni (con o senza ulteriore prognosi) in modalità cartacea. In tali casi, i lavoratori assicurati Inps, aventi diritto alla prestazione previdenziale dell’indennità di malattia, dovranno provvedere, ai sensi della normativa vigente, a trasmettere o recapitare il certificato cartaceo (entro il termine di due giorni, nei casi in cui sia stata riconosciuta una prognosi post ricovero; entro un anno dalle dimissioni, nei casi in cui non sia presente ulteriore prognosi) all’Inps (certificato contenente prognosi e diagnosi) e al proprio datore di lavoro (copia con sola prognosi).”

    E’ evidente che il riferimento all’adeguamento “entro i successivi nove mesi” riguarda le novità introdotte al certificato di ricovero e di dimissioni delle Strutture Sanitarie, a questo punto, visto il tempo trascorso non so come tu abbia gestito la cosa ma, per non rimanere scoperta con l’Inps (nei confronti del quale hai l’obbligo di recapitare il certificato medico per consentire anche a quest’ultimo eventuali controlli “a campione”), intanto invia la certificazione cartacea e, se dovessero esserci dei problemi motiverai ogni loro richiesta al fine nei termini in cui la situazione si è realmente svolta.
    Buon fine settimana.

  170. Roberto scrive:

    Ciao Pina, desideravo una delucidazione in merito all’esenzione dalla visita fiscale per gli invalidi impiegati nel settore privato (poste italiane). Ho letto che per quanto riguarda il settore pubblico si ha l’esenzione dalla visita appunto ma non mi è chiaro e non trovo online riferimento alcuno per il settore privato.
    grazie e buona giornata
    Roberto

  171. Ciao Roberto, non trovi alcun riferimento per il settore privato poiché quest’ultimo, purtroppo, non beneficia degli esoneri di cui al settore pubblico.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  172. Iva scrive:

    Gentilissima Pina,

    Sono andata in pronto soccorso e mi sono messa in malattia e non infortunio. cil è nel certificato medico atesta che ho avuto un trauma accidentale ma non ho dato notizia all’Inail e si all’Inps. Hoje ho recevuto una lettera dal’ Inps con dei moduli per compilare dove in parte dice:

    La informiamo che, dell’esamedel suo certificato di malattia presentato ai nostri uffici per il periodo di assenza dal lavoro dal periodo x al periodo x, è ipotizzabile attribuire la causa della malattia ad un incidente extra-lavorativo.
    In Allegato a questa lettera troverà il modulo “Dichiarazione dell’assicurato” da restituire al Centro medico legale, all’indirizzo indicato nei modelli, entro 15 giorni dal ricevimento di questa comunicazione.
    Dovrà compilare e firmare il modulo AS1 in caso di incidente extra-lavorativo; o il modulo AS1-bis in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale. Se ha già chiesto e ottenuto l’eventuale risarcimento/indenizzo, la invitiamo a fornici tutte le informazioni esatte e complete.
    la mancata restituzione del modulo, o la incompletezza e inesattezza delle informazioni fornite, non permetterà all’Istituto di recuperare, dal terzo responsabile o dalla sua assicurazione o dall’Inail, le somme che le sone state corrisposte a titolo d’identità di malattia. Ciò comporterà azione legale di risarcimento nei suoi confronti (articolo 1916 codice civile e decreto legislativo209/2005, articolo 142).
    Se, al contrario, fornirà all’istituto le notizie richieste, il periodo recuperato non verrà calcolato nelle giornate indennizzabile per malattia nell’anno solare.

    Cordiale saluti
    il direttore
    Massimo Testa

    Quindi, cosa devo fare? mi sono infortunata per la prima volta e non sapeva come agire. Ero da sola nel momento in qui mi sono infortunata e ho detto solo a una mia colega pero ho continuato a lavorare per 5 giorni solo dopo sono andata in ospedale e nessuno mi ha chiesto dove mi sono fatta male ma solo se era stato fatto da qualcuno. Allora ho risposto di non che mi sono fatta male da solo spostando una persona. Mi hanno datto 10 giorni, poi sono tornata per il controllo e ho continuato ancora per altri 10 giorni. Ho anche detto in questa ultima volta che mi ero fatta male nel lavoro e L’OSS mi ha risposto che dovevo dire prima. Quindi ho continuato con il certificato malattia e NON infortunio.
    Poi mi è arrivata questa lettera con un modulo da compilare dichiarazione dell’assicurato. però questo foglio ce soltanto Infortunio extralavorativo, Incidente provocato da terzi-dati del concludente responsabile, Incidente provocato da terzi – dati del presunto responsabile in caso di percosse, rissa, aggressione..,, e per ultimo notizie generali.

    Ma io mi sono fatta male da sola cosa devo fare, come dovrei compilare. Quando sono andata in P. Soccorso avevo detto alla mia capo che mi ero fatta male nel lavoro da 5 giorni indietro solo che non ho fatto la notizia all’ Inail ma a l’inps.
    Mi aiuti a capire per favore… Perderò questi giorni che sono stata in malattia? Ho diritto alla idenizazzione. Lavoro presso una cooperativa, casa di riposo.

    Mi scuse si ho scrito troppo e anche un po repetitiva ma vorrei farvi capire tutto.
    Grazie molto dalla sua disponibilità
    Aspetto ansiosa una sua risposta

  173. Iva scrive:

    Mi scuse ho visto meglio ci sono due fogli uno AS1 bis e l’altro AS1.
    Questo As1 bis per infortunio sul lavoro e malattia professionale. Pero non vedo l’opizione : che l’infortunio è sucesso in sede lavorativa

  174. Ciao Iva, così come ti ho suggerito nella mia precedente risposta, sempre riferita a questo episodio (che da ciò che leggo continua ad andare avanti), credo sia opportuno che ti faccia assistere da un Patronato della tua città poiché la compilazione dei modelli che ti ha fornito l’Inps assume una tua responsabilità che, vista la delicatezza dell’argomento, è bene che la si tratti con documenti alla mano e anche alla luce di come potrebbe evolversi la faccenda.
    Ti auguro una buona giornata.

  175. Iva scrive:

    Va bene Sig.ra Pina, lo farò senz’altro.
    Grazie

  176. giorgio scrive:

    Ciao Pina mi sono recato al pronto soccorso per un versamento al ginocchio dovuto ad una caduta con la moto
    ,mi hanno rilasciato dopo varie visite il certificato telematico ora ti chiedo ,mia moglie si trova in ferie in un’altra regione ed io dovevo raggiungerla ,dopo aver fatto una settimana a casa da solo vorrei raggiungerla con un treno come posso fare se nel certificato la residenza non è la stessa ‘.Posso andare o devo rimanere a casa

  177. Ciao Giorgio, potrei sapere cortesemente se il settore lavorativo che ti riguarda è pubblico o privato? Inoltre, sarebbe opportuno sapere pure se la diagnosi giustificherebbe uno spostamento in treno, se la prognosi è ancora lunga e se hai già ricevuto eventuale visita di controllo. Grazie. A presto.

  178. marina scrive:

    buon giorno signora Lontri,
    mi chiamo Marina e sono una socio lavoratore di una cooperativa a tempo indeterminato mi hanno assunta a parte time con invalidita’ del 50% per depressione e per problemi fisici ;sono in malattia con diagnosi di sindrome ansio depressiva con note persecutorie a causa di un mobing orizontale da parte di un collega
    la mia domanda e’ questa :
    mi devo aspettare una visita fiscale ?
    e se si mi dica per favore gli orari in cui si effettua grazie

  179. Ciao Marina, dici di essere un socio lavoratore di una cooperativa; ma il tuo è un rapporto di lavoro subordinato, autonomo o cos’altro? Sarebbe opportuno conoscere qualche altro dettaglio in merito. Grazie. A presto.

  180. giorgio scrive:

    Ciao Pina il mio datore di lavoro è privato, la prognosi è di giorni 15 e non ho ancora ricevuto la visita di controllo la diagnosi scritta dal medico del pronto soccorso è versamento con asportazione del liqiudo del ginocchio sx. grazie
    Ti chiedo se avvisando il mio datore di lavoro e inps posso cambiare per un periodo l’indirizzo per la visita di controllo. Grazie

  181. Buonasera Giorgio, puoi senz’altro cambiare il domicilio. Per non ripetere la risposta nei dettagli, potrai tu stesso leggere quella che ho già dato a Paolo il 22 luglio scorso e tantissime altre analoghe sempre in calce al mio post.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  182. marina scrive:

    buon giorno sig.ra Lontri il mio contratto di lavoro :coop. soc. soci mens.az.835 descrizione qualifica addetto alle pulizie livello A1 tarte time % 55,26 così e’ scritto sulla busta paga grazie se puo’ mi risponda grazie signora Marina

  183. Ciao Marina, la visita fiscale potresti averla, indipendentemente dal fatto che possa essere o meno richiesta dal datore di lavoro; la stessa a volte la dispone a campione direttamente l’Inps e non c’è deroga alcuna a meno di non far parte del settore lavorativo pubblico.

    Le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale da rispettare durante l’assenza per malattia sono le seguenti: dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 di tutti i giorni, compresi i festivi e i prefestivi, compresi nel certificato medico di malattia.

    Ti auguro una buona giornata.

  184. marina scrive:

    Buon giorno signora Lontri e’ stata eloquente , grazie signora Marina

  185. andrea scrive:

    Buongiorno, sono un autista atac di roma e sto in malattia ho un dubbio vorrei sapere il mio orario di reperibilità per i controlli medici…grazie

  186. Ciao Andrea, le fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale da rispettare durante l’assenza per malattia sono le seguenti: dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle ore 19:00 di tutti i giorni, inclusi i festivi e i prefestivi, compresi nel certificato medico di malattia.

    Ti auguro una buona giornata.

  187. diana scrive:

    Buongiorno,
    sono un pubblico dipendente.Chiedo cortesemente un chiarimento.
    Nel caso di assenza alla visita fiscale x malattia richiesta per una sola giornata, come faccio a presentarmi alla asl il giorno successivo al mancato controllo, visto che devo tornare in ufficio? o in tal caso non è necessrio? e come mi giustifico? vado alla asl di pomeriggio?
    Grazie Diana

  188. Ciao Diana, premettendo che la visita fiscale per un pubblico dipendente è la sua stessa amministrazione a chiederla “già dal primo giorno di malattia”, ma raramente per un solo giorno di malattia – a meno di non intrattenere rapporti poco sereni o che vi sia un reiterato comportamento “sospetto” – se non dovessi risultare presente al controllo e rientrando il giorno successivo regolarmente al lavoro, sicuramente l’Ente sarà informato della tua assenza alla visita e sarà lo stessa Amministrazione a chiederti giustificazioni scritte che, se dovessi essere in grado di motivare (nei modi e termini più volte indicati anche nelle mie risposte in calce al mio post) non avrà alcun seguito, viceversa, incorreresti nella perdita della retribuzione.
    Ti auguro una buona giornata.

  189. diana scrive:

    grazie mille per la risposta. gentilissima!

  190. Daniele scrive:

    Buonasera, sono un dipendente di un agenzia regionale, assunto con CCNL enti locali, purtroppo a fine mese subirò un trapianto di cornea ad un occhio che ahimè ormai non ci vede piu, per questo motivo sono assente dal lavoro dal 2 settembre, l’operazione era stata programmata per questi giorni ma purtroppo è stata spostata a fine mese per una mancanza di cornee, la dottoressa quindi mi aveva dato come prognosi dal 2 settembre all’11 in quanto il 12 sarei dovuto andare in ospedale, durante il periodo di malattia mi sono arrivate 2 visite dall’inps, una richiesta dal datore di lavoro e una a campione dall’inps stesso che chiaramente hanno confermato il problema e la mia impossibilità a lavorare, mi sono ritrovato a dover estendere il periodo di malattia fino alla nuova data dell’operazione, la mia domanda è: ho cercato di documentarmi in giro e “sembra” che una volta la visita sia passata e abbia accertato lo stato di malattia non si è piu soggetti alla stessa, ma nessuno parla dell’estensione della malattia e non riesco a trovare informazioni a riguardo, lei mi può dare delucidazioni? perchè in casa sto letteralmente impazzendo, la mia autonomia al pc o nel leggere è di circa 1 ora scarsa poi devo guardare il soffitto.
    Grazie in anticipo

    Daniele

  191. Giuseppe scrive:

    Volevo chiedere la reperibilità della malattia sono un docente 9alle13e15le18una mia collega mi diceva erano cambiate grazie

  192. Ciao Daniele, intanto vorrei scusarmi per la tardiva risposta; in merito alla tua domanda, invece, mi ha colpito subito che nell’arco di poco tempo tu abbia avuto ben due visite di controllo, tra l’altro confermate.

    Parli di estensione della malattia e, a dire il vero, questo termine, che forse lo si usa come sinonimo, personalmente non l’ho mai sentito se non nella più consueta forma di continuazione o prolungamento o prosecuzione del termine di malattia per la quale esiste, appunto: l’inizio (giorno in cui il paziente dichiara di accusare i sintomi responsabili dell’incapacità lavorativa), la continuazione (per la quale vale la data di inizio malattia ma la prosecuzione va comunicata al medico entro il primo giorno di continuazione di malattia) e la ricaduta (che indica l’evento, patologicamente collegabile a quello precedente, che dovesse insorgere entro 30 giorni dalla guarigione della trascorsa malattia).

    Come ho già avuto modo di scrivere in precedenza, le fasce orarie di reperibilità, così come l’obbligo di rispettare le stesse, cambiano in relazione al tipo di lavoro: pubblico o privato. Per il settore lavorativo pubblico, i motivi che potrebbero giustificare eventuali esoneri dall’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità sono: le patologie gravi che richiedono terapie salvavita, gli infortuni sul lavoro, le malattie per le quali è stata riconosciuta una causa di servizio o stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. Per tutti gli altri casi, ovvero per il settore lavorativo privato, gli orari della visita fiscale sono da rispettare sempre e comunque.

    Ti auguro una buona giornata e un grandissimo in bocca al lupo per il prossimo intervento e per una tua pronta guarigione.

  193. Ciao Giuseppe, spero che nel frattempo della mia risposta (tardiva, e me ne scuso), tu abbia rispettato le fasce di reperibilità da te indicate, stante che sono proprio quelle e non mi risulta che siano cambiate, non in ultimo almeno!
    Ti auguro una buona giornata.

  194. Roberto scrive:

    Buongiorno Pina.
    Innanzitutto complimenti per la chiarezza in ogni Tua risposta, il quesito che vorrei sottoporti è il seguente:
    Sono un dipendente pubblico presso un’Azienda ospedaliera ed attualmente mi trovo in malattia a seguito di un’artroscopia ad un ginocchio a seguito di una caduta successa fuori orario di lavoro; la prognosi è di 30 giorni con prescrizione di fisioterapia.
    Terminato il ciclo fisioterapico è possibile che io mi trasferisca temporaneamente presso un’altro domicilio fuori regione?
    Se, come spero, la Tua risposta sarà positiva mi puoi dire come devo comportarmi?
    Anticipatamente Ti ringrazio e Ti porgo i miei più cordiali saluti.
    Roberto.

  195. Ciao Roberto, ti ringrazio per le parole espresse e spero che tu possa mantenere la stessa opinione anche dopo questa mia risposta. Scherzo naturalmente!

    In merito al tuo quesito, come ho più volte avuto modo di scrivere, per i dipendenti pubblici lo stato di malattia con annessi e connessi (fasce orarie di reperibilità, esoneri, ecc.), presenta qualche agevolazione in più ma, in merito al cambio di domicilio durante la malattia è più restrittivo. O almeno era quello che pensavo di sapere prima di leggere un articolo a dir poco sorprendente (link), ma per il lavoratore rassicurante.

    A parte la divagazione, come saprai già, i soli dipendenti pubblici, così come sancito con Decreto 18 dicembre 2009, n. 206 – Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia -, sono esclusi dall’obbligo di reperibilità nei seguenti casi:

    “1. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
    a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
    b) infortuni sul lavoro;
    c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
    d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
    2. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.”

    E’ ovvio che nel tuo caso potresti rientrare nell’eventuale esonero solo se hai già avuto la visita fiscale per il periodo indicato sul certificato medico di inizio malattia. Le altre ipotesi, da ciò che leggo, non mi pare possano riguardare il tuo caso.

    I motivi giustificativi di un’assenza dal domicilio dichiarato durante la malattia, per quanto ti riguarda potrebbero essere rappresentati dalla prescrizione della fisioterapia che giustificherai mediante presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione, ma se proprio hai la necessità di allontanarti dal tuo domicilio, e ribadisco necessità, se sei ancora nella fase dell’emissione del certificato medico, avrai cura di fare indicare dal tuo medico il domicilio diverso dal solito e da quello di cui è in possesso il tuo datore di lavoro; se invece questa “necessità” dovesse manifestarsi dopo il rilascio del certificato medico, in cui sarà indicato il tuo consueto domicilio, allora hai l’obbligo di comunicare la dimora in luogo diverso da quello abituale alla tua amministrazione, con strumenti “tracciabili” e tempestivamente, non dimenticando di essere preciso nelle indicazioni dell’indirizzo con scala, interno, e ogni altro riferimento possa essere utile per consentire al medico di controllo di poter effettuare l’eventuale visita fiscale.

    Il mio suggerimento è sempre quello, rapporti civili permettendo, di discutere le eventualità che dovessero presentarsi nel corso della malattia direttamente con la propria amministrazione (trattandosi di tipologia di lavoro pubblico), all’occorrenza documentando lo stato patologico in atto così da escludere potenziali iniziative “vessatorie”.
    Ti auguro una pronta guarigione e una buona domenica.

  196. Roberto scrive:

    Ciao Pina.
    Devo confessare che dopo la Tua risposta la mia opinione è decisamente cambiata: è ancora migliore!
    Direi che sei stata esaustiva in ogni Tu riga e mi hai levato ogni dubbio che avevo in proposito.
    Certo adesso il dilemma è se chiedere, o provocare, la visita fiscale o tentare un’approccio con l’Ufficio personale, ci penserò un pochino sue poi deciderò; naturalmente accetto volentieri un Tuo eventuale consiglio.
    Tanti cari saluti e buona domenica anche a Te ed a tutti i Dipendenti Pubblici (con la D maiuscola :-).
    Roberto.

  197. Luigi scrive:

    Buondì,
    sono un dipendente CCNL-Commercio a casa per malattia (una normale influenza autunnale). Oggi ho chiesto il mio primo giorno di malattia.
    Essendomi da poco trasferito in una casa in campagna, non ho ancora il citofono.
    Un’eventuale visita a casa, mi segnalerebbe probabilmente come non reperibile.
    Io sono a casa malato, ma un estraneo che arriva al cancello, non ha modo di avvisarmi della sua presenza.
    Come agire in tale contesto?

  198. Ciao Luigi, suggerirti di fare la vedetta non mi pare il caso, ma se dovessimo attenerci a ciò che la legge impone, ovvero che i lavoratori dipendenti al fine di consentire la visita medica fiscale hanno l’obbligo di essere reperibili in determinate fasce orarie, saresti proprio costretto a picchettare il cancello di casa tua: 7 giorni su 7 inclusi sabato, domenica, festivi e prefestivi, Natale, Pasqua, Capodanno, Ferragosto, feste Patronali ecc., nel tuo caso dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00.

    In realtà, proprio per consentire il suddetto controllo, sei tenuto a rimanere a casa o presso l’indirizzo comunicato al momento del rilascio del certificato medico di inizio malattia e devi pure rendere possibile tale controllo con ogni mezzo a disposizione: avvisi, recapiti, e altro.

    Nello specifico del problema che esponi, per l’Inps non è una giustificazione oggettiva che non si senta il campanello di casa, se poi questo manca del tutto, è tuo onere mettere nelle condizioni il medico di controllo di poterti raggiungere senza equivoci e/o impedimenti.

    Ti suggerisco di porre in essere un rimedio che possa permettere al medico di poterti rintracciare; mi viene in mente la predisposizione di un avviso visibile al cancello che indichi un cellulare da chiamare per poter aprire e che spieghi i motivi di tale comunicazione, ma non è detto che il medico aderisca a tale richiesta. Potresti, inoltre, comunicare preventivamente e per iscritto questa momentanea difficoltà sia alla tua azienda che all’Inps, lascia il tempo che trova, ma potrebbe supportare un eventuale motivo di giustificazione a quella che per il medico fiscale si presenterebbe come una tua assenza dal domicilio.

    Stiamo congetturando, lo so, ma non vi è proprio altra scappatoia, pensa che l’attenzione ai dati anagrafici ai fini della reperibilità durante la malattia, è molto rigida, è obbligo del lavoratore verificare con la massima accortezza che i propri dati, così come l’indirizzo di residenza o di reperibilità, siano precisi e corretti e rispondenti anche sui citofoni e/o cassette della posta, addirittura, se vi sono degli elementi che possano dare ulteriori indicazioni, come: rioni, contrade, scale, complessi, ecc., queste devono essere prontamente fornite al medico certificatore che li indicherà sul certificato di malattia.

    Un ultimo suggerimento: se puoi adoperati per l’installazione di un citofono o di un campanello (anche volante), ma fallo.
    Spero di non averti confuso le idee. Ti auguro una buona giornata.

  199. Luigi scrive:

    Grazie per la risposta dettagliata.

    Escludo la possibilità di mettere un cartello col numero di cellulare in bella mostra… tale numero fa parte dei miei dati personali e preferisco non renderlo pubblico.

    In mattinata ho comunicato via mail all’azienda della mia assenza.
    Tra le 17.30 e le 18.30 aprirà lo studio del medico di famiglia il quale potrà rilasciarmi il certificato di malattia (di 1 giorno di durata).

    A questo punto spero di non incappare in un controllo nell’orario pomeridiano (è possibile non essendoci ancora un certificato e quindi segnalazione all’INPS?) e per la prossima occasione (faccio gli opportuni scongiuri :-D) il citofono sarà sicuramente presente.

  200. Enrico scrive:

    Salve,
    a seguito di un intervento chirurgico mi è stato prescritto un periodo di convalescenza di 10 giorni che sono stati comunicati all’INPS direttamente dal medico ospedaliero tramite certificato telematico.
    Prima della scadenza del periodo di convalescenza, però, dovrò recarmi presso l’ospedale per farmi togliere i punti di sutura e pertanto non sarò presente a casa nelle fasce di reperibilità.
    La copia della prenotazione presso l’ambulatorio chirurgico è un documenti sufficiente per giustificare l’assenza, oppure dewvo farmi rilasciare qualche altro documento dall’ospedale stesso?

  201. Ciao Enrico, la copia della prenotazione è sicuramente un documento valido per giustificare e per corroborare la tua assenza dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità in malattia e, laddove tu fossi un lavoratore del settore pubblico, potrebbe essere anche un motivo sufficiente per una preventiva comunicazione all’amministrazione di appartenenza, perché quest’ultima non abbia motivo di disporre un’eventuale visita di controllo.

    In ogni caso, però, nel momento in cui ti recherai presso l’ambulatorio per la prestazione sanitaria programmata o meno, è sempre opportuno che tu ti faccia rilasciare una certificazione che attesti la tua presenza in quello studio medico con indicato anche l’arco temporale in cui ti sei presentato per la medicazione (se di mattina o di pomeriggio). Lo terrai agli atti e, se necessario, lo potrai produrre per giustificare la tua assenza dal domicilio durante le ore di reperibilità.

    Ti auguro una pronta guarigione e un buon proseguimento di serata.

  202. samuel scrive:

    salve mi servirebbe un info urgentissima.sono stato malato 4 giorni ed ho ricevuto la visita fiscale ma ho completamente scordato di dare il domicilio diverso da quello di residenza e quindi ho ritrovato la cartolina del medico che non mi ha trovato a casa di mia madre(sono momentaneamente dai miei nonni)..come devo comportarmi?

  203. Ciao Samuel, a dire il vero il cosiddetto danno è già stato fatto, sai bene che la responsabilità dei dati riportati sui certificati medici, malgrado lo rediga il medico, è del paziente/lavoratore che addirittura deve prestare attenzione che non vi siano errori sull’anagrafica e che, come nel tuo caso, sia specificato eventuale altro domicilio se diverso da quello di consueta residenza.

    Ebbene, a questo punto, intanto dovrai recarti a visita nel luogo e nell’ora indicati nell’avviso del medico che, dovrà solo verificare, confermando o dissentendo, sulla tua prognosi di malattia certificata dal tuo medico curante e, se avrai motivi giustificativi oggettivi (che non potrà di certo essere quello di confermare che ti trovavi in altro domicilio che hai dimenticato di far riportare – sarebbe la verità ma non basterebbe), potrai dichiararli e documentarli già in quella sede.

    In merito al tuo diverso domicilio … sicuro che tu per il momento sia dai tuoi nonni e non eri a casa tua durante la visita fiscale e …, affetto da febbre alta e brividi di freddo insopportabili, non sei riuscito ad alzarti per rispondere al citofono? Sempre che non l’abbia fatto qualcuno della tua famiglia (spero di no)! Mi sento farneticante, ma spero tu abbia colto il senso del mio … vaneggiamento! A buon intenditor …. Non è detto possa risolvere il problema (che indiscutibilmente c’è) ma tentare non nuoce (rileggi qualche mia risposta precedente e ATTENTAMENTE alcune parti del mio post).
    Ti auguro una buona serata.

  204. Vincenzo scrive:

    Buongiorno.
    Sono un diabetico insulino-dipendente con invalidità 60% ; lavoro in un’azienda metalmeccanica (privato). Devo subire un’intervento chirurgico per un dito a scatto, e ,siccome ne ho fatti altri sempre per lo stesso problema,volevo capire come comportarmi per il certificato di malattia. Negli altri interventi fatti(tutti prima delle legge del certificato telematico), io scansivo ed inviavo alla mia azienda il cartellino post intervento,con dimissioni e giorni di prognosi ,e tutto finiva lì,senza andare dal mio medico curante e farmi fare il certificato di malattia da lui per poi inviarlo alla mia azienda .Ora ,come mi devo comportare? Continuo a fare così,o ora devo fare in modo diverso?
    Un’altra domanda: essendo cmq un’intervento chirurgico, su una persona con conclamata malattia cronica,sono soggetto a controllo fiscale? Domando questo perchè durante le settimane di degenza devo andare in ospedale per le medicazioni,poi avevo altre visite(prenotate da mesi) legate alla mia malattia e relative complicanze.
    Se sono soggetto a visite fiscali,come mi devo comportare in questo caso?
    Cambia qualcosa tra chi è in malattia senza un problema conclamato e chi invece ha un problema conclamato?

    Grazie molte per le delucidazioni del caso.

  205. Ciao Vincenzo, fondamentalmente cambia poco rispetto alla precedente prassi; da quando i certificati di malattia sono solo on line, è direttamente il medico che invia all’Inps il certificato telematico che, ovviamente, sarà possibile per il datore di lavoro visionare attraverso i servizi dell’INPS senza più quindi l’obbligo di richiedere al lavoratore la presentazione della copia cartacea del certificato.

    I tuoi obblighi rispetto all’azienda rimangono invariati, ovvero dovrai avvisarla entro il primo giorno di malattia, dovrai pure comunicare ogni variazione dell’indirizzo di reperibilità durante la malattia ed inviare il numero di protocollo del certificato, che ti fornirà il medico di base, entro il secondo giorno dall’assenza.

    Le tue fasce di reperibilità (10.00 /12.00 e 17.00/19.00) dovranno sempre essere rispettate tutti i giorni della settimana, compresi sabato e domenica, salvo giustificato motivo d’assenza; quando dovrai assentarti dal domicilio per visite o ricoveri, dovrai comunicarlo sempre (possibilmente per iscritto – fax, email) e farti rilasciare, dalla struttura dove ti recherai, la documentazione attestante la prestazione e gli orari in cui essa è avvenuta (mattina o pomeriggio), così da giustificare la tua assenza dal domicilio per quella fascia oraria o per quel periodo se dovesse essere più duraturo.
    Ti auguro una buona giornata.

  206. Vincenzo scrive:

    Grazie signora Pina per l’esauriente e precisa delucidazione, le sono davvero grato. Io stamattina ho fatto l’intervento ed ho il cartellino dell’ospedale dove dice quello che ho fatto e la prognosi; domattina mi recherò dal medico curante per farmi fare il certificato per il lavoro. Mi chiedevo: da quando partono i 20 giorni di prognosi che mi hanno prescritto, da domani, o da oggi, giorno del day hospital ? Io a lavoro,per quanto riguarda oggi,ho solo comunicato telefonicamente che avrei fatto l’intervento. Per le comunicazioni che lei mi suggerisce di fare quando vado alle visite e medicazioni, a chi devo fare la comunicazione? Azienda,INPS o entrambi?
    Grazie ancora per la disponibilità .

  207. Ciao Vincenzo, mi fa piacere esserti stata utile. In merito però al certificato credo sia opportuno che tu ne parli col medico che leggerà attentamente ciò che ha scritto l’ospedale riguardo alla prognosi e alla sua decorrenza.

    A rigor di logica penso che la tua azienda ti abbia considerato in malattia già da oggi, visto che ne hai dato tempestiva comunicazione il giorno stesso dell’inizio dell’assenza. Considerato che il certificato medico di malattia è direttamente inoltrato dal tuo medico, a te rimane solo l’incombenza che ti ho già scritto nella precedente risposta: indicare al tuo datore di lavoro il numero di protocollo del certificato che ti rilascerà il medico di base e lo devi fare entro il secondo giorno dall’assenza ovverosia domani.

    In merito ai tuoi spostamenti dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità durante la malattia, che siano dovuti a terapie, medicazioni e similari, dovrai darne comunicazione alla tua azienda e ciò in quanto è il datore di lavoro che richiede la visita di controllo (in tal caso a sue spese) e, a dire il vero, non avrebbe senso disporre una visita fiscale sapendo che sarebbe vanificata dalla tua preventiva comunicazione di assenza dal domicilio; l’Inps effettua tali visite solo a campione e viste le difficoltà economiche lamentate negli ultimi tempi, nel settore lavorativo privato le ha pure sospese. Se il medico di controllo non dovesse trovarti al domicilio di reperibilità indicato nel certificato di malattia, potrai sempre documentare e giustificare l’assenza con quell’attestazione che ti ho già indicato.

    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  208. Vincenzo scrive:

    Grazie tantissimo signora Pina,è stata di una delucidazione “maniacale” e molto esauriente.
    Complimenti sinceri per questo servizio che offrite con il vostro portale,utilissimo per capire in maniera soddisfacente il percorso tortuoso della burocrazia rapportata al lavoro.
    Grazie ancora.

  209. roberta scrive:

    Buongiorno,sono una dipendente privata,purtroppo mi trovo in malattia ed in questi giorni devo fare una visita specialistica privata concernente la mia problematica. Purtroppo per poter rimanere dalla parte del giusto non so esattamente come comportarmi. Devo avvisare il mio datore di lavoro? devo avvisare l’INPS? E se si, solo in modo verbale o anche inviando un giustificativo medico che attesti la mia assenza in tali fasce orarie?

  210. Ciao Roberta, trovi la risposta alla tua domanda a questo mio link.

    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  211. roberta scrive:

    Veramente tante grazie per la sua disponibilità. E’ bello sapere che ci sono ancora persone sulle quali si può fare affidamento.
    Buona giornata.

  212. Mario Pace scrive:

    Ciao PINA ti chiedo un’aiuto, sono dipendente di un Ente Pubblico Economico ma il contratto dei dipendenti e del tipo privatistico. In data 25-10-2013 (era venerdi , il sabato e la domenica non lavoro) mi sono ammalato per una faringite con febbre e ho mandato il certificato medico per 1 solo giorno lavorativo; il pomeriggio arriva il medico dell’INPS e con il suo pc conferma la prognosi per il solo 25-10-2013 e che posso ricominciare a lavorare dal 26-10-2013.
    La domenica successiva, cioè il 27 ho avuto un’incidente domestico e sono andato in ospedale e con prognosi da Ustione mi hanno dato 7 giorni clinici, per cui da lunedì non sono andato a lavoro e ho spedito il certificato al Datore di LAvoro.
    Ovviamente se non mi facevo male sarei andato a lavoro il Lunedi successivo cioè 28-10 come ordinato dal Medico dell’Inps , ma essendo un’altra la patologia mi puoi confermare se NON incorro in alcuna sanzione e se ho fatto bene anche perchè ho un’ustione di 2′ grado.
    Ti chiedo cortesemente se puoi rispondermi con urgenza.
    Grazie mille.

  213. ivano scrive:

    buonasera! sono un dipendente dell’azienda di trasporti a roma.
    da pochi giorni ho avuto un infortunio sul lavoro che mi ha provocato la rottura di un tendine del 4 dito della mano.l’inail da me contattata mi ha detto che loro non dispongono alcun tipo di visite fiscali al domicilio,ma l’azienda invece mi ha detto che da qualche anno possono richiedere all’ente preposto una visita fiscale anche per infortunio sul lavoro. come devo regolarmi? e un’abuso aziendale o la legge glielo consente? grazie

  214. Ciao Mario, di solito tendo ad articolare le mie risposte, ma considerata la tua richiesta “al volo”, posso solo dirti altrettanto “al volo” che quando, come nel tuo caso, le malattie sono diverse, anche se tra loro non c’è intervallo temporale, va indicata come inizio e non certo come continuazione, ancora meno come ricaduta.
    Spero di aver risposto in tempo! Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  215. Mario Pace scrive:

    Ti ringrazio Pina, però volevo cortesemente sapere se ,visto comunque che la cartella clinica dell’ospedale è per forza di cose un’inizio malattita, sono a posto. E poi cortesemente se con piu’ calma puoi articolarmi di piu’ la tua risposta , anche con i riferimenti di legge o circolari dell’inps.
    Grazie mille, gentilissima.

  216. ivano scrive:

    aspetto con ansia sua risposta!!! grazie

  217. Ciao Ivano, in caso di infortunio sul lavoro e delle conseguenziali e successive assenze, fermo restando che ad erogare la relativa indennità sarà l’Inail, la visita fiscale, può essere effettuata solo dagli istituti previdenziali e dietro richiesta del datore di lavoro.

    Non si è soggetti all’obbligo di restare in casa negli orari di reperibilità tipici degli eventi di malattia (10/12 e 17/19), ma ci sono delle sentenze che hanno stabilito che anche i lavoratori che sono a casa in malattia per infortunio sul lavoro possono essere soggetti a visita fiscale. L’INAIL non è tenuta ad attivarsi per inviare al lavoratore il controllo fiscale, ma il datore di lavoro può segnalare all’INAIL la volontà di effettuare una verifica sulle reali condizioni del lavoratore.

    Solo per i dipendenti pubblici vi è l’esclusione dall’obbligo del rispetto di tali fasce orarie di reperibilità, se l’assenza dal lavoro sia per gravi patologie che richiedono terapie salvavita; infortuni sul lavoro; malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

    In merito alla visita Inail, se la prognosi del Pronto Soccorso è superiore a tre giorni il lavoratore è invitato a presentarsi all’Inail per la visita medica due-tre giorni prima della scadenza della prognosi e qui sarà stabilito se o meno si necessita di una continuazione o se si è in grado di riprendere il lavoro.

    Ti chiedi se si tratta di un abuso aziendale o se la legge lo consente. Ebbene, il datore di lavoro non può compiere direttamente gli accertamenti sull’assenza del lavoratore per malattia e infortunio, ma per verificare la regolarità dello stato di malattia o infortunio di un suo lavoratore può ricorrere al controllo imparziale di medici del servizio sanitario pubblico.

    Se ritieni che il tuo infortunio debba essere seguito anche per il suo prosieguo ed esito finale, suggerisco sempre di farsi seguire da un Patronato che possa consigliarti al meglio e verificare se appunto la gestione di questo infortunio da parte dell’Inail sia rispondente alle esigenze delle tue reali condizioni di salute.
    Ti auguro una buona giornata.

  218. ivano scrive:

    grazie sig. Lontri della sua esauriente risposta.ma per me è un abuso verso i lavoratori visto che la prognosi è stata fatta da una pubblica struttura e confermata dall stessa inail che senso ha vedere se nel frattempo il lavoratore dopo un viaggio a Lourdes e stato o meno miracolato….tanto non ci si può andare!!!!
    comunque,avendo una piccola casetta in un paesino toscano a 150 km da roma posso andarci a passare qualche giorno informando prima l’azienda o sono obbligato a stare attaccato al citofono dell’indirizzo fornito iniziale? grazie anticipatamente

  219. camelia scrive:

    salve,io mi trovo in ferie della ditta e mi sono sentita male,andando dal pronto soccorso sono rimasta tutta la notte ed il giorno dopo dall dott.per i giorni di malatia.si come il mio datore del lavoro nega la mia malatia,perche sono in ferie-e possibile?grazie mille

  220. Ciao Camelia, la malattia insorta durante il periodo di ferie, le sospende se la malattia è tale da pregiudicare la funzione delle ferie che dovrebbe essere quella del riposo e dello svago così da consentire di recuperare le energie impiegate durante lo svolgimento del proprio lavoro.

    Come saprai, quello che fa fede nella nostra Nazione, oltre che le leggi, sono anche le decisioni giurisprudenziali che mano a mano cambiano e modificano lo scenario legislativo con nuovi elementi. In tal senso infatti vi sono varie pronunce che hanno dettato delle linee guida.

    In poche parole la sospensione delle ferie per malattia non è automatica e sempre consentita, occorre di volta in volta considerare se quell’evento morboso è tale da pregiudicare lo spirito delle ferie ovverosia il recupero di quelle energie psico-fisiche necessarie per farci riprendere serenamente il lavoro. Per farti un esempio, se la malattia dovesse riguardare una frattura o altro che necessiti di terapie, medicazioni, ecc. questo potrebbe intendersi come uno stress che comprometterebbe il recupero tipicamente connesso allo svolgimento delle ferie, ma se si tratta di un problema passeggero, anche se di lieve entità, potrebbe essere messa in discussione, da parte dell’azienda, l’interruzione delle ferie per malattia.

    Lo strumento per il datore di lavoro di verificare l’effettiva incompatibilità della malattia con le ferie è quello della visita fiscale per la quale deve specificare che si tratta di una malattia insorta durante le ferie, pertanto, tutto dipende dal tipo di patologia accertata in prima fase dal medico che emette il certificato e successivamente dalla verifica del medico di controllo a seguito di visita fiscale.

    Nell’incertezza, come si legge su una sentenza della Corte di Cassazione, il lavoratore che, nel presupposto della incompatibilità della sopravvenuta malattia con le finalità delle ferie intenda modificare il titolo della sua assenza da “ferie” a “malattia” ha soltanto l’onere di comunicare lo stato di malattia al proprio datore di lavoro; tale comunicazione è idonea di per sé a determinare dalla data di conoscenza della stessa da parte del datore di lavoro, la conversione dell’assenza per ferie in assenza per malattia, salvo che il datore di lavoro medesimo provi, attraverso i previsti controlli sanitari, l’infondatezza del suddetto presupposto e quindi l’idoneità.

    Se dovessi ritenere di aver bisogno di sostenere le tue ragioni, contrariamente a quanto volesse dimostrare la tua azienda, potrai sempre farti assistere da un Patronato della tua città, saprà certamente consigliarti al meglio.
    Ti auguro una buona serata.

  221. Ciao Ivano, per quanto riguarda la tua preventivata “evasione”, potrai leggere la risposta che ho già dato a Roberta il 24 ottobre scorso.

    Buona serata.

  222. camelia scrive:

    grazie,Pina mi e stata di grande aiuto.Buona serata anche a lei

  223. Maria scrive:

    Il 17 ottobre u.s. Il mio M.M.G. mi ha compilato il modulo di denuncia di malattia professionale, sulla base di un referto di stress lavoro correlato.

    Sono ancora in attesa della chiamata dell’inail e dell’asl.

    Dal 4 us mi ha certificato un periodo di malattia per la stessa patologia.

    Ho l’obbligo di restare a casa per il controllo fiscale? Ho letto in qualche sito che sono esonerati, tra gli altri, coloro che hanno malattie per cause di servizio. É il mio caso.
    Potreste aiutarmi a fare chiarezza?

    Grazie

    Maria

  224. Ciao Maria, non ho chiari alcuni passaggi. Riferisci che il 17 ottobre il tuo medico di medicina generale avrebbe compilato un primo certificato di malattia professionale correlata al lavoro dove svolgi la tua attività. Si tratta di settore lavorativo pubblico o privato?

    Il primo certificato di cui sopra è l’atto necessario che consente all’Inail di avviare l’istruttoria per l’erogazione delle prestazioni nei confronti dell’assicurato. Com’è noto, la copia del certificato per l’Inail è completa di diagnosi, non lo è invece per il datore di lavoro che non può sapere se o meno il tuo successivo periodo di malattia è stato rilasciato per la stessa patologia e, da ciò che scrivi, non è chiaro se lo scorso 4 novembre il medico abbia rilasciato un nuovo certificato medico o, come immagino, una continuazione di quello precedente che attesta il protrarsi dell’inabilità.

    Detto questo, non sapendo a quale settore lavorativo tu appartenga (pubblico o privato) e considerato pure che ancora la tua patologia non è stata accertata dall’Istituto interessato, ti suggerisco di leggere intanto la risposta che ho dato a Ivano il 31 ottobre scorso e di controllare ciò che prevede il tuo Contratto Collettivo di Lavoro in merito alla reperibilità nelle fasce orarie.

    Ribadisco che i soli dipendenti pubblici non hanno l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità per le visite fiscali 2013, se assenti per malattia per le seguenti cause: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; gravidanza a rischio; infortunio sul lavoro Inail; malattie professionali Inail per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
    Ti auguro una buona giornata.

  225. nicola scrive:

    grazie per le preziose e accurate informazioni e complimenti per il sito molto simpatico. un saluto nicola

  226. Ciao Nicola … grazie a te per la tua cortesia e per l’apprezzamento espresso nei confronti del mio sito.
    L’occasione mi è gradita per porgerti cordiali saluti.

  227. Alessandro scrive:

    La vera assurdità è che una persona malata non va al lavoro per non dover uscire di casa in quanto malata (pe. influenza), però deve uscire di casa per andare dal medico a farsi certificare la malattia (che il medico in alternativa possa venire a casa del malato è tutto da vedere).
    A me sembra un controsenso.

  228. Cristina scrive:

    Buongiorno,
    innanzitutto volevo complimentarmi perchè vengono date delle informazioni molto dettagliate e spiegate in parole semplici.
    Volevo sapere, per chi lavora con i vaucher in caso di malattia come devono comportarsi?(indipendentemente che lavorino per il pubblico o per il privato).
    Ringrazio anticipatamente.
    Buona giornata.

  229. Ciao Alessandro, comprendo il tuo disappunto e la tua considerazione sull’intera gestione della malattia e della sua certificazione, ma a doversi mettere in discussione è la norma, dal momento che questa c’è, nel bene e nel male va vicendevolmente applicata (possibilmente bene) e rispettata.

    Dico questo in quanto è la disciplina dei medici di base che è regolamentata in un certo modo, così come anche l’obbligo o meno di effettuare visite domiciliari. Queste sono previste solo nei casi in cui il paziente non è trasportabile (nella sua accezione più ampia) e non è nelle condizioni di recarsi allo studio medico, anche se il più delle volte – soprattutto nelle piccole realtà e nei casi in cui il medico (cosiddetto di famiglia o di fiducia) non ha un numero elevato di assistiti – questo servizio lo rende lo stesso, anche se discrezionalmente, magari mugugnando un po’ e facendolo pesare se ritiene la richiesta solo frutto di una comodità per il paziente di essere visitato alla propria abitazione. Ovviamente questo discorso non vale per tutti, infatti, di volta in volta è il medico che valuta la priorità dell’una o dell’altra richiesta di visita domiciliare. Fermo restando che la visita stessa, va effettuata a domicilio anche in base agli orari in cui si richiede, addirittura, quando la telefonata arriva al medico dopo le ore 10,00, questo ha la facoltà di poterla espletare perfino entro le ore 12,00 del giorno dopo.

    E’ pacifico che se si ha un’urgenza non si aspetta il medico di base a casa (tra l’altro potrebbe già essere impegnato in altra visita domiciliare), ma si ricorre a mezzi di soccorso più rapidi. Per il resto, si ha la presunzione che il paziente, non recatosi presso lo studio medico durante le ore indicate o che non faccia ricorso al pronto soccorso o altro, sia anche in condizioni di poter aspettare.

    Tutto questo non è un comportamento arbitrario del medico di base, ma gli è consentito da legittimi accordi nazionali; si può avere da recriminare sul suo buon senso o sul suo personale atteggiamento in merito a simili decisioni di diniego alla visita domiciliare, ma non si può certo accusarlo di omissione o altro.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  230. Ciao Cristina, ti ringrazio per le parole carine espresse nei confronti del mio sito, sono veramente felice che si riesca a cogliere il senso di ciò che cerco di fare: fornire un sostegno informativo senza grandi pretese e alla portata di chiunque!

    Com’è risaputo, i voucher sono esenti da imposizione fiscale e l’importo percepito non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato. La contribuzione previdenziale versata all’Inps è utile soltanto ai fini pensionistici e non dà diritto alle prestazioni di malattia, maternità ed assegno al nucleo familiare.

    Pertanto, considerato che è obbligo del committente effettuare la comunicazione preventiva all’Inps/Inail prima dell’inizio della prestazione di lavoro occasionale accessorio, indicando, tra le altre cose, anche i dati anagrafici e il codice fiscale del prestatore, se si dovesse presentare un problema legato ad una insorgenza di malattia, è altrettanto obbligo del committente comunicare ad uno degli Istituti suddetti, in base al canale di distribuzione dei buoni lavoro, eventuali variazioni sopravvenute del periodo di inizio e fine della prestazione, o annullamenti della dichiarazione. In poche parole viene annullata la prestazione precedentemente oggetto di comunicazione.

    Non so se ho interpretato correttamente la tua domanda, rimango comunque a disposizione per qualsiasi altra informazione si rendesse necessaria. Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  231. Alessandro scrive:

    Buongiorno, forse mi sono espresso male, ma mi sembrava ovvio che il mio commento fosse diretto contro la norma e non contro i medici. Aggiungo inoltre che la mia dottoressa, di origine tedesca, d’accordo con me mi ha spiegato come nel suo paese i primi due o tre giorni di malattia siano autocertificati, se poi è necessario prolungarli c’è il tempo per programmare la visita a domicilio o quant’altro necessario. Di fatto, io dal medico ci vado il meno possibile e se non sto bene vado lo stesso in ufficio visto che comunque devo uscire di casa, a meno di casi limite come l’influenza di questi giorni.
    Cordiali saluti,
    Alessandro

  232. sylvia scrive:

    Buongiorno, vorrei sapere con certezza se per un dipendente del settore privato che ha subito un intervento chirurgico esiste l’obbligo, dopo le dimissioni dall’ospedale di osservare le disposizioni di rimanere a casa negli orari previsti per il controllo fiscale. E se si, questo vale anche per il fine settimanata? Grazie

  233. Ciao Sylvia, ribadisco che per i lavoratori privati in malattia, le fasce di reperibilità da rispettare per permettere il controllo della visita fiscale sono dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00 di tutti i giorni compresi il sabato, le domeniche, i festivi e i prefestivi.

    Il lavoratore è obbligato, nelle suddette fasce orarie, a farsi trovare al domicilio indicato nel certificato medico di inizio malattia o seguentemente comunicato come diverso da quello di residenza.

    Solo per i dipendenti pubblici esistono delle possibilità di esonero dal rispettare le loro fasce di reperibilità; nel tuo caso, l’eventuale assenza dal tuo domicilio (sempre durante gli orari predetti) dovrà essere debitamente giustificata, come per esempio le eventuali visite specialistiche o medicazioni per le quali occorrerà dimostrare apposita certificazione anche in ordine all’orario in cui queste sono state effettuate.
    Ti auguro una buona serata.

  234. renzo scrive:

    Buongiorno. vorrei sapere se l’obbligo del rispetto degli orari durante la malattia è inerente anche agli impiegati tecnici dell’edilizia.Grazie mille

  235. Ciao Renzo, in merito alla tua domanda, non conoscendo il contratto a te applicato, dovresti controllare tu stesso cosa dice in merito al rispetto degli orari durante la malattia e la gestione della malattia stessa.

    In generale posso solo dire che nel caso di settore come l’edilizia, l’indennità di malattia, relativamente ad impiegati, quadri e dirigenti, non è a carico dell’Inps e questo potrebbe far sorgere il dubbio di un obbligo in capo al dipendente se dev’essere sottoposto o meno al rispetto degli orari durante lo stato di malattia che, non dimentichiamo, può essere controllato, su richiesta del datore di lavoro o dell’INPS, mediante l’utilizzo di apposite strutture sanitari pubbliche o mediante i cosiddetti medici di controllo.

    E’ implicito che per rendere possibile il controllo dello stato di malattia, il lavoratore ha l’obbligo di essere reperibile presso l’indirizzo abituale o il domicilio occasionale durante tutta la durata della malattia, comprese le domeniche ed i giorni festivi nelle fasce orarie di reperibilità, fatta eccezione per alcuni specifici casi di giustificato motivo impeditivo che potrai leggere in altre mie precedenti risposte.

    Ti suggerisco di leggere attentamente ciò che in merito alla malattia è previsto nel tuo contratto di lavoro.
    Ti auguro una buona domenica.

  236. vany scrive:

    Buon giorno , lavoro presso un residence per anziani (privato) , sono una lavoratrice dipendente con contratto indeterminato , volevo sapere quali fossero gli orari dive puo essere prevvista il controllo medico ??? Poi un altra cosa il controllo lo manda l imps o il mio datore di lavoro ??? Se fosse che lo possono mandare entrambe , gli orari sono sempre gli stessi ??
    Cordiali saluti .

  237. Giorgio scrive:

    Buongiorno, sono un consulente informatico di un’azienda con più di 15 dipendenti del settore commercio.
    In data 05 dicembre 2013 sono stato operato per un carcinoma alle corde vocali con asportazione totale della Sx e 2/3 della Dx.
    Ora sono in convalescenza con certificato rilasciato dall’ospedale dove sono stato operato, lo staf medico nel dimettermi mi ha raccomandato solo di parlare normalmente senza cercare di urlare e di avere un ritmo di vita del tutto simile a quello precedente l’intervento. Ora sono chiuso in casa in attesa della benedetta visita fiscale (se ci sarà), senza avere la possibilità di uscire e di incontrare parenti o amici con cui colloquiare in modo sereno per rieducare quel mozzicone che mi ritrovo di corda vocale.
    Posso io rientrare nelle categorie che non hanno l’obbligo di reperibilità? posso farmi rilasciare da qualche ente l’esenzione?
    Ringraziando anticipatamente colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.

  238. Giuseppe Improta scrive:

    Gradirei conoscere le modalità per avviare una pratica di riconoscimento di malattia professione. Grazie.Cordiali saluti.

  239. Ciao Vany, intanto ti chiedo scusa per il ritardo nella risposta, purtroppo, non è dipeso dalla mia volontà!

    Per i lavoratori in malattia, nel settore lavorativo privato, le fasce di reperibilità da rispettare per permettere il controllo della visita fiscale, sia che questa venga disposta dal datore di lavoro o dall’Inps, sono dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00 di tutti i giorni compresi il sabato, le domeniche, i festivi e i prefestivi.

    La visita di controllo può essere disposta sia dal datore di lavoro, che in questo caso ne corrisponde gli oneri (e per questo raramente la richiede, a meno che non vi siano dei precedenti che si ritiene debbano essere “monitorati”), sia dall’Inps che di solito adotta il sistema “a campione”.
    Ti auguro una buona giornata.

  240. Ciao Giorgio, come più volte ho avuto modo di scrivere, solo per i dipendenti pubblici esistono delle possibilità di esonero dal rispettare le loro fasce di reperibilità; nel tuo caso, l’eventuale assenza dal tuo domicilio (sempre durante gli orari di reperibilità che ti riguardano: 10,00/12,00 e 17,00/19,00) dovrà essere debitamente giustificata, come per esempio le eventuali visite specialistiche o medicazioni per le quali occorrerà dimostrare apposita certificazione anche in ordine all’orario in cui queste sono state effettuate.

    L’unico modo per mitigare questa forma di reclusione che avverti, osservato che la tua azienda documentalmente parlando non conosce le tue condizioni di salute – perché le stesse non vengono divulgare dal medico certificatore – potrebbe essere quello di documentare al tuo datore di lavoro il tuo problema (sempre che tu lo ritenga utile e in considerazione del rapporto che intrattieni con la medesima), così almeno da evitare che la stessa, disponendo la visita di controllo, senta il dovere di verificare il tuo comportamento in malattia. A quel punto rimarrebbe l’Inps che poiché dispone le visite fiscali “a campione” non è detto che il fortunato debba essere proprio tu e, comunque, mal che vada, troverai il modo per giustificare quell’assenza dal domicilio.
    Un cordiale saluto anche a te.

  241. Ciao Giuseppe, la tua domanda così formulata penso che possa trovare una risposta adeguata già sul sito dell’Inail che, alla pagina dedicata, potrà senz’altro essere più esaustiva di una pur sempre veloce disamina. Stesso dicasi per le procedure da seguire per il lavoratore e anche per ciò che concerne il datore di lavoro.

    Se la tua dovesse essere, oltre che una richiesta generica di informazioni, anche una specifica e concreta azione da esercitare, quello che potrei suggerirti è di rivolgerti ad un Patronato presente nella tua città dove potrai essere seguito e assistito gratuitamente.
    Cordiali saluti anche a te.

  242. massimo scrive:

    buongiorno, vorrei sapere se dopo aver subito un operazione di ernia bilaterale, potrei fare i giorni di convalescenza in un paese fuori dall’italia.
    grazie

  243. Ciao Massimo, potrei sapere cortesemente se sei un lavoratore del settore pubblico o privato? Grazie. A presto.

  244. massimo scrive:

    ciao Pina,sono un dipendente privato,dovrei fare questa operazione all ernia bilaterale. Vorrei sapere se posso prendere la convalescenza in un paese straniero e precisamente in Mali (africa)
    Grazie per la cortesia
    Massimo

  245. Ciao Massimo, la mia domanda sul settore lavorativo aveva il suo perché. Mi spiego meglio.

    Come avrai avuto modo di leggere in qualche altra mia risposta o in giro per il Web, per i lavoratori del settore pubblico c’è la possibilità, sottoposti a visita fiscale, di potersi allontanare dal proprio domicilio durante l’assenza per malattia senza dover dare alcuna giustificazione. Diverso è il caso per il settore privato.

    Tra l’altro, è previsto dalla legge poter indicare già sul certificato medico un domicilio diverso da quello di residenza o di poter cambiare temporaneamente la reperibilità durante un periodo di malattia, in quest’ultimo caso l’importante è che formalmente e ritualmente il nuovo indirizzo sia comunicato preventivamente alla sede Inps di riferimento e al datore di lavoro.

    Saprai che durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia, l’azienda su sua iniziativa o l’Inps a campione può decidere di disporre una o più visite di controllo e lo fa in delle fasce orarie ben definite e note ai lavoratori che, nel caso che ti riguarda, dovrebbe essere dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00. Durante le appena citate fasce orarie il lavoratore deve rimanere reperibile al proprio domicilio proprio per permettere che il controllo sia effettuato regolarmente. Ci sono dei casi specifici che ne giustificano l’assenza e questi devono essere debitamente documentati.

    La domanda che poni tu, a dire il vero, rientra in quelle particolari situazioni che seppure previste, presentano degli aspetti da valutare di volta in volta. Diciamo pure che finora ci si è attenuti al cosiddetto buonsenso. E’ ovvio che se un lavoratore è avvezzo a comportamenti “sconvenienti” sul posto di lavoro, come il ricorso ad innumerevoli brevi episodi di malattia (magari concomitanti con il pre week end), ingenera nel datore di lavoro il dubbio che non sia in perfetta buona fede e non è escluso che ogni sua azione venga valutata e soppesata di conseguenza. D’altronde, così com’è un diritto la malattia per il lavoratore, lo è il controllo da parte dell’azienda tramite gli organi preposti.

    E’ dell’otto gennaio 2013 un articolo che fa al caso nostro e che mi ha colpito molto, ma riguarda un’azienda pubblica e non una privata la quale ultima, sappiamo bene, gestisce per forza di cose il rapporto con il suo personale in maniera più … diretta, diciamo meno dispersiva e qualche volta, in presenza di azioni “discutibili” (seppure legittime), si potrebbe mettere in discussione il rapporto di fiducia reciproca con tutto ciò che ne consegue.

    Voglio dire: se proprio ritieni necessario spostarti all’estero nessuno ti vieta di farlo, esistono delle indicazioni in merito sul sito dell’Inps alla pagina che qui ti linko e che potrai tu stesso leggere valutando il da farsi. Per opportunità ti riporto questo passo:

    “TRASFERIMENTO ALL’ESTERO PER CURE
    Per potersi trasferire all’estero, durante il periodo in cui si percepisce l’indennità di malattia, per un trattamento medico ed assistenziale ritenuto migliore, occorre chiedere l’autorizzazione a trasferirsi al medico dell’Inps o della ASL. Nel caso in cui l’autorizzazione per spostamenti in ambito Cee venga rilasciata dalle ASL (su mod. E112), il lavoratore dovrà fornire all’Inps e al datore di lavoro la predetta autorizzazione.
    Il medico valuterà se esistono effettivamente le ragioni per il trasferimento. (circ. n. 192/1996)”

    Mentre si dice molto rispetto alla malattia insorta all’estero, meno si legge sulla decisione di trasferirvisi temporaneamente per “convalescenza”.

    D’altronde, è innegabile che in simili circostanze sia impedito di fatto o comunque reso difficoltoso ai datori di lavoro, così come allo stesso Istituto Previdenziale o alle ASL, di poter effettuare l’attività di controllo sanitario che dovesse ritenersi opportuno. Mi pare improbabile che un medico fiscale possa essere inviato a Mali per effettuare un controllo di rito!

    Spero sia stata sufficientemente chiara, ti ho fornito vari elementi di “riflessione”, la decisione finale spetta a te.
    Ti auguro una buona giornata.

  246. massimo scrive:

    Ciao Pina, ti ringrazio tantissimo per la tua cortese e veloce risposta.
    Cordiali saluti e tanti auguri

  247. tobia scrive:

    Ciao! Avrei una domanda, mi sono rotto un dito e di conseguenza sono a casa per 20 giorni in malattia. Sono soggetto ai controlli anche durante i giorni festivi dato che comunque avrei avuto le ferie?

  248. Ciao Tobia, il lavoratore assente per malattia è soggetto alle visite fiscali perché venga verificato il suo effettivo stato di salute, ovvero i motivi di salute che gli avrebbero impedito il normale svolgimento della sua attività lavorativa.

    Come già sai esistono delle fasce orarie in cui rimanere al proprio domicilio proprio per permettere il controllo fiscale; gli orari di cosiddetta reperibilità sono differenti in base al settore lavorativo, pubblico o privato (non conosco il tuo ma immagino tu sia al corrente di quali interessano il tuo settore), durante le fasce orarie stabilite il lavoratore ha l’obbligo di reperibilità sette giorni su sette, inclusi i giorni non lavorativi, festivi e prefestivi.

    Parli di ferie, ma immagino tu intenda dire che non avresti comunque dovuto lavorare nei prossimi giorni festivi perchè il tuo lavoro non lo prevede (correggimi se sbaglio); se così fosse resta il fatto che tutto il periodo di malattia, comprese le festività in esso ricadenti, è soggetto a controllo.
    Ti auguro una buona serata.

  249. francesco scrive:

    buonasera sono un conducente di linea dell’azienda regionale sarda trasporti , sono andato in malattia sabato 21 dicembre 2013 , volevo cambiare il domicilio di malatia come devo fare ? vorrei spostarmi in friuli dove sta mia moglie , mi date un consiglio ? grazie

  250. Ciao Francesco, correggimi se sbaglio, il settore lavorativo che ti riguarda, a meno che non mi sfugga qualcosa, dovrebbe rientrare nel settore lavorativo privato e, se così fosse, la risposta al tuo quesito è data dal messaggio Inps n. 1290 del 22 gennaio 2013 col quale l’Istituto previdenziale ha specificato che il lavoratore può comunicare anche per e-mail o fax il cambio di indirizzo per la visita fiscale di malattia.

    Pertanto, nei casi in cui si verifichi l’effettiva necessità per il lavoratore di dover cambiare il proprio indirizzo di reperibilità, durante il periodo rientrante nella prognosi del certificato, egli dovrà darne tempestivamente, con congruo anticipo, comunicazione alla Struttura territoriale Inps di appartenenza con le seguenti modalità: PEC, e-mail o per fax.

    Se si usa la posta elettronica, l’e-mail va indirizzata a “medicolegale.NOMESEDE@inps.it”, avendo cura di mettere al posto di “NOMESEDE” la sede territoriale dell’Inps competente (si può verificare la competenza Inps sul suo sito alla voce “Le Sedi Inps”, “Ricerca Testuale”.

    Se si usa il fax e non si conosce il numero della Sede competente, basta andare sul sito dell’Inps alla voce “Le Sedi Inps”, “Ricerca Testuale” e in fondo alla pagina che si aprirà troverai scritto “Malattia: comunicazione cambio reperibilità”; il fax indicato è quello al quale dovrai inviare il cambio di domicilio.

    Insomma, la gamma di strumenti di comunicazione, che tra l’altro ti consente di avere ricevuta dell’avvenuta trasmissione dei dati, è discretamente vasta, non sono contemplati gli sms (che invece usa senza colpo ferire l’Inps per alcune sue comunicazioni), ma se ci pensassero non sarebbe male: veloci, pratici, sintetici!
    Spero di essere riuscita a fugare i tuoi dubbi. Ti auguro una buona serata.

  251. max scrive:

    Salve sono un dipende pubblico. Un poliziotto e possibile anche da noi il cambio di domicilio della malattia in corso? ? Grazie

  252. angelo scrive:

    Salve,sono un dipendente di una azienda privata è sono in malattia a causa di un intervento chirurgico al tendine della spalla. Devo portare un tutore per 30 g e poi fare fisioterapia. Ma se dalla documentazione medica risulta un intervento, devo portare un braccio bloccato da un tutore, devo comunque rispettare gli orari di vista fiscale per un impossibilità a lavorare così evidente??

  253. Sabrina scrive:

    Salve,
    Sono dipendente di un ente pubblico. Sto affrontando vivendo una gravidanza a rischio, dal suo articolo mi pare di capire che non sono soggetta alle fasce di reperibilità. Ho capito bene?
    Grazie sabrina

  254. Ciao Max, in merito alla tua domanda, devo dire che per i dipendenti pubblici la malattia e la reperibilità del lavoratore durante la stessa, segue delle norme ben precise offrendo delle condizioni che, rispetto al settore lavorativo privato, risultano senz’altro più congrue. Invero, si introduce il principio dell’esclusione dall’obbligo di reperibilità nei casi in cui l’assenza per malattia sia dovuta a: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; infortuni sul lavoro; patologie per riconosciuta causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Inoltre, quei dipendenti pubblici nei confronti dei quali sia già stata effettuata la visita fiscale per il periodo indicato nella prognosi, sono anche loro esonerati dall’obbligo di reperibilità.

    I riferimenti normativi sono: il Decreto 18 dicembre 2009, n. 206, la circolare n. 559/S del 5.2.2010, all’oggetto: “Determinazione delle fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia”, emessa dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato e la circolare n. 10/2011 del Dipartimento della Funzione Pubblica con cui sono stati forniti alcuni chiarimenti in merito alle novità introdotte dall’art. 16, commi 9 e 10, del Decreto Legge 98/2011 convertito con Legge 111/2011, riguardanti la materia dei controlli sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici e, tra gli altri, anche al personale della Polizia di Stato.

    Le visite fiscali servono per verificare la reale esistenza di una malattia del lavoratore che impedisca che lo stesso svolga la sua attività lavorativa. E’ ovvio che il medico di controllo si recherà, durante le fasce orarie di reperibilità, all’indirizzo comunicato dal dipendente all’inizio della malattia mediante il certificato medico. I lavoratori assenti per malattia, anche se dipendenti della Polizia di Stato (come nel tuo caso), devono sempre risultare reperibili durante gli orari visite fiscali, sia nei giorni lavorativi che festivi, salvo i casi che ho già indicato sopra.

    Se dovesse esserci la necessità, e ribadisco la necessità, di spostare il proprio domicilio da quello indicato sulla certificazione medica (per giustificati motivi), è fatto obbligo per il lavoratore, fuori dai casi di esonero di reperibilità sopra detti, dare tempestiva comunicazione, possibilmente per iscritto, del nuovo domicilio per rendere possibile la visita di controllo. Qualora il dipendente non sia in grado di giustificare la sua assenza dal domicilio indicato è passibile di sanzione disciplinare e decurtamento dallo stipendio dell’indennità di malattia.

    Per “altri motivi giustificati”, che non siano quelli prettamente riferiti ad assenze dal domicilio per visite specialistiche, terapie, ecc., si intendono quelli che il lavoratore sarà tenuto a documentare (a richiesta) e che riguardino motivi personali o altro che, comunque, l’amministrazione di appartenenza dovrà anche valutare di caso in caso se ed in quanto pertinenti.

    Auspica che nel frattempo tu sia sottoposto a visita fiscale e, dopo questa, per l’intero periodo indicato nella prognosi sul certificato, potrai liberamente spostarti dove riterrai più opportuno.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  255. Ciao Angelo, comprendo il tuo punto di vista, ma a non avere l’obbligo di rispettare le fasce orarie e quindi gli orari delle visite fiscali sono i soli dipendenti del settore lavorativo pubblico, anche se solo per determinati e specifici motivi.

    Per quanto ti riguarda, purtroppo, anche se nell’evidenza dei fatti, dovrai rispettare le fasce orarie previste per il tuo settore per consentire l’accertamento dello stato di malattia da parte del medico dell’Inps. Hai l’obbligo di essere reperibile presso la tua residenza o altro domicilio comunicato al datore di lavoro mediante la certificazione medica anche nei giorni non lavorativi e festivi.

    Che dire, considerato che la visita fiscale può essere richiesta anche dal datore di lavoro (ma in questo caso a suo totale carico), se questo non ha interesse a controllare la veridicità del tuo stato di salute – perché appunto evidente e non simulabile -, se opportunamente informato sulla tua diagnosi, non credo disponga una visita che sa già essere infruttuosa! Resta comunque la visita a campione che potrebbe essere attivata dall’Inps che, seppure da più parti si legge che non dispone di sufficienti mezzi economici, non è escluso che possa essere effettuata.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  256. Ciao Sabrina, ho già avuto modo di rispondere a quesiti simili, pertanto, ti chiedo cortesemente di leggere questa pagina. Inoltre, proprio di recente ho letto un quesito posto a Linea Amica che, per opportunità ti linko qui.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  257. massimo bellini scrive:

    Buongiorno, sono un fisioterapista dipendente ASL in malattia da più di un mese per una complessa ernia cervicale. Dopo tre settimane di letto ora riesco a camminare. Il consiglio del neurochirurgo, che non vuole correre all’intervento, è di camminare più volte durante la giornata per 30/45 minuti. Ma come faccio con i vincoli di reperibilità ? Abito in montagna e prima delle 9 e dopo le 18 il freddo mi procurerebbe più danno che altro. Se si andrà verso una guarigione spontanea/biologica potrebbero volerci mesi prima che io riprenda la mia professione. La visita fiscale non è mai arrivata. Posso sollecitarla non avendo nulla da nascondere (effettuate RMN e visite specialistiche). Se dovessi cambiare domicilio l’eventuale prosecuzione di malattia chi la farebbe ? L’esenzione dalle fasce potrebbe rientrare attraverso una “malattie per le quali è stata riconosciuta una causa di servizio”. Grazie e buona giornata. Massimo

  258. daniela scrive:

    Buongiorno Pina, sono una impiegata di una ditta privata, da febbraio 2013 al 31/12/13 sono stata in C.i.g. in deroga. Ieri (02/01/14) ho ricevuto tramite sms e email la comunicazione di licenziamento del titolare specificando che il 02/01/14 non avevo l’obbligo di presentarmi in ditta. Io ho inviato un certificato medico dal 02/01 al 06/01 in quanto mi e’ stato riferito da un consulente che il licenziamento non puo essere effettivo fino a quando non mi giunge una raccomandata. Cosa puoi dirmi a proposito? Grazie anticipatamente

  259. Ciao Massimo, in merito al settore lavorativo pubblico ho già dato delle risposte che potrebbero venirti utili e che potresti trovare scorrendo i quesiti precedenti. Evito di ripetere le medesime risposte per analoghe domande, non certo per pigrizia ma solo per non appesantire la lettura dei vari casi.

    Comunque, nella tua domanda fai riferimento ad “una causa di servizio” ma non specifichi se il caso riguarda te personalmente o se, come mi sembra di capire, la citi come possibilità di esonero dalla reperibilità durante le fasce orarie in malattia.
    Confermo l’esclusione dall’obbligo di reperibilità nei casi in cui l’assenza per malattia sia dovuta a: patologie gravi che richiedono terapie salvavita; infortuni sul lavoro; patologie per riconosciuta causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Inoltre, quei dipendenti pubblici nei confronti dei quali sia già stata effettuata la visita fiscale per il periodo indicato nella prognosi, sono anche loro esonerati dall’obbligo di reperibilità.

    Riferisci di non aver ancora ricevuto la visita fiscale e, probabilmente, considerato che a disporla dovrebbe essere la tua amministrazione (a totali proprie spese), potresti non riceverla mai. Non è escluso che la stessa, avendo contezza della tua patologia, nell’ottica di contenimento della spesa pubblica, non ritenga opportuno verificare uno stato di malattia già accertato nei fatti il cui controllo potrebbe solo rivelarsi infruttuoso.

    Per il cambio di domicilio per i dipendenti pubblici e similari ti suggerisco di leggere la precedente risposta a Max del 29 dicembre 2013 e, per l’eventuale prosecuzione di malattia, ci si dovrà, ovviamente, servire del proprio medico curante o dei medici abilitati a rilasciare tali certificazioni, ai quali dovrà, in ogni caso, essere prodotta una copia del primo certificato.
    Ti auguro una buona giornata.

  260. Ciao Daniela, la Cassa Integrazione Guadagni in deroga è uno strumento di sostegno al reddito di lavoratori che non potrebbero accedere ai benefici della cassa integrazione guadagni e può essere concessa con riferimento ad aziende che operano in determinate aree regionali oppure che operano in specifici settori produttivi in base ad appositi accordi governativi.

    Non conosco il tuo settore lavorativo ma, se posso permettermi un suggerimento, considerato che in merito ai licenziamenti al termine del periodo di Cassa integrazione vi sono diverse sentenze di Cassazione, sarebbe opportuno che, individuata la categoria sindacale che si occupa del tuo settore lavorativo, tu ti rivolga a loro per l’eventuale impugnazione del licenziamento che, a dire il vero, non mi risulta sia possibile intimare mediante un sms o email (tra l’altro nemmeno certificata).

    Inoltre, un licenziamento dev’essere motivato, non si evince da ciò che riferisci se si tratta di un licenziamento collettivo o individuale, insomma, trattandosi di un argomento molto delicato e mancando a me dei riferimenti certi, ti suggerisco di farti seguire da un sindacato della tua città e/o da uno studio legale a te vicino.
    Ti auguro una buona giornata.

  261. chiara scrive:

    Buongiorno, lavoro in una cooperativa sociale quindi ente privato. Ho fatto un certificato di malattia della durata di 2giorni, il 7e 8gennaio per febbre. L 8gennaio sera però hanno iniziato ad esserci dei piccoli effetti collaterali dovuti all antibiotico per cui la dottoressa mi prolunga il certificato anche oggi è domani. Visto che il miglioramento a detta sua dovrebbe esserci già da domani mattina, sabato e domenica che non lavoro e le giornate non sono state inserite nel certificato posso essere soggetta lo stesso a visite inps?

  262. Ciao Chiara, la reperibilità durante la malattia del lavoratore, nelle fasce orarie previste, è obbligatoria solo per il periodo di prognosi indicato nel certificato medico, sette giorni su sette, compresi i festivi in esso ricadenti; se la malattia è fin tutto il venerdì, escludendo il sabato e la domenica (per te giorni in cui non lavori), non sei tenuta a renderti reperibile.

    Ovviamente, se il lunedì non sarai in grado di rientrare al lavoro, il tuo medico non potrà certo indicare una continuazione, anche perché non potrebbe rilasciare un certificato retroattivo. Pertanto, se a fine malattia riterrai di non essere guarita, potresti rivolgerti il sabato alla guardia medica, producendo il certificato medico già in tuo possesso e, sempre che il medico ne ravvisi i presupposti, farti rilasciare un certificato di continuazione.

    Altra soluzione potrebbe essere che il lunedì il tuo medico, non potendo certificare una continuazione di malattia, possa optare per una ricaduta ma, lasciamelo dire, una simile “pratica” potrebbe risultare poco opportuna, soprattutto se si dovesse ripetere o se si è già presentata.

    Spero che in tutto questo tu lunedì prossimo possa riprendere la tua attività lavorativa in piena salute. Ti auguro una buona serata.

  263. gianni scrive:

    Salve ! In passato sono stato sanzionato per un ritardo brevissimo nel rientrare a casa, nonostante non fossi un malato immaginario (operato al menisco)..e quindi ora voglio evitare rischi. Dunque, mi trovo per la prima volta ammalato da un periodo abbastanza lungo, sciatica con dolori insopportabili, impossibilità di stare seduto e anche deambulare. Finalmente trovo la possibilità di andare a fare una risonanza magnetica al rachide lombo sacrale (a pagamento, naturalmente..) ma l’orario coincide con quello delle possibili visite di controllo.. Cosa devo fare? Avvisare preventivamente l’Inps? Come? Basta un email o serve proprio un fax? Oppure farsi fare giustificazione dal laboratorio dove andrò a farmi fare l’esame?
    grazie

  264. Ciao Gianni, la risposta alla tua domanda la trovi a questo link e, se ritieni, anche in tantissime altri quesiti sempre in calce al mio post.

    Uno dei motivi per i quali l’assenza dal domicilio durante gli orari di reperibilità è ritenuta giustificata è proprio quello che riguarda: ricoveri programmati, visite specialistiche, terapie, medicazioni, ecc..

    E’ ovvio che, sapendo dell’appuntamento con congruo anticipo, non solo dovrai dare comunicazione preventiva (come specificato nel suddetto link) del motivo che in data tal dei tali e in quella determinata fascia oraria ti costringerà a doverti allontanare dal tuo domicilio, ma al termine dell’esame dovrai farti rilasciare lo stesso la certificazione da parte della struttura che l’ha effettuato con indicato se in fascia oraria mattutina o pomeridiana, senza necessità di specificare da che ora a che ora. Potrebbe essere motivo di eventuale giustificazione se qualche cosa nelle “comunicazioni” dovesse andare non per il verso giusto.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  265. dolly scrive:

    salve, avrei bisogno di un informazione. Ho la febbre molto forte, e non credo di riuscire ad andare a lavoro nel week end (lovoro solo nel We), ma ho un problema. praticamente ho la residenza in un posto, il domicilio in un altro e vivo in un altro (terzo luogo) con dei parenti. mi chiedevo, la guardia medica deve venire obbligatoriamente nel mio domicilio ufficiale? non posso fornirgli il mio attuale indirizzo? grazie im anticipo per la risposta!

  266. Ciao Dolly, in situazioni urgenti la guardia medica garantisce l’assistenza medica a domicilio. Il servizio è gratuito esclusivamente per i residenti; per i non residenti ed i turisti si applicano delle tariffe corrisposte direttamente al medico che rilascia regolare ricevuta. Può rilasciare certificati di malattia, se veramente necessario, per un periodo massimo di tre giorni.

    Sarà tua premura comunicare al medico e controllare che lo stesso indichi correttamente sul certificato medico l’attuale domicilio perché tu possa garantire a tua volta la reperibilità durante le fasce orarie previste per il tuo settore lavorativo.
    Ti auguro una buona giornata.

  267. yaci scrive:

    Buongiorno, sono un dipendente pubblico, a seguito di un ricovero ospedaliero sono a casa in malattia. La convalescenza non sarà breve. La prosecuzione di malattia, dopo il primo periodo indicato dal reparto ospedaliero, è stata fatta dal medico di base. Ma è vero che se il tutto ha origine da un ricovero certificato non viene eseguita visita fiscale ?
    Grazie e cordiali saluti.

  268. Ciao Yaci, la visita fiscale è un diritto che il datore di lavoro e/o gli Organi preposti al controllo hanno; stesso dicasi per il lavoratore che ha quello di avvalersi di eventuali periodi di astensione dal lavoro per malattia, infortunio e altro.

    Il lavoratore in malattia è obbligato a rimanere al domicilio indicato nel certificato medico di malattia, dunque reperibile, durante le fasce orarie previste per il suo settore lavorativo proprio per consentire l’effettuazione di tale visita di controllo intesa a verificare non tanto la permanenza a casa, ma il reale stato di salute del paziente assurto a motivo impeditivo per poter svolgere la propria attività lavorativa.

    Come ho già detto in tantissime altre occasioni, per i dipendenti pubblici, per le verifiche e per gli obblighi sopra menzionati, sono state previste delle eccezioni. Queste, presenti nell’art. 2 del Decreto 18.12.2009 n. 206 espressamente si riferiscono a:

    “1. Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità i dipendenti per i quali l’assenza è etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:
    a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita:
    b) infortuni sul lavoro;
    c) malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio;
    d) stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.
    2. Sono altresì esclusi i dipendenti nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato.”

    Inoltre, l’intervento normativo che riguarda i casi nei quali l’amministrazione deve disporre per il controllo della malattia, è stato fornito con alcuni chiarimenti nella circolare n. 10/2011 del Dipartimento della Funzione Pubblica che, se ne hai voglia, ti suggerisco di leggere.

    Pertanto, la disposizione o meno della visita fiscale, come avrai tu stesso modo di leggere nella suddetta circolare, intanto dipende dalla discrezionalità e flessibilità del dirigente della tua amministrazione che dovrebbe valutare caso per caso (basandosi su elementi di carattere oggettivo) se o meno, in un’ottica di risparmio, conviene disporre una visita fiscale, economicamente a carico dell’amministrazione, che sa già potrebbe risultare infruttuosa. Solitamente, tra i motivi che spingono l’amministrazione di appartenenza a disporre i controlli vi sono quelli della valutazione complessiva della condotta del dipendente che, se avvezzo a comportamenti scorretti, è ovvio che la sua “buona fede” sarà “monitorata”.

    Circa poi la certificazione rilasciata da un ente ospedaliero, se il certificato è quello ordinato dall’ospedale stesso, in cui dopo una degenza è previsto un certo numero di giorni di riposo e/o convalescenza, con esplicito riferimento all’incapacità lavorativa, in questo caso non vi è motivo di una visita fiscale poiché c’è la presunzione della ufficialità della struttura; se il certificato (anche se di continuità) viene rilasciato dal medico di base, per tutto il periodo di prognosi indicato nel nuovo certificato, può essere disposta una nuova visita fiscale che, dopo la prima, non può essere ripetuta e questo fintanto che non vi sia un ulteriore certificato medico.
    Spero di non averti creato confusione. Ti auguro una buona giornata e una pronta guarigione.

  269. Luciano scrive:

    mia figlia è in malattia da circa 7 mesi per importante patologia alla spina dorsale è probabile anche un intervento chirurgico sul quale, data l’importanza, si hanno ancora pareri discordanti. Alla fine del 6° mese gli è stata sospesa la retribuzione, a me pare incredibile … ma è la legge, dicono. Vengo al fatto, in questo periodo ha subito 6 visite di controllo tutte mandate dall’inps, già questo mi pare incredibile, tanto che chiaccherando in attesa alla sede dell’inps un impiegato mi dice che è un caso quasi impossibile le probabilità,dice, sono quasi quelle di vincere ad una lotteria. Comunque tutte sono andate ovviamente a buon fine ad esclusione di una per la quale ci è stata una contestazione, mia figlia si è presentata ed è stata invitata a mandare un giustificativo, prontamente è stata fatta una raccomandata con l’invio di certificato comprovante una visita medica da uno specialista di neurochirurgia che durava dalle 9,30 alle 10,30. Alle 10,55 ci è stato un controllo inps e quindi non era in casa, (il pullman ci impiega circa 60 minuti). Ieri si riceve una raccomandata nella quale si contesta quella giustificazione. Come dobbiamo comportarci ?
    grazie per la risposta e cordiali saluti.
    Luciano

  270. Ciao Luciano, in merito alla malattia, soprattutto nel settore lavorativo privato, le visite di controllo seguono criteri diversi da quello pubblico. Se vi sono state diverse visite fiscali durante il lungo (purtroppo) periodo di malattia il motivo potrebbe essere quello dei vari certificati di malattia di continuazione, in presenza dei quali riscatta la possibilità di nuovo controllo che, più che verificare se il lavoratore si trova al domicilio indicato nel certificato, è finalizzato a confermare o meno che lo stato patologico sia realmente il motivo impeditivo per lo svolgimento dell’attività di lavoro.

    La giustificazione che riferisci di aver prodotto a seguito della contestazione di assenza a visita di controllo, ritengo non sia stata considerata accettabile poiché, quando ci si deve allontanare dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità per visite specialistiche, medicazioni, terapie e altro che coincidono con gli orari di reperibilità, il lavoratore ha l’obbligo di darne comunicazione nei termini e modi che potrai leggere a questo link di risposta che ho già dato qualche giorno fa. Fermo restando che in ogni caso, al termine della visita o altro, dovrà farsi rilasciare attestazione dalla struttura medica presso la quale si è recata facendo indicare anche l’arco temporale in cui si è presentata, senza specificare l’orario ma se di mattina o di pomeriggio.

    Il giorno in cui tua figlia si è recata presso lo studio de neurochirurgo, se avesse dichiarato che questa sua assenza era stata determinata da un motivo di forza maggiore (quale un dolore acuto ed insopportabile che, mettendola in uno stato di angoscia, le aveva fatto perdere anche la lucidità mentale per riflettere sull’orario da rispettare per il controllo della visita fiscale), sarebbe stato probabilmente un motivo accettabile di giustificazione, ma avendo tra l’altro pure dichiarato e documentato che si trattava di una visita specialistica, dunque preventivamente concordata, ho paura che ogni altro tentativo di giustificare quell’assenza possa rivelarsi vano.

    Però, essendo fermamente convinta che “tentare non nuoce”, potresti rivolgerti ad un Sindacato di categoria, per farti assistere, anche se i motivi a giustificazione sono deboli, in un eventuale ricorso al Comitato di Controllo Inps entro i termini citati nella lettera di contestazione da te indicata. Tale supporto considerato il lungo periodo di malattia e tutte le conseguenze del caso, potrebbe venirti utile anche nella gestione di tale evento.

    Il Sindacato, e nello specifico uno che si occupi della categoria lavorativa di tua figlia, potrà darti tutte le informazioni utili sul Contratto di lavoro applicato, sul periodo di comporto, sul computo delle assenze e tanto altro.
    Ti auguro una buona giornata.

  271. Paolo scrive:

    Gentile Dott.ssa,
    lo scorso anno ad aprile inizio tre giorni di malattia e il medico poi me ne aggiunge altri tre perchè non ero ancora completamente guarito.
    Caso vuole che alla visita fiscale io fossi addormentato profondamente anche a causa delle medicine prese.. ma non c’è stato nulla da fare, mi hanno trattenuto la quota corrispondente ed inoltre ho avuto un richiamo disciplinare dal datore di lavoro.
    Capisco che sono stato negligente, però:
    1 Vivo solo, la mia fidanzata veniva a trovarmi ma io non volevo contagiarla.
    2 Faccio l’insegnante (scuola privata), ergo sono esposto a tutte le possibili “alitate” dei miei studenti e qualche volta percepisco chiaramente di essere stato contagiato.
    Chiedo:
    in merito al punto 1 è “misteriosamente” sparita dal web la sentenza n°620 del 9 novembre 2012 del tribunale di Perugia che mi potrebbe aiutare… secondo Lei potrei provare ad oppormi alla trattenuta oppure è passato troppo tempo? (La potrebbe ripubblicare)
    in merito al punto 2 mi pare che il tipo di malattia sia “professionale”, perchè non ne tengono conto.. ora, per esempio, sono ancora a casa per tre giorni, venerdì ho sentito la “zaffata” e lunedì sera febbre a 41,6 °C è automatico.

  272. Ciao Paolo, anche a te ribadisco che in questo spazio il tu è reciproco!

    Detto questo, intanto ti ringrazio per avermi fatto notare che il link di cui parli nel mio post non portava più ad alcuna pagina; grazie alla tua segnalazione ho provveduto a sistemarlo, potrai così leggere la sentenza nella sua interezza, sia sul mio sito che qui.

    In merito però alla possibilità di riaprire il discorso “trattenuta”, che dire: la contestazione dell’Inps riporta chiaramente i termini entro i quali proporre ricorso e un anno mi sembra un po’ troppo per ripensarci; inoltre, considerati gli importi trattenuti, valuterei preventivamente ogni possibile iniziativa al fine.

    Sulla generalità delle malattie “professionali”, sul sito dell’Inail, si legge (ne riporto solo una parte) la descrizione che segue:

    “… Per malattia professionale si intende una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo).
    Inoltre, la causa deve essere diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente; il Testo Unico, infatti, parla di malattie contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose. È ammesso, tuttavia, il concorso di cause extraprofessionali, purché queste non interrompano il nesso causale in quanto capaci di produrre da sole l’infermità.
    Per le malattie professionali, quindi, non basta l’occasione di lavoro come per gli infortuni, cioè un rapporto anche mediato o indiretto con il rischio lavorativo, ma deve esistere un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia.
    Il rischio può essere provocato dalla lavorazione che l’assicurato svolge, oppure dall’ambiente in cui la svolge (cosiddetto “rischio ambientale”).”

    Riguardo invece a ciò che può essere utile sapere per un lavoratore che ritiene di essere affetto da una malattia professionale, trovi qui le prime indicazioni, fermo restando, così come anche espressamente suggerito dall’Inail, che Per ottenere le prestazioni il lavoratore può, comunque, rivolgersi alla sede del Patronato più vicina, che mette a disposizione dei lavoratori consulenza e assistenza gratuita.

    Personalmente, pur manifestandoti tutta la mia comprensione per il tuo stato di salute “minato” dai germi patogeni dei quali i tuoi alunni sembra siano portatori sani, penso che riuscire a far rientrare tra le malattie professionali uno stato di salute cagionevole per le “alitate” altrui, potrebbe rappresentare un’impresa e un precedente che, se dovesse rivelarsi fattibile, chiedo fin da subito l’esclusiva per la pubblicazione dell’eventuale sentenza a te positiva! A parte gli scherzi, comprendo cosa vuoi dire e mi spiace molto per il tuo stato di salute, ma ho la sensazione che la tua affermazione sia destinata a rimanere una provocazione, potresti sentirti dire che ad aver bisogno di maggiori difese immunitarie sei tu.
    Scusa se mi sono permessa qualche passaggio grottesco, era solo un modo per sdrammatizzare. Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  273. mirna scrive:

    certo che se uno è a casa dal lavoro per esaurimento e depressione stare chiusi in casa non è il massimo della cura!

  274. alby scrive:

    linfortunio sul lavoro e sogetto a visita fiscale? Grazie ciao

  275. Ciao Alby, non mi dici nulla in merito al tuo settore lavorativo: pubblico o privato. Fa la differenza!

    In generale posso solo dirti che a seguito di infortunio sul lavoro, il lavoratore è sottoposto a diversi obblighi regolati dal contratto collettivo di lavoro applicato. E’ il datore di lavoro che, mediante l’intervento degli Istituti di Previdenza che agiranno su richiesta, può disporre il controllo dell’infermità causata da infortunio sul lavoro. A pronunciarsi in tal senso anche la Sentenza della Corte di Cassazione n. 15773 del 09.11.2002 stabilendo che i lavoratori che sono a casa in malattia per infortunio sul lavoro possono essere soggetti a visita fiscale. Nel caso in cui l’assenza sia stata denunciata presso l’Istituto, l’INAIL non è tenuta ad attivarsi per inviare al lavoratore il controllo fiscale. Sarà il datore di lavoro a segnalare all’INAIL la volontà di effettuare una verifica sulle reali condizioni del lavoratore.

    Giustamente, come anche sostiene una circolare dell’Inca-Cgil Milano a pag. 3 del suo Quindicinale di informazione previdenziale:

    “… La Corte ha sostenuto la propria tesi precisando che esistono dei criteri di condotta dettati dal comune sentire o dalla correttezza e buona fede del dipendente, che prescindono dalla normativa di riferimento e sulla base di tali principi ha affermato che “non è dubbio che nell’attuale coscienza generale, con il dovere a tutti comune di lavorare” si può delineare come dovere del lavoratore anche quello di “offrire una leale disponibilità per l’accertamento del suo stato di salute.”
    Riteniamo però che vi sia una sostanziale differenza tra il controllo di un lavoratore in malattia e quello di un lavoratore infortunato.
    Infatti nel secondo caso è l’Inail stesso che certifica lo stato di “inabilità temporanea assoluta che comporti l’astensione dal lavoro”, e di conseguenza appare non necessario effettuare controlli successivi, che nel caso invece della malattia sono giustamente affidati all’Inps delegato ad indennizzare un periodo di incapacità lavorativa certificata da altri (il SSN)
    .”

    I soli lavoratori che non hanno l’obbligo di rispettare le fasce orarie e quindi gli orari visite fiscali sono i dipendenti pubblici se l’assenza è riconducibile a determinate cause, quali: patologie gravi con terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie professionali INAIL o causa di servizio, stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Inoltre, se il dipendente (pubblico) ha già ricevuto la visita fiscale per il periodo indicato nel certificato medico di malattia, non è più tenuto a rispettare la reperibilità successiva.
    Spero di esserti stata utile. Ti auguro una buona giornata.

  276. Elisabetta scrive:

    Salve, a novembre ho subito una mastectomia bilaterale con inserimento protesi a causa di un carcinoma alla mammella. Sono in malattia quindi da novembre ed ho già effettuato una visita (i primi giorni di gennaio) d’idoneità presso il medico dell’azienda dove lavoro (cooperativa sociale che si occupa di assistenza sanitaria ai disabili e dove svolgo il lavoro di OSS). Il medico mi ha ritenuta ancora non abile per il mio rientro al lavoro e mi ha consigliato di rimanere a casa fino a tutto marzo. Ho fatto fare il certificato dal mio medico curante e rientrerò il primo aprile. Adesso la mia domanda è: sono ancora costretta a rispettare i tempi di fascia di reperibilità per l’INPS? Non ho nessuna cosa o malattia che mi impedisca di uscire, deambulo normalmente ed il decorso operatorio è normale. Qualora fossi esonerata a rispettare tali fasce di reperibilità, c’è una norma dell’INPS che regola cio?
    Grazie mille

  277. Ciao Elisabetta, trattandosi di una cooperativa sociale (i cui rapporti al suo interno sono regolati in vario modo e da ciò che riferisci non riesco a comprendere la tua posizione), desidererei sapere il tuo contratto quali fasce di reperibilità malattia individua (mi confermi 10/12-17/19?). Grazie. A presto.

  278. linda scrive:

    Salve, da circa una settimana sono a casa a riposo dal mio lavoro di insegnante, per gravidanza a rischio ( incinta da 5 mesi) , ho effettuato l’iter procedurale, ovvero certificato del medico privato portato all’asl di competenza, portata la documentazione a scuola (in attesa del completamento della pratica)ed in attesa dell’accertamento del medico dell’asl a casa per completare la procedura e mandarla avanti. Purtroppo però date mie ansie e preoccupazioni il giorno della visita medica io ero dalla dott.ssa a controllare il battito della mia bimba e quindi mi hanno lasciato un foglio nella casella della posta invitandomi a giustificare l’assenza presso l’asl di competenza. Il pomeriggio stesso mio fratello si è recato per portare il certificato ma la struttura era semichiusa ed un infermiera lo ha invitato a presentarsi direttamente il giorno in cui si trovava il ginecologo (mercoledì prox) . Sinceramente non mi fido per cui mio padre andrà domani a consegnare il certificato all’asl con la speranza ci sarà qualcuno competente per darmi delucidazioni in merito. Intanto sono in perenne ansia, non vorrei avere conseguenze,quali sono i passaggi successivi, come funziona? E pensare che mi ero decisa di lavorare fino all’ultimo giorno in cui scattava l’interdizione obbligatoria, invece ora mi ritrovo grattacapi e soprattutto ad essere considerata una fuorilegge…. Dove posso visualizzare un regolamento legislativo inerente la mia situazione? In attesa di una risposta ringrazio sin da ora. Saluti.

  279. tiziano scrive:

    Lavoro nel privato.

    Il primo certificato di malattia era fino ad oggi 29/01. Per la continuazione devo recarmi oggi oppure posso andare anche domani 30/01 dal medico?

    Grazie per l’attenzione.
    Saluti

  280. Ciao Tiziano, intanto un certificato di malattia è corretto se rilasciato nel giorno di inizio malattia o al massimo, su espressa dichiarazione del paziente (che il medico dovrà segnalare), per il giorno immediatamente precedente.

    Nel caso di continuazione, come la tua, potrai recarti domattina dal tuo medico in quanto il certificato verrà rilasciato nel giorno successivo al termine del precedente (che riferisci essere di oggi 29.01.2014). Nulla vieta che tu possa recarti anche oggi, ovvero prima della scadenza della prognosi, e se il medico dovesse valutare il persistere della tua patologia, compilerà il certificato di continuazione con la data in cui effettua la visita (oggi).
    Ti auguro una buona giornata.

  281. Vincenzo scrive:

    Buongiorno Pina. Non ho trovato la “discussione” appropriata cui porvi il seguente quesito e ho ritenuto scriverlo in questa visto che già mi ha dato delle informazioni dettagliate tempo fà per altro…

    Sono un lavoratore di un’azienda metalmeccanica,diabetico con invalidità al 60%.
    Ogni anno eseguo dei controlli di “routine” e anche dei Day Hospital.
    E’ sorto questo problema: ho portato relativo certificato dell’ospedale dove ho fatto il Day Hospital,ma la studio che segue la compilazione delle buste paga per l’azienda,non mi sta retribuendo quel giorno in quanto sul certificato c’è scritto “DAY SERVICE” invece che “Day Hospital” (purtroppo,per questa legge vigente sulla malattia breve,ho consumato le 3 brevi previste retribuite al 100% e anche il 4° e 5° evento breve…)….C’è differenza a livello economico per me tra le 2 cose? L’azienda sà benissimo il mio problema,e tra l’altro,rovistando tra le fotocopie dei vecchi certificati portati sempre per i Day Hospital che faccio,ne ho trovato uno di 4 anni fà dove diceva lo stesso “DAY SERVICE”,e li me lo hanno retribuito normalmente.
    A questo punto non sò,provo a parlare con l’ufficio personale e,gli faccio vedere il referto del Day Hospital di quel giorno dove c’è scritto Day Hospital,oppure gli porto come paragone il precedente caso simile del 2009….non sò che fare….
    Grazie per l’attenzione e per l’aiuto che mi vorrà dare.

  282. Ciao Vincenzo, io non mi occupo del settore lavorativo che ti riguarda ma, da quanto mi è dato sapere, anche in funzione di ciò che si legge sul contratto metalmeccanici e sulle sue recenti novità, in merito alla cosiddetta malattia breve, come potrai tu stesso verificare a questo link (sempre che sia quello che corrisponde al tuo settore che non so se è industria o altro), “Sono escluse da questa norma tutte le assenze per malattia dovute a ricovero ospedaliero, compreso il day hospital, e a malattie gravi, brevi e ricorrenti che richiedono terapie. Inoltre sono escluse anche le assenze per malattia durante la gravidanza e naturalmente le malattia con durata superiore a 5 giorni.”

    A rigor di logica, i tuoi day hospital non dovrebbero rientrarvi, ma dovrebbero essere trattati diversamente.

    Leggo pure, però, che per il settore commercio è previsto che “il Day Hospital non rientri nel computo degli eventi considerati nella nuova normativa (cioè nessuna retribuzione per i primi tre giorni dopo il quinto evento di malattia in 1 anno)”; che sia questo il caso che riguarda la tua situazione? Perché tu possa avere delle risposte rispondenti alle tue esigenze, considerato che in questo non posso essere esaustiva, ti suggerisco o di porre il tuo quesito nel forum di questa pagina che ti linko o di chiedere ad un Sindacato di categoria che, laddove sia stato leso un tuo diritto, possa aiutarti concretamente. Lo farei prima che tu fornisca vecchie fotocopie o altro alla tua azienda, stante che potrebbe non rivelarsi una buona idea.
    Rimango a disposizione per quant’altro e, con l’occasione, ti auguro una buona giornata.

  283. Vincenzo scrive:

    Grazie Pina per la tua risposta dettagliata; il mio contratto di metalmeccanico prevede quanto tu mi hai scritto,e,anche l’azienda e lo studio che elabora le buste paghe,mi ha confermato che il DAY HOSPITAL non rientrato nel computo delle malattie brevi.
    qui il problema è che si stanno “puntando” sul fatto che sul certificato rilasciatomi quando ho svolto il DH, non c’è scritto appunto DH,ma DAY SURGERY …..e questo non me lo conteggiano come DH per quanto riguardo il lato remunerativo (cosa che,come ti ho scritto,qualche anno addietro,con la stessa dicitura,hanno fatto).
    Comunque vedrò un pò la situazione, se ci sarà bisogno,mi rivolgerò al mio sindacato per vedere di risolvere la questione.
    Ti ringrazio ancora tanto per la disponibilità.
    Buona giornata

  284. tiziano scrive:

    Gentile Pina,

    grazie per la Tua informazione. Sono andato oggi ed è tutto sistemato.
    Avrei un’altro dubbio. Attualmente nel certificato della malattia è
    indicata la mia residenza come sede per la reperibilità. Se volessi passare
    questo periodo dai miei dovrei comunicarlo all’INPS. Ho letto che
    si può fare anche via email. Occorre una poosta certificata PEC o è sufficiente
    una comunicazione con la casella di posta normale (yahoo per esempio).
    Grazie.
    T.

  285. Enrico scrive:

    Gentilissima Pina,
    rinnovo innanzitutto un sentito per questa opera di consulenza estremamente utile per tutti i lavoratori dipendenti.

    Il mio quesito è questo: sono un dipendente di un Ente Locale ed ho iniziato da poco un periodo di malattia di 3 settimane (disturbo del adattamento, sindrome ansioso depressiva) ed oggi sopravviene una necessità di dover trascorrere due giorni nel appartamento dei miei genitori (non medica, il condominio deve effettuare lavori indifferibili che non sono in grado di presidiare): previa comunicazione, posso modificare temporaneamente l’indirizzo di reperibilità dalla mia abitazione a quella dei miei genitori ? Il certificato è già stato emesso.

    Mille grazie per il tuo prezioso aiuto e buona giornata.

  286. Ciao Vincenzo, per mia personale curiosità (visto che ogni vostro quesito/esperienza che esula dalle mie competenze è per me fonte di nuovo apprendimento), ho voluto fare una ricerca sui vari ricoveri la cui diversità, adottata per fornire nuove e meno dispendiose forme di assistenza e disincentivare quella con ricovero ospedaliero ordinario, ritengo sia spiegata molto bene in questo documento dove, nell’indice, trovi tutto ciò che c’è da sapere su day hospital, day surgery, day service.

    Ma, ancora più “ufficiale” è la spiegazione che si trova sul sito del Ministero della Salute e, leggendola, non riesco a trovare il punto che dovrebbe rendere per un lavoratore, retributivamente parlando, differente un day hospital rispetto a un day surgery, anche perché, da quello che prevede il tuo contratto “In caso di Day Hospital, Day Service ambulatoriale e Day Surgery, non è possibile fare visite mediche per il controllo della malattia del lavoratore da parte del datore di lavoro”, sembrerebbe scontato che anche il Day Surgery sia riconosciuto ricovero al pari del Day Hospital!

    A mio parere potrebbe esserci motivo di contestazione. Dovrai comunque farti seguire da un Sindacato di categoria.
    Se riterrai opportuno farmi sapere come andrà a finire questa storia, sarà anche per me motivo di ulteriore conoscenza. Grazie. A presto.

  287. Luigi scrive:

    Buongiorno. Desideravo sapere se è possibile assentarsi in caso di malattia per poter assistere a funzioni religiose (ad esempio la domenica mattina) e in caso affermativo a che si deve comunicare l’assenza e i relativi orari o magari l’indirizzo di reperibilità.
    Grazie

  288. Ciao Tiziano, hai letto bene, il cambio di domicilio per la reperibilità durante la malattia del lavoratore (settore lavorativo privato) può essere anche comunicato per email. In alcune mie precedenti risposte, non ultima quella del 23 dicembre scorso, ho già indicato come fare.
    Ti auguro una buona giornata.

  289. Ciao Enrico, sono io a ringraziare te sia per le parole di apprezzamento che per la tua presenza nel mio sito.

    Come saprai, per i dipendenti pubblici la visita fiscale, se vi sono i presupposti, è disposta discrezionalmente dal dirigente sulla scorta di una valutazione complessiva della condotta del lavoratore e tenendo presenti alcuni aspetti di natura economica nell’interesse dell’amministrazione. Se per esempio si è a conoscenza di una infermità tale da rendere vano qualsivoglia controllo fiscale, sarebbe sicuramente antieconomico farlo comunque, stante che non sortirebbe l’effetto desiderato: scovare il furbo di turno!

    L’assenza dal domicilio indicato sul certificato medico per consentire il controllo del medico fiscale, va sempre e comunque comunicata preventivamente al datore di lavoro. Tranne che non si tratti di assenze per visite specialistiche, terapie, medicazioni e altro, tutti gli altri motivi assunti per allontanarsi dal domicilio dovranno essere oltre che giustificati a richiesta, anche valutati dal dirigente. In poche parole, il dipendente pubblico (rispetto a quello del settore privato), considerato che gode di alcuni “privilegi” negli esoneri dalla reperibilità durante la malattia (non ultima la possibilità, dopo la visita fiscale per il periodo indicato sul certificato, di non doversi più rendere reperibile) in merito agli spostamenti di domicilio deve provare che questi sono necessari, ovvero devono essere giustificati adeguatamente, pena la decurtazione dallo stipendio dell’indennità di malattia.

    Mentre, per i lavoratori dipendenti privati, che per diversi motivi durante il periodo di malattia hanno bisogno di risiedere in un domicilio differente rispetto a quello precedentemente indicato nel certificato medico di malattia, la modalità di comunicazione è molto più semplice e, soprattutto, è possibile senza grandi pretese.

    Ovviamente, considerata la patologia che riferisci e l’incompatibilità della stessa rispetto alla vivibilità in un ambiente che potrebbe rivelarsi dannoso (rumori, disturbo del riposo, ecc.), potresti farlo presente alla tua amministrazione che, sono certa, in casi del genere non avrebbe nulla da obiettare.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  290. Ciao Luigi, purtroppo la risposta è negativa. I dipendenti assenti per malattia devono sempre risultare reperibili durante le fasce orarie fissate per le visite fiscali, salvo alcuni casi particolari che, purtroppo, non contemplano l’esigenza da te esposta.

    L’assenza dal domicilio del dipendente ammalato è giustificata solo per eseguire prestazioni e terapie sanitarie, visite specialistiche prescritte e per altri giustificati motivi.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  291. emma scrive:

    Carissima e bravissima Pina, sono una dipendente privata del settore commercio, sono in malattia da più di un mese la malattia nel certificato medico è fino al 18 febbraio 2014. Se oggi mi dimetto (per giusta causa) devo rispettare lo stesso le visite fiscali fino alla scadenza del certificato di malattia? Oppure posso ritenermi libera anche se dovesse presentarsi il medico per la visita anche se non mandato dal datore di lavoro? Come devo comportarmi? grazie!

  292. Ciao Emma, da ciò che scrivi si evince chiaramente lo stato di tensione che caratterizza il tuo rapporto di lavoro, scegliere di dimettersi, per di più durante un periodo di malattia, dev’essere proprio una situazione al limite.

    Però, se posso permettermi, non lo farei così su due piedi e senza l’assistenza di qualcuno (legale o sindacato di categoria) che possa darti le dovute informazioni e, soprattutto, che possa insieme a te, in base alla tua storia lavorativa e altro, concordare il da farsi.

    Dico questo poiché, trattandosi di dimissioni per giusta causa, presuppongono da parte tua una successiva azione nei confronti del datore di lavoro e, se non condotta in maniera adeguata fin da subito, potrebbe trovare nel tuo operato qualche lacuna che potrebbe inficiare il seguito.

    Inoltre, dovresti valutare se ti conviene, nella tua lettera di dimissioni (che dovrà esprimere la giusta causa altrimenti dovresti dare il preavviso, mentre in questo caso sei tu a dover avere la relativa indennità – ecco perché ti suggerisco già prima di sapere come comportati), che dovrebbe avere effetto immediato, interrompere questa malattia, maggiormente se la diagnosi ha a che vedere con comportamenti assunti dall’azienda che avrebbero determinato la tua decisione. Ritengo sia meglio farti seguire preventivamente.
    Rimango a disposizione per qualsiasi altra informazione in merito e, con l’occasione, ti auguro una buona giornata.

  293. cristina scrive:

    Buonasera avrei bisogno di un chiarimento veloce, sono una dipendente settore privato, ieri in malattia da ieri.il medico mi ha rilasciato un certificato medico di cinque giorni compreso venerdi, ma già da oggi avrei potuto tornare al lavoro perché non ho più febbre.mi è stato impedito se non sotto nuovo certificato di malattia con fine successiva a oggi.vorrei sapere ma se una persona se la sente di tornare al lavoro perché non può…io il medico ce l’ho domani sera e fno a quell’ora non posso procurare certificato di rientro. vorrei conoscere la verità cortesemente mi fate sapere.grazie mille

  294. Ciao Cristina, il motivo per il quale non si può rientrare al lavoro, mentre è in corso di validità un periodo di malattia certificata, è lo stesso per il quale per poterti assentare hai bisogno che sia attestata la malattia da un medico e non a tua discrezione: la buona fede e la corretta deontologia di un organismo riconosciuto (il medico o chi per lui – ospedale, guardia medica, ecc.) che sia in grado di poter stabilire, senza ombra di dubbio e con scienza e coscienza, che il tuo stato di salute ti impedisce di poter svolgere la tua attività lavorativa.

    Inoltre, ritengo sia una tutela anche per il lavoratore che, nei casi (si spera ormai sporadici) in cui si è vessati dal datore di lavoro (che qualche volta ha difficoltà a riconoscere il periodo di malattia ritenendolo quasi un periodo di riposo e non di reale stato patologico), non potendo rientrare nelle autonome facoltà del lavoratore quella di tornare al lavoro su “invito” del datore formulato anche se in presenza di una malattia (reale), questa competenza va demandata ai medici che (voglio sperare) non si assumerebbero mai la responsabilità di far tornare al lavoro una persona che sta veramente male!

    Comunque, a parte quanto sopra, l’unico che può rettificare il certificato medico già rilasciato ovvero inviato telematicamente, è il medico che lo ha emesso, rifacendosi ovviamente al codice assegnato al medesimo certificato. Non si può in questo caso parlare di annullamento del certificato poiché questa opzione è possibile soltanto se effettuata entro il giorno successivo alla data del rilascio.
    Ti auguro una buona giornata.

  295. cristina scrive:

    Buongiorno Pina,
    grazie infinite per la tua risposta…mi hai dato una dritta in più…potevo già da ieri chiedere annullamento del certificato…magari l’avessi saputo o me lo avessere detto il gioco era fatto…il medico era la sostituta del mio medico e mi conosce pochissimo, ho avuto una semplice influenza poi sfociata in bronchite asmatica, perché sono un soggetto asmatico, ma già da domenica non ho più febbre e mi curo.non lavoro in una fabbrica che devo stare in piedi tutto il giorno, altr rinuncerei, sono impiegata e il mio lavoro è in prevalenza seduta davanti ad un pc, e sprecare giorni così…mi sembra di rubare il pane a chi purtroppo non ha più lavoro e non lo trova nemmeno.è da qua che mi è salita la rabbia.questa è l’Italia purtroppo…grazie ancora sei davvero efficiente…buona giornata

  296. Ciao Cristina, intanto mi fa piacere essere riuscita a darti l’informazione che cercavi. Il valore che hai dato al lavoro e alla sua, purtroppo, sempre più drammatica riduzione, è molto apprezzabile; non è da tutti, credo che solo un animo nobile riesca a trarre quella conclusione, assolutamente condivisibile.
    Ti ringrazio molto per le tue parole. Cordiali saluti.

  297. cristina scrive:

    Ciao Emma,
    grazie a te per la risposta e per le lusinghe…mi sono sentita orgogliosa di me stessa…e giuro sono parole a cui credo sul serio…
    grazie infinite e quando avrò un problema sui temi di cui ti occupi, potrò trovare in te una bravissima consulente…
    Buona notte

  298. franca scrive:

    BUONGIORNO, VORREI CHIEDERE SE UN DATORE DI LAVORO (SETTORE PRIVATO) PUO’ COMANDARE UNA VISITA AL LAVORATORE IN STATO DI MALATTIA IN UN ORARIO E GIORNO SPECIFICO.

  299. franca scrive:

    BUONGIORNO, CHIEDO SCUSA POICHE’ NELLA MAIL PRECEDENTE NON HO SPECIFICATO CHE PER VISITA INTENDO QUELLA MEDICO FISCALE.
    GRAZIE MILLE !

  300. Nino scrive:

    Buongiorno dott.ssa. Sono un dipendente privato. Sono in malattia. Ma venerdì dovrò effettuare visita specialistica nelle fasce orarie di reperibilità. Naturalmente lo specialista mi darà giustificativo. A chi dovro avvisare. Io credevo di inviare fax solo al datore di lavoro oggi.
    Grazie.

  301. Ciao Franca, il datore di lavoro ha diritto a richiedere la visita fiscale di un proprio lavoratore in malattia; questo accertamento serve per verificare l’effettivo stato di salute del dipendente che, per tale evento patologico, risulta impedito a prestare la propria attività lavorativa.

    Per i lavoratori privati l’INPS fa eseguire le visite fiscali a campione tra tutti i certificati pervenuti, ma la richiesta può essere avanzata anche dal datore di lavoro, solo che in questo caso il costo della visita è a carico di quest’ultimo.

    Che io sappia, il datore di lavoro richiede la visita fiscale telematicamente, previa registrazione al sito Inps con un proprio codice Pin e, indicati gli estremi anagrafici del lavoratore da sottoporre a visita, l’Inps comunica al medico fiscale la disposizione della visita e questo, compatibilmente con altre priorità e impegni già assunti nell’esercizio del suo lavoro, eseguirà il controllo.

    In ogni caso, la possibilità di stabilire il giorno della visita così come la fascia oraria in cui questa si desidera venga effettuata, è determinata dall’orario in cui il datore di lavoro farà richiesta all’Inps, così come prevede, tra l’altro, anche il messaggio n. 4344 del 19.03.2012 dell’Inps: “Con il nuovo sistema di richiesta on line sarà possibile per il datore di lavoro inoltrare richieste in qualsiasi momento nell’arco delle 24 ore; tuttavia, saranno elaborate e smistate giornalmente ai medici di competenza le richieste pervenute entro le ore 9.00 per la fascia antimeridiana e ore 12.00 per quella pomeridiana.”
    Ti auguro una buona serata.

  302. Ciao Nino, io sono Pina anche per te!

    Come saprai, tra i motivi che giustificano l’assenza dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità del lavoratore in malattia vi è quello della visita specialistica e, come giustamente fai rilevare tu stesso, occorre comunque che il medico ti rilasci una certificazione dalla quale si evinca che il giorno tal dei tali in ora tal dei tali o in fascia oraria post o antimeridiana, eri in quello studio o struttura per effettuare, appunto, la visita specialistica.

    La comunicazione va fatta all’Inps e anche al datore di lavoro: al primo se dovessi essere tra i fortunati estratti per una visita fiscale a campione, al secondo se dovessi non rientrare nelle grazie del tuo datore di lavoro e decidesse di disporre (a totale suo carico) una visita di controllo a sorpresa.

    Le modalità perché tu possa dare la comunicazione di cui si tratta, le trovi alla risposta che ho già dato il 24 dicembre scorso a Francesco.
    Ti auguro una buona serata.

  303. Nino scrive:

    Grazie Pina. gentilissima.

  304. Luca scrive:

    Buon giorno,
    mi chiamo Luca e sto attraversando un periodo di ansia/depressione per via delle continue vessazioni compiute dal mio datore di lavoro. In questi giorni sono in malattia e volevo sapere se sono comunque obbligato a stare in casa nelle ore previste per un eventuale controllo. Oltre alle medicine prescritte dal medico, sento la necessità di uscire dalle mura domestiche per fare delle passeggiate, chiamiamole riflessive.

    Grazie
    Luca

  305. Ciao Luca, mi spiace molto per ciò che ti accade e, purtroppo, non sei nemmeno il solo, ma per quanto riguarda il rispetto delle fasce orarie di reperibilità durante la malattia, indipendentemente dal bisogno di poter “evadere” per smaltire lo stato di tensione, l’obbligo di rimanere a disposizione del medico che dovrebbe effettuare la visita di controllo, lo hai anche tu.

    Sto supponendo autonomamente che il tuo sia un settore lavorativo privato e, ancor più per questo, a meno di non dover effettuare delle visite di controllo, terapie e altro – che dovresti comunque comunicare preventivamente al tuo datore e all’Inps – sei tenuto a rispettare gli orari indicati nelle fasce di reperibilità durante la malattia.

    Per quanto attiene alla motivazione che sembra scatenare questi tuoi malesseri, se dovesse persistere una situazione per te insostenibile, ti suggerisco di iniziare a parlarne con qualche sindacato di categoria presente nella tua città, potrebbe sicuramente consigliarti al meglio sul da farsi.

    E’ deludente come risposta, lo so, ma è questa. Ne approfitto per augurarti una buona giornata.

  306. Luca scrive:

    Immaginavo fossi obbligato…grazie per la celerità con cui mi ha risposto.

    Si, il settore è privato ma con i sindacati, in una azienda con 6 dipendenti, c’è poco da fare. Mio malgrado ho dovuto far intervenire un avvocato….ma questa è un’altra storia.

    Grazie ancora.
    Buona giornata

  307. franca scrive:

    Gentilissima Pina, Volevo informarmi se durante il periodo di malattia nel caso ci si debba assentare da casa per visite o esami nelle fascie orarie previste per la visita fiscale è sufficiente la convalida di visita compilata dal medico specialista con relativa dichiarazione del giorno e l’orario.oppure è indispensabile comunicarlo preventivamente all’azienda e all ‘ INPS ?
    Grazie

  308. Ciao Franca, se durante il periodo di malattia e in coincidenza delle fasce orarie di reperibilità dovesse essere fissata una visita specialistica, terapie, medicazioni, ecc., oltre all’attestazione (giustificativa) che dovrai farti rilasciare dal medico o dalla struttura medica al termine della visita – in cui farai indicare anche l’arco temporale in cui questa visita è stata effettuata (se di mattina o di pomeriggio) – dovrai anche dare preventiva comunicazione sia all’Inps che alla tua azienda nei termini che ho già indicato in altre mie precedenti risposte e, in ultimo, in quella del 24 dicembre 2013 a Francesco.
    Cordiali saluti.

  309. CLAUDIO scrive:

    bUONGIORNO dOTT PINA SONO UN LAVORATORE iperteso , volevo sapere se durante la “mutua” si puo’ uscire durante le fasce di reperibilita’ . ho sentito questa notizia ma sono molto scettico..sono un lavoratore privato .
    grazie anticipatamente e complimenti x il blog.

  310. Andrea scrive:

    Buongiorno;

    Sono un lavoratore del settore privato a casa in malattia;
    giovedì 20/02/14 devo recarmi dal dentista, il quale ha dovuto fissarmi un appuntamento
    alle h. 17:00 quindi durante le fasce orarie di reperibilità;
    data la mole dei suoi appuntamenti, non gli è stato possibile cambiare orario;
    naturalmente gli ho spiegato il problema e mi rilascerà un giustificativo per la mia assenza;
    detto questo, mi restano 2 dubbi:
    1 – dovrò presentare questo giustificativo soltanto in caso di visita fiscale che rilevi la mia assenza da casa
    oppure preventivamente in ogni caso?
    2 – Quali sono le modalità di presentazione del giustificativo?

    La ringrazio moltissimo per i chiarimenti che vorrà darmi e Le auguro una buona giornata e buon lavoro!
    Andrea

  311. Ciao Claudio, anche a te, purtroppo, devo dire che durante tutto il periodo di malattia, compresi i festivi, il lavoratore è tenuto alla reperibilità presso il domicilio indicato dal medico nel certificato. Posso comprendere che tu senta il bisogno di uscire e di evadere un po’, ma sai di poterlo fare fuori dalle fasce orarie di reperibilità che, tra l’altro, per il settore lavorativo privato lasciano un po’ più di libertà rispetto a quello pubblico.
    Ti auguro una buona giornata.

  312. Ciao Andrea, ho trattato il tuo quesito proprio ieri e potrai cortesemente leggere tu stesso la risposta a questo link.

    Aggiungo che l’attestazione che ti verrà rilasciata dal medico, dopo la visita, dovrai tenerla tu e, a richiesta, produrla per giustificare eventualmente quella che potrebbe essere rilevata come assenza ingiustificata se vi fosse un problema di “comunicazione”.
    Ti auguro una buona giornata.

  313. barbara scrive:

    Salve,sono dipendente di una società privata, sono in malattia dal 30 dicembre per intervento di carcinoma seno, e tornerò a lavorare il prossimo 17 febbraio.Dovrò fare alcuni cicli di chemio e dopo radio,ho già un’invalidità del 55% per diabete ma chiederò l’aggravamento per usufruire della legge 104.Il giorno della chemio(una ogni 21 giorni)suppongo sarà un giorno di malattia,per quanto riguarda la radio che dovrà essere fatta tutti i giorni dal lunedì al venerdì per circa 3 mesi questo periodo come sarà considerato, nel ccnl telecomunicazioni non esiste una forma di tutele (esclusa legge104) per casi oncologici che non sia malattia o ferie o permessi??
    Grazie

  314. Ciao Barbara, mi spiace ma non posso darti le informazioni che cerchi, non mi sono mai occupata del tuo settore lavorativo e lo sconosco quasi totalmente. Piuttosto che darti delle indicazioni errate, suggerisco di rivolgere la tua domanda o direttamente ad un Sindacato di categoria presente nella tua città o su questo sito del Sindacato Lavoratori Comunicazione (SLC-CGIL) al modulo contatti in esso predisposto.
    Ti faccio i miei migliori auguri per il tuo stato di salute e ti auguro una buona giornata.

  315. Giulia scrive:

    Buon Giorno,
    Sono una dipendente comunale che in data 7 di febbraio si è sottoposta all’operazione di correzione della vista con laser, in un ospedale convenzionato. La mia domanda era inerente alla decurtazione che mi verrà effettuata sullo stipendio, in quanto dai miei uffici mi è stato chiesto se l’operazione è classificabile come”day hospital ” o “ambulatoriale specializzata”. Parlando con il medico chilurgo che mi ha operata, mi ha confermato che questa operazione purtroppo non è più classificabile come “day hospital” e che quindi alcuni datori di lavoro fanno storie a riguardo!!
    Ringraziandola anticipatamente per la sua disponibilità e l’aiuto la saluto,

    Giulia

  316. Ciao Giulia, avendo tu premesso che il tipo di trattamento sanitario al quale sei stata sottoposta non è più classificabile come “day hospital” bensì come “ambulatoriale specializzata”, mi sembra che non si possa qui parlare del trattamento più favorevole previsto dai CCNL in caso di, nella fattispecie, assenze per malattia dovute a ricovero ospedaliero o a day hospital.

    Pertanto, nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto (così come previsto dai CCNL che già disciplinano una decurtazione retributiva che è di diversa entità a seconda dei periodi di assenza) il trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o retribuzione a carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio.

    Questo è quanto di massima ma, per ulteriori e più dettagliati elementi, non trattando Funzione Pubblica, ti suggerisco di leggere questa pagina, sono certa che troverai la risposta più completa.
    Ti auguro una buona serata.

  317. FABIO scrive:

    Vorrei sapere qual’ è la procedura per comunicare al datore di lavoro e all’ INPS un ricovero ospedaliero per sottoporsi ad una operazione chirurgica.
    Sono un metalmeccanico di una ditta privata.

  318. Ciao Fabio, non so se ho capito bene la tua domanda. Immagino sia già a tua conoscenza l’obbligo di avvisare la ditta non appena c’è l’insorgenza di una malattia ed il medico perché rilasci certificazione con prognosi di incapacità lavorativa per il periodo che riterrà opportuno.

    L’eventuale successivo ricovero in ospedale rientra nel periodo di malattia e, in tal caso, vale la certificazione compilata dalla struttura ospedaliera. Se si tratta di un ricovero programmato, così come mi sembra di capire, ne darai comunicazione nei termini che ho già indicato in precedenti mie risposte e dopo ti farai rilasciare la certificazione direttamente dall’ospedale.

    Ho però la sensazione di non aver afferrato bene il senso della tua domanda. Se così fosse fammi sapere, sarà lo stato influenzale che non mi permette il massimo della lucidità! Ti auguro una buona serata.

  319. luigi scrive:

    Gentilissima
    Se io mi ammalò mentre mi trovo in un domicilio diverso da quello della residenza abituale, come fare a comunicare questa circostanza all’azienda, considerato che il certificato telematico può arrivare anche dopo la visita fiscale?
    Grazie per la Sua attenzione

  320. Ciao Luigi, di solito i certificati di malattia vengono rilasciati, anzi inviati telematicamente, dal proprio medico curante che attesterà l’incapacità lavorativa del paziente.

    Se ti dovessi trovare fuori sede, considerato che il tuo medico non potrà, in assenza di visita, certificare la tua malattia, dovresti rivolgerti per il rilascio del certificato ad una guardia medica che il certificato lo rilascia in forma cartacea con tutti gli oneri di comunicazione alla tua azienda e all’Inps a tuo carico.

    Quando comunicherai la tua assenza dal lavoro per malattia alla tua azienda, avendo l’obbligo di farlo telefonicamente fin da subito e prima ancora che tu sia in possesso del certificato di cui trattasi, avrai cura di comunicare, tra le altre cose, anche il domicilio (che avrai fatto indicare dal medico certificatore come sede di reperibilità) dove eventualmente potrebbe essere disposta la visita fiscale da parte del datore di lavoro e/o dall’Inps (quest’ultimo le visite le ordina a campione, dunque tanta solerzia nel farlo prima che l’Istituto venga in possesso del certificato cartaceo, mi sembra improbabile).

    E’ appena il caso di ricordare che la certificazione sanitaria rilasciata dai medici di guardia in caso di necessità, possono avere una prognosi massima di tre giorni.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  321. Marco scrive:

    Buongiorno,
    mi chiamo Marco e sono un manutentore elettrico per una grossa azienda, in un infortunio domestico mi sono semiamputato un dito con rottura esposta dell’osso in più punti, quindi palese che non posso svolgere la mia attività almeno fino a quando non mi tolgono il filo di ferro che tiene insieme l’osso e la steccatura che protegge il tutto, il mio problema è che ho i giorni fino al 10 marzo ma il 6 marzo avrei una visita diabetologica di mio figlio essendo malato di diabete mellito tipo 1 , anche se la visita è in orario antecedente le 17 io non riesco ad essere a casa in tempo.
    Cosa posso fare? Devo rinunciare alla visita? Vi è altra soluzione?
    Grazie
    Marco

  322. Ciao Marco, purtroppo, i motivi per i quali ci si può allontanare dal proprio domicilio durante le fasce orarie di reperibilità mentre si è in malattia sono pochi e ben precisi: visite mediche specialistiche, terapie, medicazioni e comunque dei ragionevoli impedimenti (anche riferiti al proprio nucleo familiare ma in questo caso i motivi che possano giustificare la tua presenza altrove dovrebbero essere gravi) che si dovessero verificare proprio durante gli orari di reperibilità.

    Vengono invece considerati motivi non validi tutti quei comportamenti che darebbero la sensazione che si voglia evitare di sottoporsi a visita di controllo (nome assente sul citofono, campanello non funzionante, ecc. ecc.).

    Certo è, così come ho scritto nel mio post relativo a questo argomento, che: se si è soli in casa, si ha la febbre alta e per questo non si riesce proprio ad alzarsi dal letto per rispondere al citofono; se per superare la febbre si è fatto ricorso a dei farmaci che ti hanno indotto sonnolenza al punto da non riuscire nemmeno a sentire il campanello; se in preda a dolori molto forti ed insopportabili sei dovuto uscire per recarti dal medico curante o dallo specialista che ti ha seguito nel tuo infortunio, i cui orari di studio coincidono con quelli della reperibilità, allora potresti anche avere la possibilità di giustificazione (ricorda di farti rilasciare l’attestazione), fermo restando che l’esito positivo non è “automatico” e, per vederti riconoscere un diritto e dimostrare che l’assenza sia dovuta a causa di forza maggiore, potresti dover intraprendere ricorsi e similari. La valutazione finale è tua.

    Inoltre, se con la tua azienda sei in buoni rapporti, potresti comunicare loro questo tuo impegno inderogabile (che però nulla ha a che vedere con problemi connessi al tuo stato di salute) così da scongiurare almeno la disposizione della visita fiscale da parte loro; a questo punto dovresti solo sperare che tu non sia così “fortunato” da essere “sorteggiato” come destinatario di una visita di controllo da parte dell’Inps che, ricordiamo, può deciderla autonomamente.
    Spero di esserti stata utile. Ti auguro una buona giornata.

  323. Silvana scrive:

    Buonasera,

    ho un dubbio riguardo ad un certificato di malattia. Sono dipendente di un’azienda privata. Il mio certificato parte da oggi 4 marzo fino a venerdi 7 incluso. In base a ciò, sabato non sono più soggetta alla possibilità di una visita fiscale?
    In attesa di risposta, grazie e cordiali saluti.

  324. Ciao Silvana, il rispetto della fasce orarie di reperibilità da parte del lavoratore durante la malattia è dovuto per il tempo di prognosi indicato sul certificato medico, pertanto, se il tuo si conclude il venerdì, sei tenuta a farlo fino al venerdì compreso.

    Se intendessi continuare la malattia, però, devi sapere che già il sabato dovresti recarti alla guardia medica per farti rilasciare il nuovo certificato di continuazione esibendo quello precedente. E’ anche vero che tale continuazione potrai farla decorrere dal lunedì successivo andando dal tuo medico, ma per il sabato e domenica (giorni in cui saresti scoperta) avresti una trattenuta economica e non credo sia per te conveniente.

    Inoltre, c’è un’altra possibilità, ovvero quella di certificare una “ricaduta”, ma è un sistema che, pur se legittimo, potrebbe ingenerare il dubbio di una valutazione “accomodante” da parte del medico, maggiormente se l’azione dovesse essere ripetuta nel tempo.
    Spero di esserti stata utile. Ti auguro una buona giornata.

  325. silvana scrive:

    Mi è stata molto utile, grazie! Ultima domanda: gli orari di reperibilità per il 2014 sono gli stessi del 2013?
    Grazie ancora e buona giornata.

  326. Sì, ancora oggi le fasce di reperibilità alla visita medica di controllo domiciliare sono, per tutti i giorni compresi nella certificazione di malattia: dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00.
    Cordiali saluti.

  327. rita scrive:

    buongiorno,
    mi chiamo rita e lavoro presso una clinica privata di roma.purtroppo mi sono ammalata di cancro e dopo un grosso intervento sto facendo le chemioterapie.volevo gentilmente sapere se anche per me vale la fascia oraria per un eventuale visita del medico fiscale.grazie anticipatamente per la risposta

  328. Ciao Rita, la visita fiscale dovrebbe servire, al datore di lavoro o all’Inps che sia, per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente che si assenta dal lavoro per motivi di salute; nel tuo caso, non credo si possa mettere nulla in discussione, stante che, purtroppo, l’effettivo stato di salute è dimostrato e documentato.

    Mentre per i dipendenti pubblici vi è l’esonero dall’obbligo del rispetto delle fasce orarie di reperibilità durante la malattia se l’assenza è riconducibile a patologie gravi che richiedono terapie salvavita, infortuni sul lavoro, malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio e stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, per i dipendenti del settore privato tale esclusione si ha soltanto per necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti, terapie, medicazioni, ricoveri, accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità, gravi motivi personali o familiari o comunque a cause di forza maggiore documentabili a richiesta e addirittura preventivamente comunicate.

    Per i malati oncologici si è in presenza di tutta una serie di terapie, controlli e, soprattutto, effetti collaterali che potrebbero giustificare, essendo ampiamente documentata, l’eventuale “causa di forza maggiore” quale motivo dell’assenza dal proprio domicilio laddove l’Inps dovesse disporre a campione la visita fiscale. Dico l’Inps e non anche l’azienda poiché, pur se nel diritto di quest’ultima, ritengo veramente vessatorio richiedere una visita fiscale conoscendo la tua condizione di salute.

    Pertanto, fermo restando l’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità in malattia, suggerirei di documentare il tutto alla tua azienda così da scongiurare che la visita fiscale sia richiesta da quest’ultima (a meno che i rapporti non siano tesi); in merito all’eventuale controllo dell’Inps, quando e se dovesse avvenire, se dovessi trovarti in una condizione quale una “causa di forza maggiore” che ti ha impedito di rimanere talmente lucida da “calcolare” orari e fasce varie di reperibilità (nella tua condizione, che conosco anch’io, i malesseri sono tanti e improvvisi oltre che incontrollabili e violenti) o stati di debolezza che impediscono anche di alzarsi dal letto per rispondere al citofono (i tuoi non sono di certo imbastiti), potrai sicuramente gestire la tua assenza dal domicilio motivando un tuo reale stato di particolare sofferenza.

    Non credo di poter aggiungere altro, spero che ci siamo capite. Un abbraccio.

  329. rita scrive:

    grazie tantissimo,
    mi e’ stata veramente d’aiuto.Le sono infinitamente grata

  330. stefano scrive:

    Buongiorno,
    ho effettuato una donazione di midollo osseo. sono dipendente privato.
    Mi hanno dato dieci giorni di riposo.Vorrei sapere se sono tenuto a rispettare le fasce di controllo Inps.
    Grazie, cordiali saluti
    Stefano

  331. Ciao Stefano, mi corre l’obbligo intanto di esprimerti la mia ammirazione per il gesto di altruismo a cui ti sei sottoposto e, passando dall’alto del tuo gesto al basso della sterile burocrazia, vorrei capire se questi dieci giorni ti sono stati concessi dall’ospedale o dal tuo medico.

    Reputando però più plausibile che sia stato il medico dell’ospedale che ha effettuato il prelievo del midollo osseo, perché ha ritenuto necessarie delle giornate di degenza per il completo ripristino del tuo stato fisico, immagino pure che il certificato rilasciato dall’ospedale all’atto della dimissione sia stato redatto seguendo quei criteri che sono indispensabili a renderlo sostitutivo della certificazione del medico curante ovvero con riportati oltre alla diagnosi e alla prognosi anche l’esplicito riferimento all’incapacità lavorativa. Se mancante di questo, allora dovrà essere il tuo medico curante a rilasciare certificato di malattia successivo al ricovero per i giorni di cosiddetta convalescenza.

    Comunque, a parte quanto sopra, mi spiace dover aggiungere che in merito all’obbligo di rispetto delle fasce orarie di reperibilità durante la malattia, soprattutto per i dipendenti del settore lavorativo privato, non esiste prognosi che possa esonerare da tale obbligo, pertanto, anche tu sarai costretto a rispettare le fasce orarie previste.
    Ti auguro un buon proseguimento di serata.

  332. federica scrive:

    Buongiorno,sign.ra Pina.
    Mi chiamo Federica e vorrei esporle un dubbio.A seguito di un’operazione mi trovo in malattia.Giovedi’ ho una visita di controllo presso la clinica in cui mi sono operata per la rimozione dei punti.Non ho ben chiaro se dovro’ avvisare anticipatamente l’azienda in cui lavoro che in tale data,ore 11 saro’ assente dalla mia residenza o dovro’ diciamo far “finta di nulla”, farmi rilasciare certificato che lo attesta dalla clinica,tenerlo io e in caso trovassi nella cassetta postale la ricevuta del medico fiscale, presentarlo a sua volta sia all’inps che al datore di lavoro..spero in un suo ulteriore chiarimento,ho letto i precedenti post ma vorrei essere ancora più sicura.
    Cordialmente,
    Federica

  333. Ciao Federica, in merito alla tua domanda, considerato che della tua assenza dal domicilio durante le fasce orarie di reperibilità in malattia sei già a conoscenza, per non rischiare di doverti presentare il giorno dopo a visita di controllo laddove il medico fiscale non dovesse trovarti in casa, è preferibile informare preventivamente la tua azienda e l’Inps che il giorno tal dei tali dovrai recarti a visita di controllo in coincidenza delle fasce orarie di reperibilità.

    Il modo per farlo puoi trovarlo in diverse mie precedenti risposte, ma per opportunità ti linko quella del 24 dicembre 2013 a Francesco.

    E’ in ogni caso necessario che tu, il giorno della visita di controllo in ospedale, ti faccia rilasciare dal medico che lo effettuerà l’attestazione giustificativa in cui avrai cura di fare indicare l’arco temporale in cui la visita è stata effettuata (mattina o pomeriggio che sia). Potrebbe venirti utile laddove vi dovesse essere un difetto di comunicazione con l’Ente previdenziale e/o con la tua azienda e questi dovessero disporre comunque la visita fiscale non trovandoti al domicilio indicato sulla tua certificazione medica quale indirizzo di reperibilità.

    Spero di aver chiarito i tuoi dubbi rimanendo comunque a disposizione per qualsiasi altra informazione in merito. Cordiali saluti anche a te.

  334. Francesco scrive:

    Buona sera vorrei sapere se le fascie orarie sono uguali per il mio caso devo sottopormi al trapianto del fegato

  335. Francesco scrive:

    Vorrei sapere se le fascie orarie sono uguali per il mio caso devo sottopormi al trapianto di fegato e’ se ho delle agevolazioni

  336. Ciao Francesco, in merito alla tua domanda ti chiedo cortesemente di farmi sapere qual è il settore lavorativo che ti riguarda: privato o pubblico. Per quest’ultimo le esclusioni dall’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità durante la malattia vi sono e vi rientrano anche i soggetti in attesa di trapianto come nel tuo caso. Aspetto tue notizie.
    Ti auguro una buona giornata.